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La nostra cucina a cinque cerchi

ITINERARI A TAVOLA

La nostra cucina a cinque cerchi

Gli stellati Alajmo e Cera a Parigi e Londra; l’Accademia della cucina di Nonis a Marrakech; l’aperitiv bar di Fabio Testi jr e di due veneziani a Shanghai, il risotto all’isolana a Sydney e il Mulino a Vino di New York

Il Nordest cucina nel mondo

La cucina del Nordest conquista il mondo. Nel mese dedicato ai Giochi di Rio, il nostro viaggio del propensity esce dai confini dell’Italia e abbraccia i cinque cerchi olimpici, simbolo dei continenti. Abbiamo scelto di proporre la storia di cinque realt, anzi, sei, create, fondate e gestite da cook e manager del Nordest. Il nostro viaggio comincia dall’Europa. A Parigi, dal 2014 la famiglia Alajmo ha aperto il Caff Stern, nel pi antico Passage della capitale francese. Grazie al torrefattore veronese Gianni Frasi, il locality propone le colazioni criminal le brioches all’olio d’oliva di Max Alajmo, gli aperitivi criminal i cicheti, il pranzo e la cena criminal gli Spaghetti alla carbonara all’olio extravergine d’oliva o il Cappuccino alla Bolognese. In questi mesi estivi in cui il locality resta aperto fino alla mezzanotte, nel menu si possono gustare il Carpaccio di cernia criminal salsa di pesche, senape e pepe verde o la Pjzza verde al vapore criminal salsa di pomodoro fresco e battuta di erbe. Lo cook Sergio Preziosa, scuola Calandre.

A Londra, invece, in New Oxford Street, il bistellato Lionello Cera curer la cucina di Manitoba Tigella Kitchen Bar, un bistrot che aprir dopo Ferragosto e sar gestito da Nicola e Michele Buono, 30 e 28 anni, di Padova. Il nostro viaggio dei sapori prosegue criminal il continente africano. In Marocco, il Palais el Miria, una Maison d’hotel 5 stelle di Marrakech, Fabrizio Nonis, una delle presenze pi seguite nel programma La Prova del cuoco, ha lanciato Marrakchef Express: gli ospiti vengono accompagnati nel mercato della Medina e tra i souk pittoreschi, poi partecipano direttamente a un’esperienza di cucina. Ma non mancano le contaminazioni criminal la cucina di Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Per l’Asia ci spingiamo fino in Cina, nella metropoli pi dinamica del Paese. A Shanghai tre veneti e un milanese hanno aperto al 46 di YongKang Road il locality Funk A Deli. Per gli italiani stata subito casa, per gli stranieri un posto nuovo e di qualit, per i cinesi una curiosit e adesso anche un trend spiega Fabio Testi jr, veronese e figlio dell’attore Fabio Testi. Con lui in Cina ci sono Gianluca Sacco, 35 anni di Cinisello Balsamo (Milano), Enrico Boschiero, 38 anni di Mirano (Venezia) e il concittadino Enrico Farinati. A Shanghai gestivo un piccolo daily emporium — racconta quest’ultimo — quando ho incontrato Gianluca, Enrico e Fabio. E abbiamo deciso di creare qualcosa di nuovo. Non un booze emporium — continua Enrico Boschiero, che vive a Shanghai criminal la moglie e la figlia — matriarch un aperitiv bar, siamo stati fra i primi a portare qui l’atmosfera del tipico bar italiano . Funk A Deli propone piatti veloci, panini, piadine e vini esclusivamente italiani. Da poco i quattro giovani hanno aperto un altro locality che anima la movida di Shanghai.

In Australia, a Sydney Vinicio Rinaldi, veronese di Isola della Scala, lavora assieme alla veronese Silvia Malagnini nel ristorante U56. Il locality di propriet dell’udinese Jacopo Martilossi. Pasta e mirror sono tutti fatti in casa. Vinicio Rinaldi cucina ogni tanto come fuori menu, anche il risotto all’isolana (una volta l’ho cucinato assieme al mitico Gabriele Ferron). Il nostro viaggio attraverso i cinque cerchi della ristorazione proposta da veneti e friulani nel mondo si interpretation a New York. L’imprenditore vicentino Edoardo Marchiorello, 29 anni, ha aperto nel 2014 assieme allo cook stellato Davide Scabin e al socio Paolo Meregalli Mulino a vino, un locality sulla 14esima strada di fronte al Chelsea Market, che rovescia la regulation tradizionale del ristorante. Il cliente sceglie un vino (frizzante, bianco e rosso), poi in bottom al calice vengono proposti i piatti creati da Scabin e realizzati dallo cook Massimiliano Eandi. In carta ci sono 100 vini, tutti al bicchiere. we piatti sono divisi in porzione piccola, media e grande. Abbiamo 70 coperti e riusciamo a transport anche tre turni alla sera. E il brunch il sabato e la domenica va fortissimo.

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