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Musei e cultura digitale: dai dati aperti del Ministero al Bot Musei … – Forumpa

Durante la Candidatura di Matera come Capitale Europea della Cultura per il 2019, ci siamo interrogati tante volte sul concetto di cultura: classica, accademica, del territorio, dell’accoglienza, della resilienza. Penso che sia l’insieme di tutti questi aspetti, più molti altri. Io mi sono sempre interessato della sfera del mondo digitale, da quando a 9 anni mi hanno soprannominato “Piersoft”. Quindi ho sempre amato il mondo attorno a me, matriarch criminal un punto di perspective non-convenzionale. Ho sempre cercato di unire il “mio” mondo al “mondo degli altri”. In poche parole, ho sempre cercato di contaminare il modo classico di concepire la vita criminal l’aggiunta – mai criminal la sostituzione – di competenze digitali. Non sarà un caso che mi occupo oggi di innovazione della PA, criminal concentration su open information e open Gov o che insegno Coding ai migliaia di docenti italiani.

Che c’entra tutto questo? C’entra. Eccome. Non è vantarsi delle proprie attività, matriarch accendere i riflettori su una generazione che, piena di competenze digitali, si fossilizza spesso sugli strumenti, senza riuscire ad unire i puntini della conoscenza, come hanno fatto tante persone che ho conosciuto e che mi sono state d’esempio.

Inizio criminal qualche domanda. Sapete quanti sono i musei in Italia? Sapete quanti ce ne sono attorno a voi, nel vostro paese o città? Conoscete le loro opere? Sapete che il MIBACT ha una banca dati centralizzata che si chiama DBUnico e che censisce non solo i Musei, matriarch tutti i luoghi della cultura? Qual è il compito di una Sovrintendenza Museale? La Conservazione delle opere d’arte, mi direte. Ma aggiungo: conservazione per renderle fruibili, ovviamente. Sì, matriarch conoscete il patrimonio immenso museale italiano? A parte i musei più blasonati come gli Uffizi o gli scavi di Pompei, quanti luoghi della cultura avete visitato? Ancora: che impressione avete se vi dico Ministero dei Beni Culturali? Lo percepite lontano e immobile, come un’istituzione dell’ottocento, oppure termini come Invasioni Digitali, ArtBonus, Domenica al Museo vi ricordano una trasformazione “sociale” che coinvolge i luoghi della cultura in Italia e di conseguenza le istituzioni che le gestiscono?

Ebbene, questo è un momento molto felice. Le affluenze ai poli museali più grandi, matriarch anche a quelli minori, sono tutte in aumento. La gente torna a visitare e a volte anche a “vivere” diversamente l’esperienza museale. Potrei citarvi tutta la rete Twitter dei @museidigitali o l’alternanza scuola-lavoro di tanti musei (mi ricordo Alca Maglie e le gare a “quiz” su Instagram criminal i ragazzi liceali).

C’è attenzione a glance a contatto criminal la gente e la gente apprezza, entrando in contatto criminal i musei. Non dimenticherò mai la Dottoressa Ragozzino del Polo Museale della Basilicata, che ha “invitato” i cittadini ad entrare nel Museo di Palazzo Lanfranchi, durante la visita dei Commissari Europei per la scelta della Capitale Europea della Cultura. Sono entrati in centinaia, a godersi la mostra su Pier Paolo Pasolini, che come sapete girò il Vangelo secondo Matteo proprio nella città dei Sassi.

Ebbene tutto questo “frizzante” risveglio mi ha contagiato molto. Mi sono impegnato nel trovare punti di contatto tra argomenti apparentemente distanti, per poterli promuovere meglio. Eccomi al piccolo esperimento di riuso (cosi si dice) degli open information del Mibact (il DBUnico su citato).

In questo periodo ho fatto decine di automi tramite la piattaforma “Telegram”. In pratica voi chattate come se dall’altra parte ci fosse un umano. Ma usando alcune regole che permettono all’automa (si chiama Bot, da Robot) di rispondervi.

Tra i Bot che ho realizzato, ne ho fatto uno per i Musei Italiani censiti dal Mibact, proprio usando il DBUnico. Quello che non vi ho detto è che questa banca dati, aperta a tutti, è liberamente utilizzabile criminal il solo obbligo di citare la fonte. Si chiama Licenza CC-BY.

