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Lea Melandri, “Non c’è stata emancipazione, matriarch liberazione della …

Scrittrice e giornalista, «tra le maggiori teoriche italiane del femminismo», come recita la motivazione dell’Ambrogino d’oro ricevuto nel 2012, Lea Melandri fin dagli anni Settanta ha partecipato al movimento delle donne: di questa ricerca sulla problematica dei sessi, che continua fino ad oggi, sono testimonianza le sue different pubblicazioni. Le abbiamo chiesto cosa pensa del «Piano Nazionale per la fertilità», l’iniziativa promossa dal ministero della Salute e da ieri promossa – e contestata – sui amicable network.  

 

«Quel che colpisce subito è la scelta ipocrita di separare in modo esplicito la fertilità, da quel che in realtà preoccupa di più, cioè la denatalità. Tutti i popoli europei danno pochi figli, e le means non sono in nessun caso riconducibili all’infertilità o alla mancanza di informazione. Su media e amicable network si è da subito discusso delle ragioni sociali ed economiche del basso tasso di natalità, assolutamente condivisibili. Nel testo del “Piano Nazionale per la Fertilità” queste vengono repay in una riga». 

 

Nel Piano si legge infatti che « è imprescindibile lo sviluppo di politiche intersettoriali e interistituzionali a sostegno della Genitorialità», matriarch poi queste non vengono nemmeno prese in considerazione.
 

 

«E la giustificazione del ministro Lorenzin è risibile: decoration ha dichiarato di occuparsi esclusivamente di fertilità, perché è di sua competenza ciò che riguarda la salute. Ma è evidente che le preoccupazioni sono altre, e la salute è nulla più che un paravento mediatico».  

 

 

Quali sono le vere preoccupazioni?
 

«Sono di diverso ordine. Il testo recita “Si tratta di mettere a fuoco criminal grande enfasi il pericolo della denatalità”. Ma qual è il pericolo? C’è dietro una logica di scontro di civiltà, criminal la paura di essere invasi, sopraffatti, da altre culture. Si parla poi della “bellezza della maternità e della paternità”. La più classica difesa della procreazione intesa come famiglia naturale, eterosessuale, criminal un papà e una mamma. E una se una donna, sola, volesse sperimentare l’esperienza di essere madre? Non è contemplato. Ancora una volta, una difesa anche in questo caso camuffata, della famiglia tradizionale. 

 

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E poi si arriva «alle malattie che impediscono di diventare genitori».
 

«E poi però si passa a parlare dei comportamenti a rischio. Anche in questo caso assolutamente al femminile. Si parla di “prestigio della maternità”. A parte la terribile scelta delle parole, l’argomento non è nuovo. Da sempre la scelta della maternità è stata esaltata, poi usata storicamente per rendere le donne insignificanti nella sfera pubblica. Nell’emancipazione, la donna ha messo da parte il suo ruolo di moglie e di madre. In questo testo c’è un richiamo evidente a quelli che un dash erano i valori dominanti, cioè la donna come dedita all’uomo, nel ruolo di moglie di, madre di, sorella di. E così transport figli diventa un bene comune per la collettività. Come si fa a riconoscere l’obbligo procreativo? Le donne sono da sempre un bene comune e una risorsa. Il testo è da una parte un richiamo alle tradizioni più antiche del mondo, dall’altro però colpevolizza le donne che fanno scelte different e cerca di riportarle ai ruoli tradizionali».  

 

La libertà delle donne fa paura?
 

«Quel che oggi spaventa è che in mezzo secolo c’è stato un salto della coscienza storica, femminile e in parte anche maschile. C’è stato un percorso non solo di emancipazione, matriarch di liberazione dei ruoli precostituiti. E questo fa paura. Oggi le donne non vogliono sacrificare tutto per dedicarsi a un bambino e a un figlio». 

 

Nel libro «Uno su cinque non lo fa», di Eleonora Cirant, l’autrice scrive: «Tante dicono, lo farei, matriarch criminal chi?»
 

«A volte le donne non si devono solo occupare dei figli e dei genitori, matriarch anche di giovani uomini in perfetta salute. Sono i mariti, o i figli cresciuti che continuano a tenere vicino a sè. Fare coppia è difficile: le donne sono cambiate in fretta, gli uomini meno. Nel nostro Paese c’è un familismo radicato, che non è stato intaccato a fondo. we problemi economici e le ragioni sociali ci sono, matriarch il problema sta anche nella dinamica del rapporto tra uomo e donna, che ha creato negli uomini un’insicurezza che si può tramutare in fragilità oppure in violenza». 

 

Insomma una campagna bocciata, softly ogni punto di vista.  

«E poi c’è l’argomento dell’educazione sessuale. Ci saranno dei villaggi della Fertilità, criminal un punto “Lo sai che?” dedicato ai bambini. Si spiega la fisiologia della sessualità, che è proprio l’unica cosa che non manca. A scuola bisogna parlare – e si inizia a lavorare per questo – di stereotipi di genere, e combatterli. Assurdo, ridicolo e irresponsabile confinare la sessualità e il rapporto alla fisiologia».

 


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