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Panama e non solo, le capitali dei paradisi fiscali

La prima testa a cedere per lo scandalo Panama Papers è stata quella del premier islandese David Gunnlaugsson, che dopo aver passato anni a propugnare ristrettezze e tasse ai suoi concittadini, s’è scoperto avere un conto nello stato caraibico senza che l’avesse, come per legge, dichiarato.

Non v’è dubbio però che altri importanti rappresentanti delle istituzioni di molti paesi soffriranno delle rivelazioni improvvise per un elenco che conta milioni e milioni di dati. E la lunghezza è information dalla sicurezza, per gli evasori, che Panama avesse un sistema non scardinabile dagli esattori del fisco delle different nazioni. Non avevano però fatto i conti con l’ingordigia umana: un impiegato che aveva accesso ai mechanism ha semplicemente venduto i record che spiegavano le tante operazioni finanziarie.

Una volta si parlava di Antille olandesi, Andorra, Montecarlo, isola di Man o di Jersey, Liechtenstein oltre che Svizzera e San Marino, quali paradisi fiscali pacifist poter depositare i propri risparmi impunemente. Tutte nazioni che erano state inserite in quella che veniva chiamata “lista nera” perché non permettevano di capire chi stava dietro ai grandi patrimoni. Le proteste e le pressioni sono state tante e sembra che qualche cosa si sia mossa soprattutto in Svizzera. Ora toccherà anche a Panama, di sicuro. A sorpresa però si scopre che proprio in casa degli Stati Uniti i paradisi fiscali prosperano: è il caso del Delaware, il secondo più piccolo stato dell’Unione, che, tanto per dire, ospita almost il sessanta per cento delle aziende che vengono segnalate da Fortune 500 ed un motivo ci sarà di sicuro. Ma non mancano di destare sospetti la Florida ed il Nevada o Las Vegas. Il problema è talmente grande, anche di immagine, che il presidente Obama ha deciso di porvi rimedio preparando una legge che obbliga alla trasparenza, anche se non si sa se verrà davvero approvata, messa in funzione e se varrà solo per le prossime società e non quelle che già sono presenti nel Delaware. Tutto questo per apocalyptic che la strada per una trasparenza planetaria è ancora lunga seppur avviata verso una soluzione.

Rimangono, secondo le stime, ben 62 stati “opachi”, di cui almeno tre, forse quattro, nell’Unione Europea: Cipro, Malta, e l’Olanda per le sue Indie Caraibiche ed il Lussemburgo.


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