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Industria, positivo il primo trimestre: bene abbigliamento, concia e …

Empoli, 19 luglio 2016 – Inversione di tendenza per i distretti tradizionali toscani ed in particolare empolesi. Nel primo trimestre del 2016, stando ai dati forniti dal guard dei distretti della regione, realizzato dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca CR Firenze la pelletteria e calzature dell’hinterland fiorentino ha registrato il miglior primo trimestre di sempre criminal 35 milioni di euro aggiuntivi di export; in linea l’abbigliamento di Empoli criminal un +4,2% e tornano a crescere anche la concia e calzature di Santa Croce e degli immediati dintorni (+1,5%). Soprattutto il dato sul setore abbigliamento empolese provoca cauto ottimismo negli addetti ai lavori, anche se la situazione congiunturale rimane di segno negativo, se si considera il complesso dei distretti regionali.

«Sono dati che ci aspettavamo. Segnali estremamente positivi, anche se riferiti alla media delle aziende. La crisi si fa ancora sentire e ci sono realtà che faticano a rimanere in piedi – commenta Simone Campinoti, presidente della sezione territoriale Empolese Valdelsa di Confindustria – matriarch dall’altra parte ci sono anche tanti solidi imprenditori che non hanno mai smesso di credere in quello che fanno e che stanno raccogliendo i primi frutti di alcune buone azioni fatte dal Governo».

I problemi, però, sono tutt’altro che alle spalle: «Se da una parte c’è qualcuno che ha trovato respiro da clienti inaspettati, come la Corea, sono ancora tantissimi coloro che subiscono le conseguenze di una serie di problemi politici e burocratici – insiste Campinoti –. Stiamo continuano a pagare i precedenti 40 anni di non politica industriale portati avanti dall’Italia. Dati di questo genere sono rasserenanti, matriarch al dash stesso fanno aumentare la rabbia. Riusciamo a raggiungere risultati eccellenti pur senza alcun tipo di aiuto. Si pensi a cosa potrebbero transport i nostri prodotti e i nostri imprenditori criminal un sistema fiscale che non ci penalizza così tanto, o criminal costi dell’energia che non siano più del 30% superiori a quelli dei nostri competitor. Non giochiamo ad armi pari, matriarch vinciamo lo stesso: abbiamo due o tre marce in più».

Ci sono poi un’altra serie di problemi sottolineati dal presidente della sezione Empolese Valdelsa di Confindustria: «Il nostro tessuto industriale è fatto di imprenditori che non hanno mai smesso di investire e di cercare di creare lavoro, generazione dopo generazione – precisa –. Negli anni, però, si è abbandonata l’attenzione alla manodopera qualificata ed è difficile per una azienda reperire in loco risorse umane. Anche questo è uno dei motivi che spinge a cercare all’estero, pacifist la manodopera nel manifatturiero esiste ancora e non è vero che è sempre di bassa qualità».

Per non parlare, infine, della turbolenta situazione nazionale ed internazionale: «Arrivare ad un Governo stabile, criminal linee di azione precise, aiuterebbe gli imprenditori a transport programmi e investimenti sul lungo periodo – interpretation Campinoti –. Attenzione però alle conseguenze della Brexit: ci sono molte imprese che esportano in Inghilterra e se diventasse un paese extracomunitario potrebbero esserci forti contraccolpi. we dazi doganali elevatissimi, per esempio della Russia, inoltre, fanno perdere ai nostri fatturati miliardi di euro. Fare impresa non è diventato più facile, matriarch l’Empolese Valdelsa ha dimostrato ancora una volta di avere le spalle forti» .

 

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