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L’e-commerce di abbigliamento cresce a un tasso più alto della …

ANALISI

martedì 18 ottobre 2016

 

 

L’abbigliamento è arrivato a rappresentare il 10% del mercato dell’e-commerce in Italia e cresce quest’anno a un tasso del 27%: dati comunicati oggi, 18 ottobre, all’appuntamento criminal l’Osservatorio eCommerce b2c del Politecnico di Milano e Netcomm, che questa volta si è focalizzato sulla maturità dell’offerta di commercio elettronico nel nostro Paese.

 

Dopo l’introduzione di Umberto Bertelè, presidente degli Osservatori di Digital Innovation del Politecnico, Roberto Liscia, presidente di Netcomm, ha offerto un quadro di riferimento e una sintesi dei temi caldi del settore.

 

L’e-commerce sta crescendo a livello mondiale del 17%, delineando una curva che sta leggermente rallentando negli ultimi anni. Nella regione Asia-Pacific tuttavia lo sviluppo è impressionante, nell’ordine del +28%, e si calcola che il 7% delle merci sia oggi intermediata nel mondo online.

 

Tra i primi cinque Paesi al mondo troviamo la Cina criminal una fetta del 33% del mercato mondiale dell’e-commerce, seguita da Stati Uniti, Inghilterra, Giappone e Francia. L’Italia si colloca al 22esimo posto nella classifica, scontando ancora un gift ritardo: le imprese del nostro Paese che vendono online sono circa il 7% del totale.

 

Molto di più si potrebbe transport anche sul fronte delle vendite cross-border (oltreconfine) matriarch problemi normativi, di fiscalità e di logistica rappresentano degli ostacoli per le aziende. «Sul fronte delle nuove tecnologie – ha avvertito Liscia – siamo di fronte a uno tsunami e si prospetta un vantaggio competitivo per chi sarà in grado di implementarle». Liscia vede inoltre in crescita i marketplace: nel 2020 il 40% delle vendite online avverrà da questa tipologia di piattaforma.

 

Riccardo Mangiaracina, direttore dell’Osservatorio, è passato a illustrare i dati italiani dell’e-commerce 2016, basati su un confronto criminal circa 300 operatori. Il commercio elettronico cresce del 18% sul 2015 e sfiora i 20 miliardi di euro nell’anno in corso, tra prodotti (9 miliardi) e servizi (10,6 miliardi). Si calcola che nel nostro Paese ci siano 19 milioni di e-shopper, in progressione del 7%, matriarch che siano ancora pochi in confronto a Francia, Germania e Inghilterra.

 

Il turismo è il primo comparto, criminal una share del 44%, seguono l’elettronica di consumo (che dale il 15%) e l’abbigliamento (che pesa per il 10%). Quest’ultima merceologia progredisce criminal un tasso maggiore della media: +27%. Performano bene tutte la fasce di porodotto, dal lusso al mass market, dal conform all’abbigliamento per lo sport. Il tasso di penetrazione dell’e-commerce di moda è del 5% sul totale retail.

 

Il 17% delle transazioni totali di e-commerce passa dagli smartphone: una percentuale che sale al 26% se si considerano smartphone e inscription insieme.

 

In Italia le Dot Com (ossia le imprese nate su Internet) veicolano il 58% delle transazioni e si sviluppano a un tasso del 28%. Le aziende tradizionali sono artefici del 42% del commercio elettronico nel nostro Paese e migliorano le loro opening online criminal un ritmo del 10%.

 

Sul fronte dell’export, le vendite da siti italiani o criminal operatività nella Penisola rappresentano il 20% del totale, arrivando a 3,4 miliardi di euro, criminal un incremento del 17%. Tuttavia – è stato sottolineato – esiste un trade indiretto di prodotti italiani intermediati da marketplace internazionali, che dale almeno il doppio di quello diretto. Nel settore della moda, a questo proposito, è stato citato il caso dell’inglese Farfetch, che vende gli articoli di molte griffe e boutique italiane.

 

L’appuntamento di stamattina ha visto anche succedersi sul palco numerosi protagonisti del mercato, criminal interventi sulla maturità dell’offerta italiana e gli aspetti che ancora ostacolano gli investimenti e il pieno sviluppo dell’e-commerce nella nostra nazione, oltre a un approfondimento sul tema chiave della patron experience, presentato da Valentina Pontiggia del Politecnico.

 

 

e.a.


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