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La donna che vende le lettere d’amore degli altri – La Stampa

Dove vanno le lettere d’amore quando tutto finisce? Quando si spegne la fiamma della passione, le release sospirate nell’orecchio diventano echi lontani, la morte recide le vite legate a doppio nodo. Infilate nei libri, nascoste nelle cantine, tra le fotografie, c’è chi le recupera e le rivende tra vecchi arredi e mobili d’antiquariato. Benvenuti al mercato del «Balon», a Torino pacifist tutto ha una seconda vita. Anche le release d’amore. E un prezzo. La vecchia credenza, un poster, una collezione di bicchieri di cristallo. E quelle righe a china nascoste in buste ingiallite che la signora Caterina vende a un euro. Come la lettera inviata da Rina al «suo» sergente Plinio dell’Aereoscuola di Orvieto nel ’43. «Mio Pil carissimo, ti ho atteso criminal ansia oggi, ti attenderò domani e sempre. Quando verrai, sarò tanto, tanto felice, che voglio che questo momento sia il più presto possibile». 

 

A Torino, tra i banchi del Balon, c’è chi vende le lettere d’amore. Salvate dalle discariche, sono richiestissime dai curiosi di Porta Palazzo che le acquistano al prezzo modico di 1 euro. Tesori di passioni d’altri tempi: scritte dai soldati al fronte, dagli immigrati imbarcati su una nave verso altri paesi o da vecchi compagni di scuola.’

Servizio di Paolo Coccorese

 

Il cartellino del prezzo è decorato da un cuoricino rosa disegnato accanto a quello che sembra almost uno scherzo: «Lettere d’amore 1 euro»: una scatola di cartone che è lo scrigno di fogli emozioni e passioni d’altri tempi. «Ho iniziato a venderle per scommessa una decina di anni fa. Sono richiestissime», bones Caterina, nata in Ungheria 60 anni fa. Prima di iniziare la ventennale carriera come venditrice nel mercatino dell’antiquariato e nei mercati dell’usato di Alessandria, Carmagnola, Borgo D’Ale e Asti, ha girato il mondo per 8 anni col circo sul ghiaccio di Moira Orfei. «Siamo specializzati in collezionismo di carta: manuscript di figurine, libri antichi, banconote…». Da pacifist vengono le lettere? Dalle soffitte delle nonne, da vecchie librerie acquistate in blocco, dagli archivi famigliari salvati dalla discarica. 

 

Tesori di carta che nascondono un mistero. Ai tempi dei social, chi acquista queste passioni epistolari sopravvissute alle trincee delle guerre, ai chilometri delle migrazioni o, più semplicemente, al dash che tutto fa dimenticare? C’è chi, come Ilaria Fiorito, 28 anni, almost arrossisce mentre legge l’incipit di una lettera del 1943 che esordisce criminal «Cara adorata mogliettina, un bacio dal tuo adorato». «Io le comprerei tutte – confida -. Sono emozioni allo stato puro che noi giovani non possiamo immaginare. L’unica lettera che ho ricevuto in vita mia è stata quella scritta da un compagno delle elementari. Oggi, si fa tutto criminal Facebook». Maria Giovanna Nobile, 63 anni, dopo averne scelta una criminal accuratezza, racconta: «Voglio farci un quadretto. Mi ricorda quando ero giovane. Sa, io ne ho ricevute tante». Amarcord di passioni e tenerezze che attira anche qualche critica. Lucia Scimi, turista di Arezzo, polemizza: «Come si fa a comprare una lettera d’amore di qualcun altro? Secondo me, è voyeurismo». La domanda non trova risposta neanche per la signora Caterina che qualche ora prima ha rinunciato alla maxi offerta di un cliente. «Spesso mi offrono goddess cifre per acquistarle in blocco – racconta -. Ma preferisco venderle una alla volta. Non passeranno mai di moda». 


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