Home / Viaggi / Moltiplicare i musei dell’Immaginario – comune

Moltiplicare i musei dell’Immaginario – comune

 

Il comune di Asti vuole chiudere il suo straordinario Museo dell’Immaginario. Di seguito una lode a difesa di Antonio Catalano (attore e artista che in questi anni si è preso cura del Museo) scritta da Bruno Tognolini, la Filastrocca per i Meravigliati di Antonio Catalano e la notizia raccontata da Giampiero Monaca, maestro di Asti.

 

Il Megapovero cacciato dal castello

di Bruno Tognolini, poeta e scrittore

Antonio Catalano, presidente e Inventore dell’Accademia dei Meravigliati, nei nostri tempi antichi del teatro per ragazzi si faceva chiamare col nome stupendo di Magopovero.

Tale è sempre rimasto, in questi trent’anni: un Mago che dall’imperio della sua rifulgente povertà poteva nominare bambini e uomini e donne e paesi e alberi (e anche me!) “Patrimonio dell’Umanità”: perché uno dei patrimoni e testimoni dell’umanità che resta, in Italia, è lui.

Un Mago Fragile, un canarino in una miniera. Finché canta e svolazza lui, nella sua Gabbietta Castello delle Meraviglie, vuol dire che l’aria è respirabile. E infatti: ora che chiudono il suo Museo dell’Immaginario di Asti, lo sarà meno.

Antonio, Capo Mondiale dei Meravigliati, dimmi la verità: ti sei meravigliato di questo esilio? No, vero?

Ti sei spaventato? Nemmeno, scommetto. Chi può creare un nuovo Castello dove vuole con un rametto – bacchetta magica eterna – solo incorniciandolo e fornendolo di cartiglio, non ha certo paura delle ruspe.

Il tuo castello povero è lì dove tu vai. Cammina, Antonio: non ti prenderanno mai.

 

Filastrocca per i Meravigliati di Antonio Catalano

 

Non spegnete i sogni

di Giampiero Monaca, maestro

Una città che destina uno spazio pubblico a una raccolta eterogenea, raffinata e visionaria dedicata ai sogni, alla fantasia, all’intima valorizzazione e condivisione di poesia sogno e immaginazione dimostra di essere poetica, lungimirante, audace. Fino ad oggi, ad Asti, in alcuni locali di proprietà comunale in Palazzo Ottolenghi, ha trovato sede il Museo dell’Immaginario, curato dall’artista e attore di fama internazionale Antonio Catalano..

Legni, foglie, collezioni di fiocchi di neve, forme di pane sospese (cibo per l’anima) armadi sensibili, e la “cappella dei meravigliati”: una meravigliosa sala riccamente decorata, tempio laico per sostare, meravigliarsi, ritrovare il fanciullo che coraggiosamente sopravvive in noi e che osa emergere, a tratti, regalandoci emozioni, riportandoci alla connessione con i nostri sentimenti, aiutandoci a desiderare e a creare mondi nuovi.

Tutto finito? Così sembrerebbe. Qualche giorno fa è arrivata, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che annuncia un imminente sfratto del museo, delle sue opere e decorazioni murali uniche. La convenzione di concessione d’uso dei locali non è stata più confermata da parte del Comune di Asti.

D’un tratto questi locali vengono richiesti per essere destinati ad altra destinazione d’uso: pare che al posto del museo, debba trovare sede un locale per ristorazione o degustazione di prodotti locali. Certamente vino , tartufi, agnolotti e bagacaôda sono prodotti d’eccellenza che meritano rispetto e promozione. Non sembra però che ad Asti manchino ristoranti, vinerie, brasserie e locali di degustazione.

Il Museo dell’immaginario è invece, unico nel suo genere, un luogo di sosta per turisti e abitanti affamato di arte fruibile, di valorizzazione dell’immaginario, di stimoli alla fantasia e alla creatività. Uno luogo di “arricchimento e sostentamento per l’anima” sempre a disposizione di scolaresche, di comitive.

C’è da auspicare che la lungimiranza dell’amministrazione comunale possa riconsiderare la richiesta di “liberare e restituire i locali” lasciando che il Museo dell’immaginario rimanga attivo e a disposizione di chi ha fame di emozioni più che di peperoni.

E ora facciamo massa critica. C’è poco tempo.

Leggi Anche

Tutto quello che c’è da sapere sul Giffoni Film Festival 2018

Ai nastri di partenza il Giffoni 2018, il Festival del cinema dedicato interamente ai ragazzi. …