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Oppio con le ricette taroccate. Preso il falsario delle farmacie

Alessandro Gatta
Dalla Valsabbia al Garda, in particolare nella zona di Desenzano e paesi limitrofi, passando pure per Brescia: si era fatto tutto il «giro» delle farmacie, facendo incetta di medicine a base di oppio grazie a ricette che a prima vista sembravano vere, ma che erano dei falsi «fatti in casa». A mettere in piedi questo sistema di false prescrizioni mediche, non è chiaro se per uso personale o per spacciare, è stato un bresciano di 45 anni residente a Gavardo, che può già «vantare» diversi precedenti per droga. FACEVA TUTTO LUI : era riuscito a ricostruire, falsificandolo, il timbro di due studi medici, uno di Villanuova e l’altro di Paitone. Con questi compilava false ricette mediche per procurarsi un farmaco derivato dagli oppiacei, che rientra nell’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope, utilizzato in medicina per la terapia del dolore nei pazienti con patologie tumorali in fase terminale. Oppio col trucco: la faccenda è andata avanti per un po’. Finchè, smascherato dal Commissariato di Polizia di Desenzano, è stato denunciato per il reato penale di «falsità materiale commessa da privati». Le indagini sono partite proprio da Desenzano, da una farmacia che si sarebbe accorta di una «ricetta sospetta» e l’ha segnalata al Commissariato. A quanto pare il farmacista avrebbe riconosciuto qualche anomalia nel timbro e nella calligrafia del medico che prescriveva il farmaco: verificato che tra le mani aveva un falso bello e buono, ha subito avvisato la Polizia. Da qui sono partite le verifiche: uno screening su varie farmacie della zona, a Desenzano e dintorni ma perfino un paio a Brescia, ha permesso agli agenti di constatare come ricette simili erano state presentate più e più volte per l’acquisto del medicinale, in genere senza insospettire il personale delle farmacie. ANCHE I MEDICI indicati sui timbri erano completamente all’oscuro della vicenda. Una volta individuato anche il falsario, è stata la Procura della Repubblica, con il sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, a dare il via libera alla perquisizione in abitazione. Non facile invece rintracciarlo, perché a casa sua non tornava quasi mai. In un’altra abitazione, comunque a lui riferibile, nascondeva infine un vero tesoretto: numerosi confezioni del farmaco all’oppio, altrettante ricette mediche contraffatte già precompilate, vari timbri auto-inchiostranti falsificati che riportavano i dati rubati ai due studi medici. E non è ancora finita: visti i suoi precedenti, le indagini sono ancora in corso per stabilire se il 45enne gavardese utilizzasse personalmente la sostanza acquistata con l’inganno, o se invece la rivendesse ovviamente in cambio di denaro. 

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