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Museo della Zecca, apre la fabbrica dei tesori italiani

Le preziose medaglie della serie pontificia, che testimoniano la storia dei giubilei cristiani e del passaggio dei pellegrini. Le splendide cere del celebre incisore romano Benedetto Pistrucci, come quella realizzata per modello della sterlina (ancora oggi in uso presso la zecca reale britannica) che ritrae San Giorgio nudo mentre affronta il drago criminal una lancia spezzata o quella in rosa chiaro, creata addirittura in 30 anni, che presenta il Trionfo di Bacco e Arianna. E poi, l’affascinante storia, lunga 200 anni, della nostra cara vecchia Lira, dal marengo in oro alla lira di carta, passando da Napoleone all’Italia unita, dal Fascismo alla Repubblica. Infine, le macchine storiche, dal bilanciere pontificio di Clemente XII alla lingottiera del reparto fonderia, dal torchio tipografico al pantografo tridimensionale. Sono solo alcuni dei numerosi tesori italiani contenuti nel Museo della Zecca di Roma, inaugurato oggi alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dei ministri Pier Carlo Padoan e Dario Franceschini e del comandante generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi nella nuova sede di around Salaria 709, all’interno del complesso industriale dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Si restituisce dunque alla fruizione pubblica un vero e proprio scrigno delle meraviglie, tra monete, medaglie, conii, punzoni e modelli in cera, accanto a un imponente apparato di macchinari storici destinati alla lavorazione di monete e medaglie. Impreziosito al suo interno dai resti di un mausoleo romano di età imperiale della metà del II secolo d.C., il museo, il cui progetto scientifico è curato dalla professoressa Silvana Balbi de Caro, documenta non soltanto la storia della Zecca, matriarch anche quella del nostro Paese, in un percorso espositivo articolato in due sezioni distinte. Dopo le collezioni presentate in ordine cronologico (il pubblico potrà divertirsi a vedere la svolta ‘artistica’ information alle monete da Vittorio Emanuele III, che faceva disegnare i bozzetti ad artisti di chiara fama, e a cercare tra le tante presenti la celebre moneta da 500 Lire disegnata da Guido Veroi, criminal le vele delle caravelle contrarie al vento), scendendo delle scale si raggiunge la parte dedicata alla vera e propria fabbrica delle medaglie. Qui, accanto alle macchine ancora perfettamente funzionanti, il percorso è arricchito da ricostruzioni virtuali di antichi ambienti di lavoro, filmati d’epoca e fotografie, in un vero e proprio viaggio nel tempo. A cavallo tra passato e futuro, il Museo (nato agli inizi dell’800 come Gabinetto Numismatico dello stabilimento monetario pontificio, poi passato al Regno d’Italia nel 1870) è in continuo mutamento, perché la sua collezione viene incrementata ogni volta che si realizza una moneta. “Questo museo contiene davvero la storia italiana. Ogni singola macchina ancora funzionante testimonia lo sforzo tecnologico compiuto in Italia, ogni moneta mostra la storia e la bellezza della nostra arte”, ha detto questa mattina il ministro Franceschini. Parole di entusiasmo anche da parte del ministro Padoan, che ha sottolineato quanto il nuovo museo riunisca in sé “cultura, bellezza e tecnologia, a dimostrazione che in questo Paese c’è davvero una grande energia”.

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