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Megan Fox e quell’amore per i figli che cancella tutto il resto

Megan Fox e quellamore per i figli che cancella tutto il resto

Megan Fox si commuove quando vede le Tartarughe Ninja alle prese con i malvagi, e solo i bambini e gli adolescenti la mettono a suo agio. Su Instagram si autodefinisce “figlia della tribù Cherokee, ninfa dei boschi, lunare e dea madre di due bambini kamikaze e artisti, spiriti liberi e militanti pacifisti”. I fotografi si accaniscono ancora sulle sue labbra socchiuse, l’aria corrucciata, le curve armoniose e quegli occhi azzurri che più azzurri non si può. Lei, di questa immagine, è stufa, ma conclude rassegnata: «Non credo che riuscirò mai a liberamene».

A Hollywood, lei continua a essere il sex symbol che gli studios ripropongono ossessivamente, dopo averla lanciata come nuova Angelina Jolie. Solo quando lei si rifiutò di tornare sul set del terzo Transformers, dichiarando ai quattro venti che il regista Michael Bay (oggi il produttore di Tartarughe Ninja. Fuori dall’ombra, al cinema dal 7 luglio) era un dittatore misogino e prepotente, ne presero vagamente le distanze. Ma a Hollywood, del resto, Megan Fox confessa di essersi sempre sentita un’aliena. Ora torna sui grandi schermi con Tartarughe Ninja. Fuori dall’ombra, il sequel del fortunato film (basato sui fumetti degli anni Ottanta) in cui riprende il ruolo della sconclusionata reporter April O’Neil.

Quando la incontriamo, Fox è calma, gentile e composta, lievemente affaticata da una lunghissima giornata di interviste. Indossa un vestitino nero che nasconde l’imminente maternità: è in attesa del terzo figlio – dopo Noah di tre anni e Bodhi di due – dal marito Brian Austin Green (il ragazzino di Beverly Hills 90210), cui pare ora riunita dopo un recente annuncio di divorzio. Certo, sì, è bellissima, la pelle è bianca e luminosa, i capelli corvini, gli occhi turchesi con quelle ciglia lunghe e nere, le labbra tumide e piene ma, dice lei, è anche un’anima sensibile e sincera. Diretta, ti parla senza giri di parole e senza nascondersi.

Sono passati dieci anni dal primo Transformers, l’action movie  che la fece conoscere al mondo intero. Come è sopravvissuta alle pressioni di Hollywood?
Ho imparato molto, e mi ha aiutato avere al mio fianco Brian. La mia àncora, una vera roccia: recita da quando aveva 9 anni e conosce il mondo del cinema molto meglio di me. Abbiamo sempre avuto una relazione solida e bilanciata, noi due, perché siamo due poli opposti e ci integriamo a vicenda. Poi, sa, dopo tanti anni di bullismo sono bene equipaggiata.

Si spieghi.
Mi sento un pesce fuor d’acqua dalla nascita, e a scuola non legavo con nessuno.  Anche da adolescente mi sono piovuti addosso commenti negativi e difficoltà, cosi ho imparato presto a farmi una corazza: una buona lezione per Hollywood, dove prima ti portano alle stelle e subito dopo ti demoliscono.

Le sue compagne di classe erano feroci?
Eccome. Mi accusavano di portare le ciglia finte, e di usare lenti a contatto per alterare il colore degli occhi. Ero ancora piccola, avevo 7 o 8 anni, e mi sembravano tutte accuse incredibili.

Oggi però bambini e teenager l’adorano e l’hanno premiata con tutti i riconoscimenti possibili, dai Kids Choice Awards ai Teen Choice agli Mtv Awards. Come spiega questa attrazione?
Credo che tutti i bambini abbiano una natura ribelle: cercano di esprimerla quando si oppongono ai genitori, agli insegnanti o alla società in generale. E io, in fondo, sono un tipo irriverente e ribelle.

Che cosa fa scattare in lei la molla dello sdegno?
Il bigottismo, la meschinità e l’odio che noto ogni giorno, ovunque. Mi amareggia vedere che succedono cose orrende alle donne, e mi fanno paura la malvagità e l’oscurantismo del mondo in cui viviamo.

Le capita di piangere, per questo?
Sempre, sono molto emotiva e vulnerabile. Piango persino quando vedo le Tartarughe Ninja in azione… Sono dura, forte e fragile allo stesso tempo, come da piccola: piangevo quando incontravo un senza tetto, per dolore e compassione. Piango al cinema e per mille altre ragioni.

Per esempio?
Quando mi sento senza speranza. L’altra notte ero a letto al buio e mi interrogavo sulla vita e sui problemi in generale. Deve esserci una sorta di ordine spirituale – mi dicevo – un sistema, qualcosa che dia un senso a tutto questo. Credo nel viaggio karmico e nella crescita dell’anima: la vita altrimenti sarebbe intollerabile.

Lei qualche anno fa mi disse che l’amore è dolore.
Mi riferivo all’amore per i figli: provi un amore smisurato, che fa male.

GettyImages

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Ha trent’anni, una lunga relazione con suo marito e una bella famiglia. Qualche mese fa, tuttavia, ha chiesto il divorzio, per ora in stand by data la sua terza gravidanza. Che cosa cerca oggi in una relazione con il partner?
Dopo la nascita dei miei bambini il mio rapporto con Brian è cambiato; se ne sono andate al vento tutte quelle romanticherie da canzoni d’amore, così ingenue; l’amore che provi per un figlio è unico e incomparabile, e non potrai mai più provare le stesse emozioni con un adulto. Certo: è bello avere un amico, un partner, specie quando hai dei bambini, ma l’idea di tenersi per mano e scambiarsi dei regalini a San Valentino, ecco, non ne sento proprio il bisogno. Mi sembrano delle fantasie puerili.

E il lavoro? Che cosa rappresenta in questa fase della sua vita?
Negli ultimi anni ho preferito le commedie e ho rifiutato i film drammatici: non voglio portarmi a casa dal set emozioni violente. Comunque mi sento più sicura come attrice, e più a mio agio quando giro. Continuo a avere grandi opportunità, e mi chiedo perché mai succeda proprio a me, una che investe ben poche energie nella professione.

È diventata attrice per caso, insomma?
Ma no, già a quattro anni avevo deciso che avrei recitato: «Farò l’attrice» continuavo a ripetere a mia madre. Sapevo che sarebbe successo, ma non ne capivo il perché.

E oggi?
Cerco ancora di spiegarmelo.

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