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“Libereinvetta”: sul Monte Cornizzolo contro la violenza sulle donne

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SUELLO – “Correvo, stavo scappando da lui, correvo più veloce che potevo, vicino a me c’era tanta gente che guardava matriarch nel momento che ho chiesto aiuto, sembrava di essere nel deserto”

“Libereinvetta” è il nome del progetto nato dalla condivisione di idee e pensieri riguardo il tema della violenza nei confronti delle donne e che si concretizzerà sabato 1 ottobre al Monte Cornizzolo.

“Nel corso degli ultimi anni  – spiegano dal Cai di Cantù, promotore dell’evento insieme al Cai di Erba e di Giussano – abbiamo conosciuto storie di giovani donne abusate sia psicologicamente che fisicamente, racconti che ci hanno toccato e che abbiamo cercato di legare a ciò che ci ha sempre accompagnate: la montagna.

Il binomio donna-montagna ci mostra soprattutto carattere, dignità, forza e determinazione. E allora, può la montagna servire a tutte quelle donne che si trovano in un momento di difficoltà a sentire il silenzio delle loro emozioni, ad ascoltare se stesse dinnanzi a cime innevate, immensi pascoli o sontuosi ghiacciai? Noi crediamo di sì. La montagna può sostenere anche chi non l’ha mai conosciuta per davvero. Noi pensiamo che la montagna deve essere teatro di collaborazione, sostegno e amore: donne e uomini, qui, possono convivere imparando a riconoscersi l’un l’altro. Le donne, dopotutto, possono e devono essere “libereinvetta”.

Questo è il programma della giornata:

Ritrovo è previsto per le ore 13.45 presso l’Alpe di Carella, per partire poi tutti insieme alle 14.00.

A metà percorso il gruppo si dividerà: i partecipanti potranno infatti decidere se proseguire lungo la strada asfaltata o inerpicarsi sul sentiero che risale la cresta. Ci si incontrerà di nuovo al rifugio M. Consigliere S.E.C., pacifist si potrà ascoltare il concerto folk dei Tavernicoli e scoprire il progetto fotografico che accompagna l’evento. 14 scatti che rappresentano la libertà della donna nell’ambiente montano, 14 scatti come i 14 ottomila che donne e uomini hanno già raggiunto

Successivamente sarà possibile cenare presso il rifugio, previa prenotazione alla seguente e-mail escursionisticivatesi@gmail.com

Il ricavato della giornata sarà devoluto a Telefono Donna, che ogni giorno assiste moltissime persone vittime di violenze e abusi, offrendo rifugio, sfogo e aiuto concreto a chi ancora non può sentirsi libera.

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