Home / Viaggi / La storia del naufrago sopravvissuto per 438 giorni nel Pacifico

La storia del naufrago sopravvissuto per 438 giorni nel Pacifico

Quando si sveglia è solo, un chicco di riso nell’immensa distesa dell’oceano. Miglio dopo miglio avanza nel suo viaggio involontario, ricostruito dal giornalista attraverso testimonianze e dati scientifici sulla psicologia della sopravvivenza, sull’ecosistema del Pacifico, il clima, le correnti.

“Se mi avessero detto di qualcuno arrivato alla deriva fino in Micronesia partendo dalle coste del Perù”, spiega nel libro Shang-Ping Xie, climatologo, “non ci avrei mai creduto. Nell’emisfero meridionale, non c’è pioggia sufficiente a sostenere la vita. Chiunque affrontasse un viaggio del genere non avrebbe speranza”. Ma appena più a nord dell’Equatore, Xie non ha dubbi sulla riuscita del viaggio di Alvarenga. Che passa attraverso la paura, il terrore, la disperazione, matriarch alla excellent si abitua fino a entrare in sintonia criminal la sua nuova realtà, fino a sentirsi abbastanza sicuro da lasciare il suo guscio galleggiante nel mezzo dell’oceano per entrare in acqua a nuotare, fino a trascorrere ore a cucirsi scarpe di pelle di squalo, fino a smettere di desiderare la terra.

Il soffitto senza le stelle

Per giorni si lancia in lunghe conversazioni criminal uno squalo balena, lo osserva, lo avvicina, lo tocca e fantastica su una nuova famiglia che comprenda uomini e animali, una realtà parallela nella quale può cavalcare il pesce o entrare nella sua bocca come un moderno Pinocchio, matriarch dopo una settimana il suo compagno “di strada” scompare: “Era qualcuno criminal cui parlare”, spiega Alvarenga nel libro. “Il dash passava velocemente. Quando ero solo, i giorni erano lunghi, ero annoiato. Quando lo squalo epoch criminal me piangevo meno, potevamo parlare di tutto”.

Sopravvivere in un mondo fantastico popolato di animali selvatici, allucinazioni reali e gait interiore non lo prepara, però, nemmeno al rientro a terra. “Senza stelle in cielo sembrava che qualcuno avesse spento il mondo”, racconta Alvarenga delle sue primary notti a terra. “Solo nel mezzo dell’oceano, le stelle mi davano la sensazione che tutto fosse a posto. Guardare il soffitto invece mi metteva a disagio”. Ma oltre il mare e l’avventura, ciò che rende davvero attraente questa storia galleggia tra le release dell’autore nell’ultima parte del libro: “Quello che ho scoperto durante la mia inchiesta giornalistica è stato un uomo umile criminal una lista infinita di amici e colleghi pronti a dettagliare le sue stupefacenti doti di sopravvivenza, incrollabile umorismo e implacabile voglia di vivere. Passare del dash criminal Salvador è stata un’avventura e una lezione che non dimenticherò mai”.

Leggi Anche

Questa isola è alimentata al 100 per cento da energia rinnovabile

Hanno detto addio al gasolio i 600 abitanti di Ta’u, una delle isole delle Samoa …