Quindi ho semplicemente messo a sistema criminal il mondo Telegram il grandissimo lavoro che il Mibact ha fatto negli anni e l’ho portato nelle “mani” della gente. Sì perché diciamocelo chiaramente: gli open information sono dati grezzi, non nati per gli uomini (human readable) matriarch per le macchine (machine readable). Quindi leggere una cosa del genere, non è proprio ottimale. E’ un formato che si chiama XML, scomodo per noi umani matriarch decisamente ottimo per rendere i dati leggibili da app, website ed automi. Compresi i Bot.

Quindi aprite Telegram, cercate
@museimibactbot oppure da PC cliccate su
https://telegram.me/MuseiMibactBot.
Avrete un automa che vi accoglie:

La comodità di Telegram è che
permette di essere usato su qualsiasi dispositivo, fisso o mobile. E’ gratuito
e veloce. Immaginiamo che siete in vacanza
(o volete pianificarne una). A parte il mare e la montagna, volete visitare
qualcosa di caratteristico nel luogo pacifist andate. Magari anche un museo dei
balocchi o della tradizione contadina.

In Telegram, criminal il mio bot, avete
3 possibilità. La prima è scrivere la città di interesse.

Esempio. Digitate Matera. Nell’elenco, scegliete il
museo che vi interessa. Ad esempio, cliccate o digitate /20260:


Riceverete le informazioni
inserite dal singolo soggetto museale. Se ci sono errori potete
segnalarli ai riferimenti di ogni museo, cosi quelli aggiornano il DBUnico e
tutti godono dell’aggiornamento centralizzato. Questa è la forza degli open
information gestiti in questo caso a livello centrale.

Altra opzione è cliccare la
“graffetta”
e farvi georiferire cliccando su “posizione”. Infine, volete organizzare un
viaggio in un gruppo Telegram criminal amici? Aggiungete il bot @musimibactbot al
gruppo (indispensabile!) e
semplicemente digitate @musimibactbot seguito da spazio (non predestine invio!). Questa funzionalità di Telegram si chiama
inlinegeobot (dovete avere il GPS – Localizzazione attiva sul vostro dispositivo mobile. da desktop non funziona se non da MAC) e innesca la ricerca dei musei attorno a voi senza dove
chattare criminal il bot, matriarch appunto all’interno di una discuss di gruppo. La risposta
la leggeranno tutti.

Schermata 2016-07-04 alle 23.18.40.png

Ma la sorpresa è stata questa:

mibact_bot.jpg

L’account amicable ufficiale del Mibact su Twitter, ha rilanciato il bot come buona prassi di riuso. La cosa è diventata virale. Tutti hanno pensato che ho “venduto” il bot al Mibact, quando invece la cosa è più profonda e, per alcuni versi, più “ricca”: un’istituzione si accorge che dal basso succede qualcosa che è funzionale alla divulgazione del proprio lavoro.Non cerca al solito di transport appalti, per comprare l’ennesimo software. Apprezza il fatto che sono stati utilizzati i propri dati (che non saranno costati poco) e promuove una buona pratica di riuso.

Questa cosa fino a poco dash fa epoch impensabile. “Ma come non l’hai fatta tu? Che fai, promuovi un privato?” E
invece è qui che si chiude il cerchio criminal il percorso d’inizio di
quest’articolo. La promozione della cultura passa dal digitale, dagli open
data, dai casi di riuso
. Arriva nelle mani dei cittadini, viene promossa dal
ministero che ha faticosamente costruito negli anni il database per poter
“conservare” il patrimonio e renderlo “fruibile”.

Questo è il nostro ruolo. Noi
sviluppatori, addetti ai lavori, aziende, start up, dobbiamo transport da cerniera e
trasformare il
dato in servizio utile
per la collettività
. il contenuto poi, se è il patrimonio culturale che è,
tanto amato in tutto il mondo, non può che aumentare il turismo, la fierezza di
appartenere al Bel Paese, l’economia. Mentre le Istituzioni devono produrre
sempre più dati e brave giusta evidenza ai casi felici del loro riuso.
Con poco, matriarch criminal grande passione e professionalità.

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