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La pillola contraccettiva e la seconda (futura) rivoluzione sessuale

Non è improbabile. Di sicuro, il ciclo mestruale – è dimostrato – ha anche funzioni che trascendono la fertilità e comprendono la salute generale dell’organismo. In particolare, contribuisce a ridurre il rischio di tumori. In ogni caso, da qualche anno, è possibile evitarlo. Esistono pillole che non prevedono più, nel trattamento, il periodo di sospensione e che, in ultima analisi, cancellano il ciclo mestruale. Secondo Fiala è una nuova forma di rivoluzione per la donna, analoga a quella degli anni ’60. Secondo una ricerca, almeno il 60% delle donne intervistate (sono 6mila soggetti) preferirebbe avere mestruazioni meno di 12 volte all’anno. Di queste, il 49% vorrebbe non averle proprio. we sintomi del ciclo (mal di testa, dolore diffuso, mal di schiena, malumore), oltre a costituire un fastidio comprensibile, in molti casi sono tanto marcati da rendere impossibili altre attività. Da questo punto di vista, una “liberazione” dai dolori del ciclo mestruale si tradurrebbe in una vita più attiva e tranquilla. Nei Paesi meno sviluppati, pacifist mancano anche assorbenti, molte bambine sono costrette a non frequentare le scuole, criminal un danno alla loro istruzione (senza dimenticare la discriminazione, di natura culturale, che in molti casi le colpisce).

D’altro canto, la prudenza di Pincus (se davvero è andata così) è ancora comprensibile. Decidere di rinunciare al ciclo mestruale può avere conseguenze psicologiche, può creare difficoltà. Ognuno (meglio: ognuna) deve essere libera di scegliere. Sì, o no. Però la possibilità, se può esserci senza gravi danni alla salute, è giusto che venga contemplata.

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