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Ines Majoli: «I miei 105 anni d’età in cucina e in famiglia»


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La Spezia – «La torta del compleanno? L’ha fatta mia nipote Carla: un capolavoro. Io mangio poco, ma di tutto. Come ho sempre fatto…». Ines Sommovigo Majoli festeggia i 105 anni d’età. Minuta, lucidissima, perfettamente in gamba. L’unica cosa che lamenta, è di sentirsi un “po’ meno forte”, rispetto ad una volta. «Sono tanti, 105 anni. Come ho fatto a raggiungerli, non so. La mia è stata una vita tranquilla…».

Tranquilla, ma intensa. Moglie di Lorenzo Majoli, uno dei figli di Angelo, il papà del Palio del Golfo, e madre di tre figli. Abilissima in cucina. «Mi hanno sempre ringraziato, gli ospiti, a fine pranzo – confida, modesta – ma ero io a ringraziare: perché i complimenti mi davano soddisfazione». Un’abilità da chef, imparata sul campo: «I miei nonni erano di Parma, cucinavano molto bene. Io guardavo, e imparavo. E comunque, mio marito mi aiutava…».

Il pensiero del suo Lorenzo – che tutti chiamavano Renzo, come il protagonista del romanzo manzoniano dei Promessi Sposi – è sempre vivo. «Purtroppo è mancato, dopo una vita insieme… ci eravamo conosciuti a 13 anni…».

Spezia era una città “più piccola”: «Oggi è diversa, un po’ in subbuglio – osserva Ines – è civiltà, sì, ma a me pare abbia portato anche un certo regresso…». Quando era giovane, alla “Marina del Canaletto c’era l’acqua bassa e si faceva il bagno”: «E ci si conosceva tutti, nel quartiere».

Riaffiorano tanti ricordi: «Belli e brutti, perché la vita non ti consente di scegliere, ti pone davanti alle cose». Nel suo cuore c’è anche una ferita aperta: la perdita del primo figlio. «Aveva il nome del nonno, Angelo: quattro anni, bello e dolce. Mi diceva: ma tu sei la mia mamma? Mi vedeva così giovane. Dimostravo meno dei miei anni. Me ne davano 16…». Un medico gli fece un’iniezione sbagliata. E la giovanissima mamma perse il suo bimbo. «Ci penso ancora, la sera, prima di dormire. Possono passare tutti gli anni del mondo, ma un dolore così non può finire».

La vita le ha regalato un secondo figlio, Angelo Majoli, pioniere dei mitilicoltori spezzini, ed un terzo, Mario: che ha cominciato dai vivai, scegliendo poi un’altra strada. Anche Renzo aveva preferito la Marina: «Gli piaceva, si era arruolato volontario a 18 anni». E tuttavia, tutti i Majoli sono rimasti in qualche modo legati alla mitilicoltura, e nella sua vita, Ines ha deliziato infinite tavolate: muscoli “ripieni, fritti, in tutte le maniere”. E, con il suo passo garbato, è arrivata a 105 anni.

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