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"La mia prima linea di abbigliamento"

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 di Alessandro Luongo

Tamara Fiorini, originaria di Monte Cerignone (dove aveva casa Umbero Eco), un piccolo paese delle Marche, a pochi chilometri da San Marino, Carpegna, Rimini e Riccione, sin da bambina amava creare vestiti per le Barbie e tagliare pezzi di stoffa per poi cucirli.

Così nel gennaio 2014 ha creato la sua linea total look di capi femminili Gijibelle, eleganti e caratterizzati da un particolare dettaglio in grado di renderli speciali: una passamaneria, un volume, un taglio. Il marchio è la fusione del nome delle sue due figlie; Ginevra (quasi 6 anni), e Isabella (4).

Tamara- che vive da tempo a Rimini- ha da poco compiuto 40 anni; è diplomata all’Istituto statale d’Arte di Urbino (a Urbino non c’era la sezione moda, che invece era a Riccione, ma era complicato arrivarci, perciò la mia è stata una scelta un po’ forzata), poi si è iscritta alla facoltà di Lettere e filosofia, con indirizzo moderno. Nel frattempo aveva frequentato per un anno una scuola di modellista e figurinista per imparare le prime tecniche, dedicandosi così alla prima grande passione giovanile.

Finito il corso, entra nell’azienda della stilista Alberta Ferretti (Aeffe, San Giovanni in Marignano, Rimini) dopo una prova di soli tre giorni. La assumono con contratto a tempo indeterminato nel reparto di modelleria e prototipia.

Reparto dove si cuciono i prototipi e capi campione disegnati dagli stilisti; ed è molto affascinante- spiega- perché è qui che prendono forma i primi schizzi, e proprio per questo c’è una stretta collaborazione con i modellisti, che sviluppano lo stesso disegno attraverso un cartamodello, e con gli stilisti.

Passa solo un anno, e si licenzia, perché quel lavoro per me non era abbastanza; volevo completare gli studi e laurearmi, sia per me sia per mio padre, che ci teneva tanto. Quest’esperienza di lavoro è stata però fondamentale, mi ha fatto capire che era quello che volevo nella vita e che la facoltà di Lettere era solo un compromesso.

E così s’iscrive a Lettere all’Università di Bologna, nella sezione “Costume e moda�, e si trasferisce nel capoluogo emiliano, dove si laurea. Non fa fatica a trovare lavoro nemmeno questa volta. Anzi. Per una decina d’anni passa prima dall’Ufficio stile del marchio Rosamunda, poi da Interfashion per la marca allora emergente HIGH, e da Vulpinari, infine, da International Promo Studio; dapprima come assistente, in seguito come responsabile nell’ufficio prodotto.

Intanto la “svolta� matura. Appassionata del suo lavoro, Tamara disegnava vestiti che alla sua amica negoziante piacevano molto; un giorno mi propone di creare alcuni capi per lei, che furono molto apprezzati anche dalla sua clientela. Raccolsi allora il suo suggerimento di investire in una linea di abbigliamento, incoraggiata e sostenuta da mio marito.

Nasce così Gijibelle, la linea total look per donna, al cui centro risalta il piacere di giovare con i contrasti, alla ricerca di un equilibrio raffinato e velatamente sensuale. La distribuzione è tuttavia il grande anello mancante. Tamara vende al momento ai negozianti fra Rimini e Fano. Non sono ancora riuscita a trovare un rappresentante serio e professionale che investa del tempo in una startup come la mia rivela dispiaciuta. Chissà che il suo appello non sia presto accolto.

 

 

 

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