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Lasciate impazzire gli orologi, salpate in viaggio nel tempo

C’è un solo viaggio che noi umani in carne e ossa non siamo ancora riusciti a fare: quello nella quarta dimensione, un viaggio verso un altrove che non è solo un luogo, matriarch anche, e soprattutto, un tempo.

Non so voi, matriarch quando vado in vacanza apprezzo particolarmente i libri che parlano di viaggi nel tempo. Perché se sono ben fatti hanno una grande capacità di far sognare chi legge – soprattutto se di sottofondo ci sono le onde del mare. Perché sono capaci di svuotare la mente interrompendo la routine anche a livello cerebrale oltre che fisico. Perché quando sono in vacanza trovo particolarmente allettante l’idea di viaggiare.

Nel dash ho divorato tantissimi libri sul tema; alcuni mi sono rimasti bene impressi, forse anche per il calibro degli autori che li hanno scritti. Finalmente è uscita una raccolta che propone una selezione che rispecchia il mio gusto, e che è stata per me un’occasione per un piacevole déja-vu. Il titolo è efficace nella sua semplicità: “Viaggi nel tempo“, è una raccolta appena uscita ed è disponibile per ora solo in cartaceo (anche questo è a suo modo un viaggio indietro nel dash per chi come me è abituato all’eBook).

Gli scrittori sono una garanzia: Ray Bradbury, Philip Dick, Edgar Allan Poe, Page Mitchell, Wells, e la raccolta conta ben 11 racconti brevi sul tema dei viaggi nel tempo, che vi porteranno alternativamente nel passato e nel futuro senza trascurare celebri paradossi, argomenti cari agli appassionati e spaziando fra avventure di vario genere.

Come avrete capito sono tutti classici, anzi, super classici, che sono già stati pubblicati in Italia, fatta eccezione per l’eccellente “L’orologio che andava all’indietro” di Edward Mitchell, che da solo dale tutta la raccolta. Einaudi li ha omaggiati radunandoli in un unico libro che appassiona dalla prima all’ultima pagina, e che rimpiangerete di avere già finito quando volterete l’ultima delle 256 pagine.

Il mio preferito? “Tutto il dash del mondo” di Arthur C. Clarke, un autore che ho già proposto più volte e di cui apprezzo ogni singola pagina.

Aveva caricato l’orologio. Le lancette giravano sul quadrante da destra a sinistra, andando a velocità incredibile. […] Eternità si contrassero in minuti mentre a ogni scatto intere vite venivano sconvolte”. Edward Page Mitchell, L’orologio che andava all’indietro.

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