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La Giornata della zanzara. E della prevenzione della malaria …

Si celebra oggi la Giornata Mondiale della Zanzara (World Mosquito Day).
Non si tratta di festeggiare le zanzare al culmine della loro attività estiva, ma ricordare piuttosto l’anniversario della grande scoperta scientifica che ha portato l’uomo a dichiarare guerra a questo fastidioso dittero. Il 20 agosto 1897 è infatti il giorno in cui Sir Donald Ross, medico britannico in India, esaminando una zanzara al microscopio, ha riscontrato la presenza dello stesso protista che nel 1880 era stato identificato come agente patogeno della malaria. La zanzara è stata così riconosciuta come un anello della complessa catena della diffusione della malattia che fino ad allora era stata associata al clima delle paludi. Nel 1902, per questa scoperta che ha permesso di attivare efficaci strategie medico sanitarie per combattere la diffusione di uno dei principali flagelli delle regioni calde e temperate (nel Terzo Mondo causa ancora 850.000 morti all’anno), Donald Ross ha ricevuto il premio Nobel per la medicina.
Per anni, però, la scoperta è stata oggetto di contesa con l’Italia: il medico e zoologo Giovanni Battista Grassi era giunto, infatti, alla stessa conclusione. E’ lunga, dunque, 119 anni la lotta della scienza contro questa malattia che colpisce ogni anno 430 mila persone. Debellata definitivamente in Europa nel 2015, anno in cui non è stato registrato neanche un caso, la malaria resta un pericolo per alcune zone dell’Africa e recentemente anche per il Venezuela. Crisi economica e cambiamenti climatici i fattori che caratterizzano le zone maggiormente interessate dalla trasmissione. Non solo la malaria: le zanzare trasmettono anche altri virus, da zika alla febbre gialla.

Nel 2015 un’epidemia di zika si è diffusa in America Latina e ha recentemente fatto registrare alcuni casi anche in Florida dove le autorità sanitarie degli Stati Uniti invitano le donne incinte a evitare la zona di Miami Beach, in quanto si è registrato un contagio del virus Zika con cinque le persone infette che hanno contratto la malattia attraverso punture di zanzare.

Le autorità sanitarie dei Centers for Disease Control and Prevention affermano che donne incinte dovrebbero evitare l’area di South Beach identificata come zona dove è presente l’infezione, oltre che il quartiere Wynwood a Miami, la prima zona negli Stati Uniti dove era già stata rilevata la trasmissione del virus attraverso le zanzare.

Più in generale, il consiglio delle autorità sanitarie alle donne incinte e ai propri partner è di considerare un rinvio tout court di viaggi nell’intero Miami – Dade County. Le stesse autorità hanno inoltre sottolineato che «è difficile prevedere per quanto ancora si possa registrate una situazione di trasmissione attiva del virus».

Il virus agisce uccidendo le cellule staminali neuronali, cioè le cellule progenitrici dei neuroni, che sono abbondanti nel feto, ma che esistono anche in parte nel cervello dell’adulto. Sotto il suo attacco, queste cellule si perdono e riducono. Nel caso degli adulti, chi è in salute normalmente riesce a prevenire l’attacco del virus, ma chi ha un sistema immunitario indebolito potrebbe essere vulnerabile. Ricercatori della Rockfeller University di New York sostengono che sono possibili effetti nel lungo periodo sulla memoria o nella comparsa della depressione. Si tratta di effetti però ancora non dimostrati.

I casi in Florida hanno confermato ciò che gli esperti di salute pubblica annunciavano da mesi: a un certo momento dell’estate, Zika avrebbe smesso di essere solo un virus “importato” e avrebbe cominciato a trasmettersi localmente anche negli Stati Uniti.

Un altro elemento è emerso nelle ultime settimane. Si tratta della conferma da parte delle autorità sanitarie degli Stati Uniti di quindici casi di Zika trasmessi per contatto sessuale, su oltre 1657 casi d’infezione.

A Porto Rico, dove il virus si sta diffondendo molto rapidamente (il 29 luglio si era arrivati a 4684 casi registrati) non erano ancora state fatte analisi per la trasmissione sessuale.

 

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