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Mika: “La musica pop è stata castrata nel peggior modo possibile”

Col suo nuovo tour, Revelation, il cantante di origine libanese vuole riportare la sensualità nella musica, dato che “il pop è stato completamente privato del sesso”

Con un nuovo album dal titolo My name is Michael Holbrook (in uscita il 4 ottobre) la domanda viene fuori subito, già quando ci stringiamo la mano: “Quindi dobbiamo chiamarti Michael?”. La risposta di Mika è una risata che vuol dire “non scherziamo” e già basta per avere conferma che questo ragazzo è davvero simpatico come appare in tv. E si ha anche conferma che sì, è alto (quantomeno per gli standard italici).

Si accomoda sul divano dell’appartamento milanese con vista preziosa sugli alberi del parco di Villa Reale, gran gusto ovunque, nella scelta degli oggetti e dei quadri alle pareti, quasi tutti di artisti mediorientali. C’è anche una splendida poltrona, libanese come lui. Se la simpatia è immediata, la gentilezza, la cultura e la generosità verranno fuori dopo, parlando del suo nuovo progetto artistico e del tour, anche questo dal titolo intrigante: Revelation (si parte da Londra il 10 novembre; 12 le tappe in Italia dal 24 novembre di Torino all’8 febbraio di Reggio Calabria). Il primo assaggio di quello che ci aspetta, la prima leccata al nuovo gusto di Mika, è Ice cream, singolo apripista, molto estivo, molto sexy, molto ammiccante.

Ice Cream rimanda a un certo pop degli anni Ottanta, penso a George Michael, Frankie Goes to Hollywood…

“Esatto, era un pop allegro ma allo stesso tempo minaccioso, non credi?”.

E anche molto allusivo: il tuo Ice cream lo puoi interpretare in tanti modi diversi…

“Non lo puoi, lo devi interpretare nel senso più sconcio possibile! È una canzone oscena. Eppure… allo stesso tempo non è affatto oscena”.

Vederne l’oscenità o l’innocenza dipende da ciò che c’è nella testa di chi la ascolta…

“Esattamente. Ognuno ha i suoi problemi mentali”.

A proposito di Ice cream hai detto che hai voluto “Osare essere un uomo sensuale, osare esprimere chiaramente il desiderio che mi sono sempre tenuto nella testa. Fantasticavo di essere l’uomo che vorrei sempre essere”: ovvero, un uomo estremamente sexy?

“Ma tutti sognano di essere più sexy della persona che vedono nuda nello specchio! O no?”.

Non ti sentivi così già prima? O stavi inibendo questa parte di te?

“Più che inibendo non la stavo abbracciando, non la stavo usando. L’avevo tenuta lì, in quello che i francesi chiamano le jardin secret, poi però sono entrato in questa nuova fase della mia vita e del mio lavoro e mi sono reso conto che quella parte è sempre stata la più grande fonte di ispirazione per me e allora sono andato lì, nel giardino, e l’ho tirata fuori.

“Credo che sia anche una mia reazione all’attuale desessualizzazione della musica pop: il pop è stato completamente privato del sesso e, se c’è, è presente solo in immagini, è oggettivato, non è allegro. Nel pop degli Ottante e Novanta c’era un’energia sessuale molto sofisticata, consapevole, c’era un dialogo sessuale. Non era un uso, o meglio uno sfruttamento del sesso, ma era una provocazione raffinata che ti faceva stare bene e ti faceva sentire speciale. È il motivo per cui, se oggi riguardi su YouTube dei momenti del Lovesexy Tour di Prince, funziona ancora: perché è sofisticato, è studiato, non è porno, non sono solo corpi a contatto con altri corpi ma è un dialogo, è una danza. Sto studiando un modo per inserire questa attitudine anche nei miei show”.

Che live sarà?

“Questo album è frutto di un momento di grande cambiamento. Mi sono reso conto che qualcosa si è sbloccato dentro di me, qualcosa si è aperto, la puoi chiamare emancipazione, liberazione o rivelazione. E infatti il tour si chiamerà Revelation Tour. Quando ne ho parlato con i miei nuovi musicisti, gli ho detto di Mika e di Michael Holbrook, che è il mio vero nome, l’uomo che c’è dietro l’artista, e loro mi hanno detto ‘Figo! Dal vivo potremmo mostrare questi due lati di te: una parte dello show sarà con Mika e l’altra con Michael Holbrook, che potrebbe essere seduto al pianoforte’. Gli ho detto ‘No! Quello con Michael Holbrook dovrà essere uno sconcio, sexy, fantastico spettacolo pop. Mika invece può stare al piano indossando un bell’abito elegante’”.

