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Mister Alpitour va a riprendersi i clienti

La fiducia nell’Egitto, le strategie di vendita multicanale e uno sguardo d’insieme al mercato, dalle evoluzioni nel tour operating all’allerta terrorismo «che ha reso il consumatore più fatalista». Faccia a faccia a Torino con Pier Ezhaya, t.o. chief operating officer di Alpitour World.

Tracciamo un bilancio della stagione estiva.
«Si è conclusa positivamente, nonostante un andamento delle prenotazioni che definirei schizofrenico. L’eliminazione di Tunisia e Turchia dalla programmazione, sommata a un Egitto molto debole, ha generano uno scompiglio nella domanda di mercato. La Spagna ha dato i risultati migliori, con Canarie in crescita del +18% annuale e Baleari con +9% sull’anno scorso. La Grecia, partita male, ha poi recuperato, con un risultato leggermente in crescita. Speravamo di più sull’Egitto, ma solo adesso si vede qualche segnale di ripresa, in particolare su Marsa Alam».

Tutto pronto per l’inverno: quali sono le novità?

«La novità strategica è il rilancio del brand Alpitour sul lungo raggio con un progetto di tre anni su destinazioni classiche come Messico, Cuba, Zanzibar e Sri Lanka, dove apriamo degli AlpiClub. L’anno prossimo si aggiungeranno Repubblica Dominicana, Maldive, Mauritius, con l’intento di ridare struttura al periodo invernale. Sul prodotto, la novità è il nuovo Bravo Resort in Messico, una vera chicca, l’unico villaggio completamente italiano in Riviera Maya. Poi cerchiamo di tenere le posizioni su Cuba, mentre Francorosso manterrà il suo villaggio Dhiggiri alle Maldive per tutta la stagione».

Qualche anticipazione sull’andamento del booking.
«Natale e Capodanno stanno andando molto bene, in particolare le Maldive dove c’è altissima domanda, seguite da Zanzibar, Messico, Cuba e Repubblica Dominicana. Ma vediamo un’ottima performance di vendite anche su gennaio e febbraio, grazie alla promozione Parti e Riparti, lanciato proprio per sostenere l’anticipo di prenotazioni anche con buoni sconto per il cliente da utilizzare per l’acquisto di un’altra vacanza nel periodo estivo».

La campagna pubblicitaria in tv conferma l’importanza del trade. Qual è il modello distributivo di Alpitour?

«Il trade rimane il canale centrale sul quale costruiamo le nostre politiche di comunicazione, cercando di supportare gli agenti nell’intento di portare più clienti in agenzia. In un mondo multicanale, il cliente bisogna sollecitarlo, informarlo, fare attività di crm, andarselo a prendere».


Ci saranno cambiamenti nella strategia di Welcome Travel Group dopo l’uscita di Vairo?

«Dobbiamo nominare il nuovo amministratore delegato in tempi rapidi e insieme a Costa stiamo cercando un profilo che possa dare rilancio al network».

Assistiamo a grosse evoluzioni nel tour operating italiano. Ci dica la sua, anche in qualità di vicepresidente Astoi.

«È uno scenario che si sta consolidando, con grossi gruppi da un lato, che cercano di essere multibrand e multitarget, e specialisti che lavorano su nicchie di mercato dall’altro. Tutto sommato è uno scenario che riteniamo sano. Non sono più gli anni in cui operatori di medie dimensioni riescono ad avere un proprio sviluppo, piuttosto cercano di accasarsi con grossi gruppi».

Terrorismo. Come sta reagendo il mercato?

«C’è un minore allarmismo rispetto a questi eventi proprio per il fatto che possono capitare ovunque e la frequenza con cui si stanno verificando ha reso il consumatore più fatalista. Anche le reazioni sono meno violente di un tempo, quando dopo un attentato si assisteva per uno o due mesi a un blocco psicologico della gente rispetto ai viaggi».

www.alpitour.it

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