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Massimo Bottura presenta negli Usa la Settimana della cucina …

È arrivato dalla “la valle del cibo” a Washington per presentare la prima Settimana della cucina italiana nel mondo: Massimo Bottura, re dell’Osteria Francescana di Modena che lo scorso giugno è stata incoronata miglior ristorante al mondo, si dice molto felice di essere negli Stati Uniti a lanciare questi sette giorni di eventi (1300 eventi in 105 Paesi, dal 21 al 27 novembre) voluti dal ministero degli Esteri e da quello delle Politiche agricole alimentari e forestali.

“In Emilia Romagna siamo convinti che lo stare a tavola faccia parte del nostro dna”, racconta Bottura, che ama gli Usa anche perché proprio da qui viene sua moglie, la newyorkese Lara Gilmore. “L’Emilia Romagna è la chiave per capire la cultura culinaria italiana. All’estero si pensa alla pizza, alla pasta, alle quantità della nostra cucina. Ma la cucina italiana è soprattutto qualità”, continua lo chef modenese.

Gli fa eco il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che sottolinea come la cosiddetta food valley – che poi coincide con la regione stessa – sia l’area col più alto numero di prodotti a denominazione d’origine protetta in Italia, e come l’Italia stessa sia culla di un’eccezionale biodiversità. 

E se ne sono accorti i fortunati che ieri sera a Washington hanno avuto il privilegio di godere della cucina di Massimo Bottura, che preparerà una cena speciale per gli ospiti dell’Ambasciata d’Italia. “La nostra identità viene creata dai cinque sensi, e questa sera, anche se si celebra il gusto, sono certo che Massimo saprà metterli in moto tutti e cinque”, ha detto l’ambasciatore Armando Varricchio.

Ma il cibo italiano nel mondo non è solo cultura e territorio ma anche economia. È importante ricordare, infatti, che l’export del comparto agroalimentare vale già quasi 37 miliardi di euro all’anno. E c’è spazio per fare meglio, grazie al piano di internazionalizzazione del Made in Italy a cui lavorano ministero delle Politiche agricole e dello Sviluppo economico.

Bottura ha anche presentato il menù della serata, che è “al 100% dell’Emilia Romagna” e che “rappresenta un sogno, un’idea della regione”. Come antipasto un piatto “migliore del caviale” preparato con lenticchie cotte in un brodo di anguilla di Comacchio. Il primo invece è un risotto di vialone nano al parmigiano reggiano (riso cacio e pepe) con aceto balsamico. Si tratta del piatto creato da Bottura dopo il terremoto dell’Emilia con il quale ha aiutato il consorzio del Parmigiano reggiano a vendere le forme danneggiate dal sisma.

“Poi il piatto più emozionante. La parte croccante della lasagna. Si tratta dell’esperienza fatta da ogni bambino che ruba la parte più croccante della lasagna dalla cucina della nonna”, ha aggiunto Bottura chiudendo con il filetto di vitello che sembra grigliato ma non lo è: si tratta di manzo cotto sotto pressione a bassa temperatura.

La Settimana della Cucina Italiana nel mondo, figlia del protocollo “Food Act” per la valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico che a sua volta è una delle principali eredità di Expo Milano, si svolgerà in 105 Paesi dal 21 novembre al 27 novembre (sarà posticipata o anticipata in alcuni casi – per esempio qui negli Usa, dove il 24 si festeggerà il Ringraziamento -, a seconda del contesto locale, per garantire massima visibilità e partecipazione alle iniziative) e comprenderà eventi, dibattiti, convegni. E soprattutto, naturalmente, cibo. “Mangiare, stare insieme, godersi la conversazione: la cucina è la nostra capacità di essere aperti al mondo”, ha concluso Varricchio.

 




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