Hai paura di come reagiranno i fan a questa svolta così sensuale?

“Per niente. Certo, oggi la gente non è abituata a un usodella sessualità di questo tipo, la vediamo solo nei video hip hop, con le ragazze che si strofinano addosso bottiglie di champagne, ma quella è una mercificazione del sesso. Quando uscirà l’album e inizierà il tour, i miei fan avranno il quadro completo, vedranno tutti i pezzi di questo puzzle andare al loro posto e allora capiranno. Capiranno che è una danza, che dietro c’è un pensiero e non sono semplicemente io che recito la parte dell’eterosessuale. Non lo dico perché sono spaventato ma perché la musica pop è stata castrata nel peggior modo possibile, le è stata asportata la sensualità ed è un vero crimine, soprattutto se guardo a com’era il miglior pop del passato”.

Quali artisti hanno ispirato questo cambiamento?

“George Michael e Prince, ovviamente, ma non solo: una canzone dell’album è stata mossa da quella tensione sessuale, dolce e tenera, che mi ha sempre trasmesso Antony degli Antony and the Johnsons: ora sta cambiando sesso ma, quando era ancora Antony, l’ho sempre trovato così sensuale e gioioso e poetico. C’è poi un altro pezzo, che si chiama Blue, il cui primo verso dice ‘Blue is a feminine color’, ed è una lettera d’amore a una donna da parte di un uomo che, sessualmente, non è affatto interessato alle donne. A ispirarmi c’è anche un lato michaelhutchenceiano, le pose di Michael Hutchence, il suoatteggiamento, la sua carica sessuale… Insomma, se togli il sesso dagli anni Novanta rimane solo una stagione politica veramente ma veramente ma veramente di merda, delle pessime relazioni internazionali e un sacco di film scadenti”.

Qual è il significato delle singole immagini che compongono il collage sulla copertina di Ice cream?

“L’idea per la copertina dell’album era di avere un mio ritratto inframezzato da spicchi di immagini che raccontassero qualcosa di me. Le copertine dei singoli saranno a loro volta composte con spicchi di altre immagini, che si riferiscono alla canzone nello specifico ed è per questo che, ad esempio, tra le immagini sulla copertina di Ice cream, ci sono le api, presenti nel testo”.

Iniziamo dalle api allora…

“Sono legate a una storia che mi fa sentire molto triste: ho finito di scrivere l’album in una piccola casa che mia sorella aveva affittato in Toscana e, mentre ero seduto fuori, mi sono accorto che per terra c’erano i corpi di tantissime api, morte a causa della disinfestazione che avevamo fatto qualche giorno prima. Mi sono sentito davvero in colpa”.

C’è il David di Michelangelo…

“C’è il David perché nel testo ho scherzato sul fatto che quella giornata in Toscana era così torrida che l’unico umano, anzi l’unica parte di un corpo umano capace di restare fresca con quel caldo era il culo del David (che, tra l’altro, penso sia la rappresentazione del culo più bello che l’umanità potrà mai avere)”.

C’è un tuo ritratto a pastello.

“È stato fatto da mia sorella ma è ispirato ai lavori di un artista che in passato ha spesso ritratto David Bowie: mi piaceva la morbidezza del suo tratto e questo suo stile così fuori moda”.

Si vede anche una piscina che sembra un quadro di David Hockney

“Esatto, è ispirata al suo quadro di un uomo che nuota in piscina. È un’opera molto importante per me, perché riesce a incapsulare benissimo sia la frustrazione che il desiderio, perché quasi non vedi la faccia dell’uomo, non vedi bene nemmeno il suo corpo, perché è sott’acqua, non riesci a dire che corpo, che persona è con esattezza, eppure è così carico di desiderio e possibilità che ti fa sentire pieno di energia”.

C’è anche una foto di corpi nudi…

“Hockney aveva realizzato dei ritratti mettendo insieme centinaia di foto: mi ha ispirato e così ho  realizzato un collage usando immagini di corpi nudi, prese da riviste pornografiche, a cui ho tolto tutte le parti più ovvie. Vedi solo la pelle, senti il richiamo sessuale ma non è messo a fuoco”.

E poi ci sono dei gelati, ovviamente.

“Sì ma di plastica, molto pop”.

A proposito di gelati, lo sai che c’è anche una nota canzone italiana che gioca sul doppio senso del gelato…?

“Certo! Gelato al limon, di Paolo Conte, una delle più belle canzoni italiane di sempre”.

In realtà avevo in mente Gelato al cioccolato, scritta da Cristiano Malgioglio e cantata da Pupo…

“Oh. Mio. Dio. Hai ragione. La conosco ma… come dire… Preferisco il gelato di Paolo Conte”.

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