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In una serata tutta al femminile il David a “Ammore e malavita”

Il David per il miglior film va al musical dei Manetti Bros “Ammore e malavita”, rivisitazione in chiave comico-grottesca di una Napoli che può permettersi di prendere in giro la camorra. Il miglior regista è Jonas Carpignano per “A Ciambra”, cronaca della vita del quattordicenne Pio nella comunità rom di Gioia Tauro, in Calabria

 

Nel segno delle donne l’edizione 2018 dei David condotta da Carlo Conti si è aperta ieri sera (in diretta su Rai 1) con il monologo in cui Paola Cortellesi indica, seguendo un testo di Stefano Bartezzaghi, il modo in cui parole inoffensive se usate al maschile diventano insulti se riferite alle donne. Subito dopo le cinque attrici candidate, vestite di nero, interpretano un florilegio di frasi troppo spesso ascoltate, da «Brava, sei una donna con le palle» a «Te la sei cercata», poi ripetuta in un coro sconsolato.  

 

Monica Bellucci consegna il premio alla carriera a Steven Spielberg, applaudito dalla platea in piedi: «Un sogno è qualcosa che non pensi mai si possa avverare. All’inizio, con gli amici Coppola, De Palma, Lucas, ci davamo consigli vicendevoli e ancora oggi abbiamo lo stesso legame. Ci unisce anche l’amore per il cinema italiano. Ricordo ancora il primo viaggio qui e l’incontro con Federico Fellini. Mi accompagnò a visitare Roma». 

 

 

La migliore attrice è Jasmine Trinca per “Fortunata”: «Il femminile non è uno stereotipo, dedico il premio a mia figlia bella di mamma. Sii forte, libera e coraggiosa». La miglior non protagonista è Claudia Gerini, dark lady in “Ammore e malavita”, il miglior attore è Renato Carpentieri, mattatore nella “Tenerezza” di Gianni Amelio, premiato da Diane Keaton e fortemente commosso: «La tenerezza è un sentimento rivoluzionario». Il miglior esordiente, premiato da Spielberg, è lo scrittore e neoregista Donato Carrisi che firma “La ragazza nella nebbia”: «Grazie alle donne della mia vita, senza le donne non ci sono le storie». 

 

 

Emozionata, fin dalla mattina in Quirinale, Stefania Sandrelli ritira il Premio Speciale e riceve (continuando a gridare «No, no») una commossa standing ovation: «È una grandissima emozione, il cinema fa talmente parte della mia vita che per me questo David è il simbolo della realizzazione del mio grande sogno iniziato nel 1961. Lo dedico a tutte le persone che ho avuto la fortuna di incontrare e che mi hanno portata fino a qui». Rivolta a Carlo Conti che la intervista («Mio bel moretto»), Sandrelli racconta il suo primo incontro con il cinema: «Questa giornata mi riporta a quando il mio fratellone amatissimo, che era un cinefilo accanito, mi accompagnava al cinema nella mia bella Viareggio, dove c’erano più cinema che chiese».  

 

 

Tocca a Sandrelli premiare Giuliano Montaldo, miglior attore non protagonista nel film di Francesco Bruni “Tutto quello che vuoi”: «Ho cominciato 68 anni fa a fare il cinema, attore con Lizzani in Achtung banditi e adesso, finalmente, è arrivato il premio». Bombetta nera e cascata di collane con croci, Diane Keaton, dopo aver citato Woody Allen come l’incontro fondamentale della sua carriera, e dopo aver parlato della sua «carriera oscillante», intona la canzone del vecchio film “Tre soldi nella fontana”, storia di tre segretarie che incontrano l’amore nella Città Eterna.  

 

Di sicuro, tra i vincitori senza premio dell’edizione 2018, c’è la città di Napoli, con il suo variegato immaginario, esplorato non solo nel trionfatore “Ammore e malavita”, ma anche in altri titoli premiati e nominati, dalla “Tenerezza” alla “Gatta Cenerentola”, a “Napoli velata”.  

 

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