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La cucina centralizzata ha fatto risparmiare al Comune 100.000 euro

LAMPORECCHIO. Che la scelta di riorganizzare la mensa scolastica sia stata fatta nell’ottica di garantire un notevole risparmio per le famiglie appare quasi scontato. E con l’approvazione dell’ultimo bilancio consuntivo, il Comune di Lamporecchio, nel corso dell’ultimo anno, ha trattenuto nelle proprie casse quasi 100.000 euro, proprio grazie alla mensa.

Era l’ottobre 2016 quando fu inaugurata la nuova cucina centralizzata dell’Istituto comprensivo “Francesco Berni”. Un investimento pari a 211.000 euro – di cui 110. 000 erogati dalla Fondazione Caript – per una capacità produttiva che varia dai 400 ai 500 pasti giornalieri, preparati da tre cuochi assunti dall’ente. L’idea, infatti, è stata quella di rispondere a una duplice esigenza: da una parte assecondare la costante richiesta delle famiglie di migliorare il servizio; dall’altra riuscire a contenere – e possibilmente diminuire – il suo costo complessivo, senza tralasciare la qualità dei cibi preparati.

E già nel settembre scorso, la tariffa a carico delle famiglie era diminuita del 12%.

Ma i numeri snocciolati dall’assessora Emanuela Bruno evidenziano un risparmio annuo che supera di oltre 20.000 euro le previsioni fatte per pianificare la ristrutturazione del servizio mensa. Un risultato nient’affatto facile se si considera il lavoro a carico dell’ufficio scuola, diretto da Veronica Allori, e di quello tecnico guidato da Piero Baronti.

Ma ora che un punto fermo è stato messo, la prossima missione dell’amministrazione comunale sarà quella di lavorare sull’introduzione di nuovi prodotti a filiera corta, creando dei menu che, sempre di più, rappresentino un buon compromesso tra la corretta alimentazione e ciò che piace ai bambini, soprattuto ai più piccoli.

Da qui, poi, la collaborazione con il vicino Comune di Larciano. «Stiamo predisponendo – prosegue l’assessora Bruno – degli appalti unici come il servizio di sporzionatura, già affidato a una ditta esterna per gli asili delle frazioni, e l’acquisto delle derrate che permetteranno di ottenere maggiori risparmi e uno standard qualitativo ancora più alto».

Un’altra novità riguarderà, infine, a partire dal prossimo anno scolastico, il cambio di orario della scuola media

i cui alunni non usufruiranno più del servizio mensa.

«Se il calo dei pasti non dovesse incidere notevolmente – conclude l’assessora – valuteremo un’ulteriore riduzione della tariffa a carico delle famiglie». —

MARTINA TRIVIGNO. BY NC ND

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