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Osteria, bar e carburanti Al Poggione è rivoluzione

GROSSETO. Dopo più di quattro anni di gestazione, viene alla luce un progetto che cambierà la fisionomia del Poggione. Porta la firma di professionisti aretini – dello Studio Associato Franceschi – che hanno preso in carico i desiderata di una delle più note famiglie grossetane di ristoratori: i Capecchi. I Capecchi del Bora Bora. Sono loro ad investire su un terreno acquistato nel 2013 e che sorge accanto alla storica tavola calda: guardando l’edificio dove si mangia e ci si può anche fermare per la notte – che “rientra” di qualche decina di metri rispetto all’asse della via Senese – il lotto in questione si trova sulla sinistra. Il progetto è maxi. E quando sarà finito – nel giro di poco più di un anno, al netto di imprevisti – al Poggione ci sarà una vera e propria area di sosta all’americana: con ristoro self o con tutti i crismi, bar e tabacchi, camere, servizi commerciali e mega pit-stop carburante. A compensazione degli oneri di urbanizzazione, il comune di Grosseto avrà un centinaio di metri di pista ciclopedonale di ultima generazione: lì, lungo la Senese.

Ecco il mio progetto. È con orgoglio che Daniele Capecchi srotola il progetto del Poggione su uno dei tavoli del Bora Bora sotto gli occhi del Tirreno. «Era il 2013 – dice – quando acquistai il terreno dalla famiglia Benelli». Si tratta di un lotto di 5mila mq che sorge tra il ristorante e la spianata di pannelli solari dei Benelli. Qui verrà tirato su un fabbricato ad un piano di circa 500 mq dove troveranno posto il bar-tabacchi oggi ospitato in seno al ristorante: «Trasferendolo là – dice Capecchi – ci sarà più spazio per la nostra attività di ristorazione»; “nostra”, cioè sua e della sorella Rina, Rina Capecchi. Più tavoli, dunque, per il Bora Bora, creatura del patron Rino, padre di Daniele e di Rina. E poi? «L’idea è di affittare il resto della metratura ad attività commerciali». Capecchi dice e non dice perché le trattative sono in corso, ma gli “scappa” che nella nuova palazzina potrebbero trovare casa una farmacia, una lavanderia a gettoni e una concessionaria di auto.

Il maxi distributore. Non finisce qui, visto che stiamo parlando di un’area di cinquemila metri quadri: 3.500 mq saranno occupati da un’area logistica con parcheggi funzionali a un maxi impianto di rifornimento veicoli (auto ma anche mezzi pesanti), che si innesta su un terreno che sembra assai fertile per il comparto carburanti; a Grosseto hanno posizionato i loro pit-stop due colossi societari – consortile e cooperativo – che poco hanno a che vedere con l’industria petrolifera; parliamo di Conad e del suo impianto di via Bulgaria e del distributore Enercoop di Coop al Commendone a fianco del centro commerciale Maremà. Quello al Poggione sarà un impianto “bianco” – no logo – o sarà appannaggio di uno dei grandi brand internazionali della raffinazione dell’oro nero? È top secret, anche se si bisbiglia che sia probabile l’arrivo di un marchio-bandiera bianca toscano. Certo è che tra risorse della Capecchi sas – di Daniele e Rina – e maxi intervento sul fronte carburanti, l’investimento complessivo si aggira su 2 milioni di euro.

La pista ciclabile. Nel maxi progetto ci guadagna anche il Comune: è già pronto, infatti, uno schema di convenzione che prevede che alla chiusura del cantiere la famiglia Capecchi cederà all’ente civico – a mo’ di compensazione degli oneri urbanistici – un centinaio di metri di pista cilopedonale

che si raccorderà con quella esistente; e siccome sarà di nuova generazione – illuminata, con segnaletica e con rallentatori di velocità per le due ruote in corrispondenza dell’attraversamento della strada – potrebbe rappresentare un dna-pilota per il restyling di tutto il percorso.

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