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Ivan, l’oste bizzarro di Bagazzano “sacerdote” di cucina e di… storia

NONANTOLA. L’Osteria di Bagazzano è un locale storico Delle campagne nonantolane. Fu aperta nel 1957 per volontà dei genitori di Ivan Piccinini. C’erano la trattoria, il bar e sei campi da bocce. Soprattutto, c’era ogni giorno un gran numero di avventori, perché la cucina dei gestori era di quelle fatte ad arte. Ivan è cresciuto così, assorbendo perizia e segreti culinari e frammezzando la sua vivacità di bambino con le incursioni nell’oratorio. Ivan è un personaggio d’altri tempi, un testimone vivemte della Nonantola che fu.

«L’osteria è nata grazie all’intuito dei miei genitori – racconta – Lavoro bene da oltre trent’anni e sono soddisfatto però il successo di queste mura è loro».

In realtà al civico 28 di via Maestra di Bagazzano le cose, nei decenni, sono cambiate molto. Oggi nella vecchia villa i locali alternano oggetti di modernariato con alcune polverose quanto singolari manifatture di pregio. Un miscuglio di buon artigianato modenese e di altro, del tutto anonimo. Poi acquerelli e carboncini che ritraggono la Nonantola di un tempo. Raccolte di cartoline. Fotografie, figurine, gadget. Coppe di tornei lontani e regali che amici viaggiatori consegnano alla gentile accoglienza di Ivan, il quale ospitò perfino un disoccupato che da lui trovò mesi di ristoro.

«Gli feci accatastare proprio qui all’aperto, dove stiamo mangiando adesso, i mobili che gli erano rimasti. Li teneva in una piazzola. Lui dormiva al cimitero».

Al cimitero…?

«Eh sì, proprio al cimitero. Era stato sfrattato, era rimasto solo. Ricordo che la prima volta che mangiò da me finì un’intera pentola di minestrone. Ricordo anche il suo pallore e quanto fosse sfinito, quel giorno. Rimase cinque mesi».

Lo sguardo di Loris si anima appena gli chiediamo dello zoo di pennuti che accudisce con amore: «Venga, glieli faccio conoscere».

Nella vastità delle terre sul retro della Osteria di Bagazzano coabitano pacificamente e liberi una trentina di oche con i loro pulcini. Poi anatre, galline, galli, faraona, faraona bianca, maiali che definisce “ibridi”, e cani. Le cucciolate sfuggono le foto come e quanto le “galline francesine”.

«Le galline francesine sono quelle che dormono e si rifugiano sugli alberi. Lei è un’estranea quindi non scenderanno fino domani».

E la passione per l’antiquariato?

«Qui venivano a mangiare antiquari, collezionisti, mercanti. Sapevano che tutto

ciò che riguardava Nonantola l’avrei acquistato. Per amore della mia città, della sua storia e di queste terre. Compravo tutto. Ho perfino album di figurine antichi. Non li venderò mai».

Signor Piccinini, una definizione di se stesso?

«Sto bene e vivo alla giornata».

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