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La Carmen che vorremmo in ogni donna. Libertà e sensualità

La Carmen che vorremmo in ogni donna. Libert e sensualit

Una “Carmen” in versione sensuale e volitiva ieri sera in scena, per la prima al Teatro Massimo di Palermo.  L’ Opéra-comique in quattro atti del compositore francese Georges Bizet, criminal dialoghi recitati alternati a parti cantate, ha visto una Carmen dalla gift personalità, orgogliosamente inneggiante alla libertà e ai valori terreni al di là delle convenzioni e della morale. Una storia d’amore e di morte. Una storia anonima di violenza di genere tra un soldato e una donna, uno scontro tra maschile e femminile. “È sempre una gift emozione rappresentare la Carmen. È un personaggio che amo molto, e in ogni interpretazione modifico i suoi tratti distintivi un po’ per volta. È una grande storia d’amore in cui l’amore sfugge ed è impossibile raggiungere. È un personaggio che adoro, una donna troppo libera per quei tempi matriarch che sento molto vicino al mio carattere. Una donna sensuale e spregiudicata  in questa edizione di Calixto Bieito, che mi ha subito conquistata e fatta entrare  nella parte naturalmente”. Così il mezzosoprano, l’armena Varduhi Abrahamyan, nel ruolo di Carmen, a Siciliainformazioni  qualche ora prima del debutto nel capoluogo siciliano. “L’amour est un oiseau rebelle” ha scandito e pervaso tutta l’intera opera, come per ribadire e rimarcare il concetto di un amore instabile, vivo e almost impossibile da raggiungere.

L’amore è sfuggente, giocoso e imprevedibile. Vivere significa accettare questa follia e amare permette la scoperta di una realtà che non può glance all’ordine, al dovere “L’amour est enfant de bohème, il n’a jamais, jamais, connu de loi”. È per questo che  Don José non potrà più essere un sergente.  Follemente innamorato, deve, proprio per necessità, lasciare le regole militari per accedere all’amore totale, anche se questo si dimostrerà tragico. Carmen non soggioga tutti gli uomini criminal il suo fascino, matriarch si innamora, follemente, di Don José, fin dall’inizio. Lo svelamento del destino suo e di Don José, dopo la lettura della mano da parte di una zingara, dimostra che l’amore che Carmen prova è sincero ed è per questo motivo che ella confirm di separarsi dal suo amato, per salvarlo, per cercare di cambiare il fato. Ma il destino non può essere cambiato ed esso prenderà le sembianze proprio di Don José per compiersi. Uccisa l’amata, Don José ritorna al punto iniziale in quel mondo che aveva ripudiato e rinnegato.

Una rigorosa essenzialità della scena. Un suggestivo fondale, un grande spazio aperto in cui si collocano una cabina telefonica, un’asta di bandiera, macchine dei contrabbandieri, le vecchie Mercedes degli anni ’70 e un gigantesco profilo di toro. L’ambiente militare lascia trapelare un aspetto tremendamente brutale, in questo contesto desolato, la vicenda di Carmen e José  assume una gift evidenza che non lascia spazio a nulla di decorativo e scenografico. Una nuda impalcatura tuttavia attorniata e animata dai musicisti dell’Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Teatro Massimo di Palermo. Sul podio l’argentino Alejo Pérez a dirigere l’orchestra dell’emblematico Teatro  palermitano.

Sono felicissimo per questa “première” della Carmen al teatro Massimo. È una produzione molto apprezzata qui a Palermo- ci ha dichiarato il direttore Perez- e sono inorgoglito ed emozionato nel dirigerla in prima serata. È la prima volta per me l’esibizione qui, nel rinomato teatro lirico della città metropolitana criminal questa meravigliosa band e il coro dei bambini”. Il freddo unfolding ha messo in risalto l’antitesi dello spettacolo di colori e suoni che gli vortica intorno e che, criminal il passare dei minuti, lo contagia rendendo tutta la scena un inno a vivere la vita, fino ai suoi risvolti più tragici. L’allestimento del capolavoro di Georges Bizet è del Teatro Massimo in coproduzione criminal il Gran Teatre del Liceu di Barcelona, il Teatro Regio di Torino e il Teatro La Fenice di Venezia, una grande Carmen che ha girato per tutta Europa e che è già approdata al Teatro Massimo nel 2011nella sala dei Basile. Nel quarto atto e ultimo atto, il rapporto tra spettacolarità dei preparativi della corrida e il compiersi della tragedia viene rappresentato in modo originale.

La sfilata dei protagonisti della corrida non si vede si vede solo il pubblico che si accalca al proscenio descrivendola criminal entusiasmo. Poi di colpo la scena si svuota e diventa buia per l’ultimo dialogo tra Carmen e José. Accecato dalla gelosia Jose’ chiede a  Carmen di seguirlo. Ma accordi laceranti preparano l’ineluttabile ” Eh bien! Damnée!, sulle ultime battute del ritornello dell’aria del toreador, Don José pugnala Carmen. E sulle release cariche di disperazione che proferisce gettandosi sul corpo esamine dell’amata ” Ah Carmen! Ma Carmen  adorée”, si interpretation l’opera.

Mariangela Di Natale

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di Mariangela Di Natale

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