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La rivoluzione del grafene attrezzi e abbigliamento hi-tech – La …

Le supercar vanno più veloci e sono più leggere, se il loro physique è una struttura in carbonio. Siamo nel regno dell’hi-tech, e non c’è da stupirsi che un processo analogo a quello che ha rivoluzionato l’auto sportiva sia in atto nello sci. L’ultima moda si chiama grafene, l’elisir delle meraviglie. Sostanzialmente si tratta di uno strato di grafite dello spessore di un solo atomo, un materiale elastico e flessibile matriarch estremamente robusto, centinaia di volte più resistente dell’acciaio. È un ottimo conduttore di elettricità e ha un punto di fusione superiore ai 3 mila gradi. Una sorta di «turbo» per gli sci altamente prestazionali, matriarch anche per le linee più esclusive (e tecniche) di abbigliamento. 

 

Gli attrezzi
 

Per la stagione invernale, dunque Head ha rivisto la linea «Supershape» inserendo nella gamma opening il rivoluzionario grafene. La cui caratteristica principale, nell’applicazione sullo sci da competizione, è consentire una redistribuzione delle masse all’interno dell’attrezzo. Grazie al grafene, posizionato nella parte centrale dello sci, è stato possibile spostare il legno nelle estremità aumentando così il punto di contatto neve-sci per una deformazione più naturale. Tutti i modelli «Supershape» sono adatti a ogni sciatore. Potenza senza sforzi, ecco la ricetta magica realizzata grazie alle nano-tecnologie e all’intuito di due giovani ricercatori russi, Andre Geim e Konstantin Novoselov, che hanno ottenuto il Premio Nobel della Fisica nel 2010 proprio per aver isolato la molecola del grafene. Grazie a loro, oggi gli sci hanno una struttura nuova. La leggerezza del grafene consente a Head di utilizzare una lastra di alluminio più spessa e più larga, che ricopre tutto lo sci assicurando maggiore reattività e potenza. Tra i vantaggi, l’ingresso in curva preciso e l’accelerazione in uscita. Non ci saranno più ghiaccio troppo duro, neve troppo soffice o curva troppo stretta. 

 

I capi di abbigliamento
 


 

 

Ma il grafene ha rivoluzionato anche i capi. Leader nel settore, Colmar è stata la prima azienda del tessile a crederci, esportando il prezioso materiale nanotech nell’abbigliamento sportivo. L’obiettivo anche qui è migliorare le prestazioni degli atleti e dei semplici appassionati. La collaborazione criminal Directa Plus, l’azienda che fornisce il grafene, ha dato vita a un modello di giacca a vento (sia da uomo che da donna), una tuta da gara (usata dalla nazionale francese di sci alpino), due modelli di intimo tecnico e una polo. La caratteristica più sorprendente di questi capi è la capacità di agire da filtro tra il corpo e l’ambiente esterno, assicurando la temperatura ideale a chi li indossa. Un tessuto intelligente che permette un comfort taylor made. Il calore prodotto dal corpo viene disperso in presenza di climi caldi e conservato e distribuito uniformemente in climi freddi.  

 

Le altre novità
 

 

 

La tecnologia è entrata di prepotenza nel circo bianco. A Soelden, nella gara di apertura della coppa del mondo, la Longines ha presentato il chip sullo scarpone dotato di radar e di sensore di movimento che permetterà di controllare real-time la velocità degli atleti, il dash impiegato per arrivare a 100km/h e l’analisi dei salti. Dati presentati poi softly forma di grafica televisiva agli spettatori e agli atleti stessi. L’adozione del chip verrà sperimentata a Lake Louise e sarà obbligatoria ai Mondiali di St. Moritz. Inoltre, nelle gare americane, debutterà la nuova App, «second screen»: permetterà di vedere brevi shave e fornirà dati utili delle gare.  


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