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«Ma contro le bombe d’acqua non c’è rimedio, la rete collassa»

PISA. «Intendiamoci, questi lavori migliorano molto la capacità di ricezione della rete, per Mezzogiorno e tutta la zona a sud sono molto importanti, ma se dovesse piovere come il 24 agosto dell’anno scorso sarebbe impossibile difendersi». Guai a farsi false illusioni. Di fronte ad emergenze come quelle di un anno fa, avverte Paolo Ghezzi, non c’è rimedio. «Nessuna città italiana ce l’avrebbe – aggiunge il vicesindaco e responsabile della protezione civile – Non esiste una rete idrica adeguata a ricevere più di 150 millimetri di pioggia caduti in tre ore. Pulire gli Scoli è importante ma non ci protegge da fenomeni così, in casi come quello avere quel canale pulito potrà al massimo ridurre il tempo di deflusso. Invece di due ore, l’acqua in Corso Italia rimarrebbe solo un’ora».

Ghezzi mette le mani avanti? Solo realismo, dicono anche i tecnici di Acque spa. Per questo, nel progetto dell’azienda ci sarebbe anche l’allargamento della sezione del canale ottocentesco su viale Bonaiani. Ampliare il tracciato, infatti, è l’unica chiave possibile per poter sperare di reggere a un’onda d’urto simile a quella di un ano fa, ma comporterebbe investimenti consistenti.

«Certo – dice Andrea Serfogli, assessore ai lavori pubblici – questa operazione aumenta molto l’efficacia di importanti opere come l’idrovora il canale realizzate in passato nella zona dei Navicelli, su cui nel 2003 investimmo 12 milioni di euro». Non solo. Il modello di ripulitura degli Scoli è esportabile, dice l’assessore. «Potrà essere applicato anche alle fognature di Andrea Pisano e di via Diotisalvi». E che siano strategici è testimoniato dal fatto che Pisa non diventi Pisezia solo sotto il bombardamento di un nubifragio. Il 14 ottobre scorso Corso Italia e molte strade cittadine finirono sott’acqua dopo una normale giornata di maltempo autunnale. Bastarono 6 ore di piogge intense (69 millimetri dalle 10.15 allle 16) per far riapparire la via dello shopping come un canale semi-navigabile.

Dunque, benvenuta operazione stura-Scoli, «il tappo era lì», dice Serfogli. «Ci eravamo dati l’obiettivo di fare presto con la progettazione, a cui ha lavorato anche Ingegnerie Toscane, per essere pronti a partire entro metà luglio e ci siamo riusciti – dice Giuseppe Sardu, presidente di Acque spa – Ma non scordiamoci che negli ultimi mesi questa azienda ha investito circa 1 milione di euro per le opere idrauliche in città». Da via Corridoni a via Santa Bona e via Aeroporto – aggiunge – è stato un pullulare di cantieri.

A cui si aggiungono quelli connessi al cantiere del people mover. «Abbiamo accelerato un percorso di lavori di straordinario valore. L’intervento sugli Scoli di Pisa è di una portata decisiva per il sistema di raccolta delle acque della parte Sud, centro storico compreso – dice il sindaco Marco Filippeschi, che annuncia per settembre un grande seminario sulla sicurezza idraulica – Si aggiunge agli interventi fatti a San Giusto e San Marco, compresi quelli di

grande impatto connessi alle opere per il people mover, che noi abbiamo migliorato rispetto alle previsioni iniziali, aggiungendo al piano di investimenti 500 mila euro in più. Una volta conclusi, l’area avrà superato molte delle sue criticità».

Mario Neri

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