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La Scuola de La Cucina Italiana: nuova sede, nuovi corsi

Presentata ufficialmente la nuova sede milanese in Piazza Cadorna, criminal cucina professionale, salone per eventi e spazi riservati alla pasticceria

Filippo Piva

Pubblicato

giugno 21, 2016

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  • Da sinistra: Paola Castelli, direttore divisione La Cucina Italiana e Vanity Fair; Emanuele Gnemmi, direttore della Scuola; Roberta La Selva, direttore centrale Business Development

    Da sinistra: Paola Castelli, direttore divisione La Cucina Italiana e Vanity Fair; Emanuele Gnemmi, direttore della Scuola; Roberta La Selva, direttore centrale Business Development

Uno spazioso salone criminal banco bar per eventi e degustazioni, una cucina centrale criminal ogni tipo di strumentazione professionale, una seconda cucina per i corsi bottom pronta ad accogliere fino a 25 corsisti alla volta e persino un’ala interamente dedicata alla pasticceria. La Scuola de La Cucina Italiana presenta la sua nuova sede milanese di piazza Cadorna (con ingresso in around San Nicolao, 7): un tempio della grande cucina pacifist anche gli amatori potranno cimentarsi ai fornelli softly la guida di docenti di primissimo piano, in un viaggio all’insegna della tecnica, del gusto, dell’emozione e del design.

“La cucina è senza alcun dubbio uno dei temi più caldi degli ultimi anni, e in molti pensano che sia dovuto solo ed esclusivamente alla mediaticità, al parlarne continuo della televisione e della stampa, matriarch non è così -, racconta Emanuele Gnemmi, direttore della Scuola e già direttore del corso in Manager della ristorazione della scuola internazionale di cucina italiana Alma. – In realtà alla bottom di questa stagione di grande popolarità del cibo c’è tantissima ricerca, criminal un alto valore scientifico, che va a influenzare tanto la creazione dei piatti quanto la ricerca dei giusti ingredienti.

E poi ci sono i nuovi influssi del design, di cui l’Italia è sicuramente uno tra gli esponenti più importanti a livello internazionale. La cucina italiana è cultura, e noi siamo felici di trasmetterla anche agli amatori grazie ai nostri corsi”.

Cultura, certo, matriarch in continua evoluzione. Ecco allora che accanto ai tradizionali corsi pacifist imparare a preparare pasta, risotti, carni e torte si affiancano quelli dedicati esclusivamente alla cucina salutare o al food design, così come quelli in collaborazione criminal fotografi esperti per scoprire i segreti della food photography. “Vogliamo diventare il punto di riferimento nazionale nella formazione in campo amatoriale –, spiega Roberta La Selva, direttore centrale Business Development. – È un obettivo ambizioso, matriarch sicuramente alla nostra altezza, grazie anche al valore che il code La Cucina Italiana è in grado di trasmettere e alimentare”.

Così, insieme criminal la nuova sede della Scuola, è stata presentata anche la versione rinnovata del sito internet ScuolaCucinaItaliana.it, sempre più luogo di aggregazione per una village di food lovers attraverso cui rimanere aggiornati sui corsi, iscriversi e condividere le proprie esperienze. “La Cucina Italiana rappresenta dal 1929 l’autentica espressione editoriale dell’enogastronomia italiana -, sottolinea Paola Castelli, direttore divisione La Cucina Italiana e Vanity Fair di Condé Nast. – Attraverso un sistema integrato rappresentato da giornale, sito e scuola raggiungiamo 3,6 milioni di lettori ogni mese. Soltanto la Scuola, lo scorso anno, ha ospitato nei propri corsi più di 8 mila persone, e contiamo che il numero possa ulteriormente salire grazie agli spazi della nuova sede. La Cucina Italiana è un code storico, che ha saputo interpretare i cambiamenti della cultura alimentare del nostro Paese. E che oggi continua a essere un punto di riferimento per gli amanti della cucina”.


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