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Maxisequestro a Barbaro, colpo ai re dell’abbigliamento di lusso

Maxisequestro della Guardia di finanza, sigili a quote societarie e aziende del noto marchio Barbaro, che si occupa di capi d’abbigliamento e accessori di lusso, con lo storico negozio della Galleria Umberto Primo.

Dalle indagini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, l’acccusa per l’azienda è di bancarotta fallimentare. L’indagine si è avviata dopo il fallimento della società Barbaro srl nel 2015. Gli investigatori hanno accertato che l’amministratore legale della societàò fallita, Alfredo Barbaro, con alcuni suoi familiari, nel tempo avevano sottratto dal calcolo fallimentare risorse finanziare e beni.
In questo modo la Barbaro srl ha accumulato un debito, a danno dell’erario, vicino ai quattro mlioni di euro. Incompleta inoltre la documentazione contabile che era stata presentata al curatore fallimentare per ricostruire l’intero patrimonio e la documentazione. Sono in corso perquisizioni in tutte le attività della Barbaro sia a Napoli che nelle isole Eolie.



Gli

indagati sono Alfredo Barbaro, 83 anni, che ha ricoperto il ruolo di amministratore legale della società fallita, la Barbaro srl, e i suoi familiari Pasquale Barbaro, 55 anni, Valeria Barbaro, 43 ; Alessandra Barbaro, 52 ; Barbara Barbaro, 44 , e Paola Barbaro, 54.

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