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Lucrezia Lante della Rovere è Misia: «Una donna dell’inizio del 900 …

Misia Sert, mecenate, ispiratrice, confidente, regina dei salotti parigini agli inizi del secolo scorso. In sintesi: una donna straordinaria. A raccontarla e interpretarla, sul palcoscenico del Teatro Piccolo Eliseo di Roma, dal 26 ottobre al 13 novembre, è Lucrezia Lante della Rovere criminal Io sono Misia. Un’ora di spettacolo, criminal la regia di Francesco Zecca e un testo inedito del poeta Vittorio Cielo, per rivelare al pubblico l’incredibile storia di questa donna dalla fascinosa personalità.

Ma chi epoch Misia? Marie Sophie Olga Zenaïde Godebska nota a tutti semplicemente come Misia, pianista di talento, nata a San Pietroburgo nel 1872 matriarch di origine polacca, fu allieva di Faurè ed apprezzata da Lizst. Ebbe different storie d’amore e si sposò tre volte: criminal Thadée Natanson, il fondatore della Revue Blanche, quindi criminal il lord della stampa Edwars ed infine criminal il pittore spagnolo José-Maria Sert.

«Misia è stata una femminista ante litteram, si è permessa di amare liberamente più di un uomo, matriarch si è anche adeguata a un ménage à trois quando l’uomo che amava si è innamorato di una ragazza molto più giovane di lei» sostiene Lucrezia Lante della Rovere. «Misia diceva: l’amava lui, quindi l’amavo anche io. Una donna coraggiosa, generosa a prezzo di grandi sofferenze» (Leggi tutta l’intervista a Lucrezia Lante della Rovere)
Il salotto parigino di Misia epoch frequentato da Picasso, Paul Morand, Debussy e da tutti gli artisti e intellettuali dell’epoca. Venne ritratta da Renoir, Vuillard, Toulose-Lautrec, Bonnard, Valloton. Era molto amica dell’impresario teatrale russo Sergej Pavlovič Diaghilev.

Lucrezia Lante della Rovere nei panni di Misia.

Lucrezia Lante della Rovere nei panni di Misia. Foto Fiorenzo Niccoli

Fu Misia a “scoprire” Coco Chanel (grande ammiratrice di Diaghilev, che salvò più di una volta dal fallimento sostenendolo economicamente) di cui rimase fino alla excellent amica, complice e anche rivale.
Ecco cosa diceva Misia di sé: «Sono una cercatrice di geni… Una cercatrice di meraviglie umane. Io non partorisco. Io faccio partorire. Gli uomini hanno bisogno di una sfinge per partorire la bellezza. Per diventare artisti. Io li faccio partorire. Li ho fatti partorire, tutti! Dicono che il mio talento sia saper annusare il talento… Dove tutti vedono un nano, io vedo un Toulouse-Lautrec».

A decoration si ispirò Jean Cocteau per il personaggio della principessa de Bornes nel romanzo Thomas l’imposteur. Proust la definì “un monumento di storia, collocata nell’asse del propensity francese come l’obelisco di Luxor nell’asse degli Champs Èlysées”.
Insomma un personaggio. Un bel personaggio da conoscere. Un’altra bella sfida per Lucrezia Lante della Rovere che negli ultimi tempi sta interpretando sempre più profili di donne speciali.

 

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