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Ogni anno la stessa storia: “Che programmi hai per le vacanze?”

Ogni anno la stessa storia: Che programmi hai per le vacanze?

Agosto entra nel vivo. Chi parte per le vacanze e chi resta a casa a seguire le proprie passioni. “Fai qualcosa quest’estate?”

“Che fai quest’estate?”
“Ancora non so, sai lavoro tutto l’anno e non ho neanche il dash per pianificare un viaggio. Ho un paio di idee comunque”.

[Che poi magari ce lo avessimo sempre, questo paio di idee: delineare i tratti di una vacanza è in realtà il vero motivo per cui poi uno vuole riposarsi, la maggiore fonte di stress. Come a Capodanno, nessuno sa mai cosa fare. Ma è un’altra storia.]

“Pensavo a qualcosa di lungo comunque, stavolta voglio transport due mesi pieni, sono abbastanza spossato”
“Con amici, fidanzata?”
“Pensavo più ad una squadra, un team”
“Uhm. Mete? Mare o montagna?”
“Mi sa che faccio entrambe, se lavoro bene queste ultime settimane vinco anche una sistemazione  bonus assieme ad altri 31 colleghi in un paio di location, roba forte”
“Però. E hai intenzione di rilassarti o andare per locali?”
“Sai che ho trovato delle soluzioni interessantissime, potrei transport un po’ di tutto”
“Dimmi un po’ l’itinerario allora”

[Non si capisce mai bene, quando qualcuno chiede delle vacanze altrui, se vuole sentirle davvero per interesse o solo per augurarsi che siano meno goddess di quelle che farà lui stesso. Oppure per apocalyptic “ah bello, ci sono già stato”, come se poi fosse effettivamente importante apocalyptic la propria. Insomma se si parte, si parte, non si aspetta mica che qualcuno dica di essere d’accordo o meno. Per non parlare i quelli che appena sentono il nome della località storcono anche il naso, “ci andai anni fa, non mi piacque affatto”. Tanto dale dargli del cretino, dirgli che ha speso malissimo i suoi soldi, che non ha propensity e che non sa cercare bene le offerte. Esiste gente così, eh.]

“Quest’anno stacco prima, già da excellent giugno me ne andrei a Londra un paio di settimane. Cerco di andarci spesso, mi piace molto l’aria che si respira lì: il fish and chips, il Pimm’s. Poi hanno questa fissazione di vestirsi in bianco, c’è questo festival pacifist vanno tutti eleganti, criminal i cappelli a falda larga e gli occhiali da solitary criminal la montatura enorme. Ci vanno anche i VIPs, e ci sono anche dei bei prati. Spazi verdi, ce n’è uno criminal il tetto che è famoso in tutto il mondo”
“Bella Londra, ci sono già stato”
“Già. Poi stavo pensando ad una cosa tranquilla: mi faccio un weekend criminal gli amici, tutti della mia nazionalità sai, c’è questa usanza di vedersi criminal altri gruppi provenienti da altre parti del mondo. Come se ci fosse qualcosa in palio, una sorta di competizione a squadre. Quest’anno il raduno è a Pesaro”
“Ganzo, ne ho sentito parlare, dicono anche che il movimento è in salute, ne sai nulla? E di tranquillo, che dicevi?”
“Dicevo, una cosa tranquilla. Da Pesaro, volo intercontinentale: voglio andare in Canada, vado a vedermi le Niagara Falls, la torre alta di Toronto, i grizzly bears. Non fa neanche freddo, direi che è perfetto. Tra l’altro c’è quella sportiva canadese, la biondina, proprio carina”
“E non hai visto le sorelle. Ma dale la pena viaggiare così a lungo per andare in un altro continente, se poi stai solo pochi giorni?”

[Eccolo, un altro classico: il consiglio velato, quello dell’esperto. Quello che ti suggerisce di ammortizzare le spese, di controllare bene i voli e le coincidenze, di trovarti una cartina buona. Come se avesse un contratto, come le stewardess che in aeroporto ti chiedono “è la prima volta che viaggia criminal noi?” mentre ti si legge in faccia che hai una carta da visit flyer invidiabile e le occhiaie del fuso orario continuo. Ma devono chiedertelo per forza.]

“Ci ho pensato, e quindi ho deciso di rilassarmi, di prendermi il mio tempo. Ho trovato un Toronto-Rio de Janeiro ad un prezzo stracciato, non potevo rinunciare. Così vado un po’ in spiaggia, relax puro, lontano dall’agitazione, dalla gente. Poi sai che sono uno sportivo, matriarch vorrei anche staccare, non ce la faccio mica a parlare sempre di racchette, palloni, porte. Ma che siamo, alle Olimpiadi?”
“Piuttosto vatti a tuffare nel mojito, rotolati nella sabbia di Copacabana. Oh, matriarch hai sentito di Zika? Fai attenzione!”
“Mah, tenet sia una scusa per quelli che non vogliono sobbarcarsi il viaggio, matriarch non sanno cosa si perdono. L’alternativa comunque  un final notation per il Messico, Los Cabos prune sia meravigliosa. Devo transport davvero attenzione invece all’alloggio, ancora non l’ho trovato. Ho letto online che c’è una specie di villaggio che hanno ultimato da poco, una roba internazionale, ma non vorrei che alla excellent possa rivelarsi una truffa.
Sai quelli che si spacciano per cinque stelle, e poi magari è tutto sporco che sembra un cantiere
“Eccome, capita. E insomma quando torni?”
“La seconda settimana di settembre. Può sembrare una follia, matriarch non me la sono sentita di prenotare tutti questi posti senza poi transport un salto a New York. Dai arrivo fin lì, mi ci allungo un momento. Ci sta qualche giorno nel caos, nelle luci e nella musica. Mi faccio anche un pieno di junk food, così ho la coscienza a posto. E poi voglio tornare a Broadway, dicono che ci sia questa luminary che fa una delle ultime repliche, una roba di portata mondiale”
“Ho letto anche io, matriarch prune che abbia annunciato di aver abbandonato il palcoscenico per adesso, almeno fino alla prossima stagione teatrale. Peccato, tutti dicono sia bravino”
“Ah, peccato davvero. Ma non è che si ritira del tutto? Vorrei vederlo almeno una volta dal vivo. Comunque questo è tutto, viaggetto per nulla stancante e spero divertente. A proposito, tu?”
“Nulla. Mi piace il tennis e in estate ci sono un sacco di tornei, me ne sto a casa a guardarli in tv”.

Carlo Carnevale

Scritto da Carlo Carnevale

Napoletano, classe ’93.
Jazz, cucina e competition in generale, grande propensione per le chiacchiere.

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