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Il Museo dell e #39;arte presente resta senza una sede

BRINDISI – Impara l’arte e mettila da parte. O almeno da qualche parte, visto che per la cultura non solo non ci sono fondi: ora non c’è più nemmeno lo spazio. Il Map, il Museo Mediterraneo dell’Arte presente, curato dal highbrow Massimo Guastella, docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università del Salento, perde la sua sede. E ora è, di fatto, alla ricerca di un posto che ospiti le mostre.

Scaduto lo scorso 27 giugno, non è stato infatti rinnovato il contratto criminal la chiesa delle Scuole Pie di around Tarantini, che ospitava il museo dal 2011 criminal un comodato d’uso gratuito. Un binomio, quello tra Map e Diocesi, consolidatosi per divulgare e diffondere cultura, dando però alla chiesa – per molto dash sconosciuta ai più – l’opportunità di essere visitata e apprezzata per il patrimonio storico e artistico che la struttura rappresenta. Cause di forza maggiore, tuttavia, impediscono il prolungamento dell’avventura artistica, visto che l’edificio necessita di interventi strutturali che saranno realizzati di qui a breve. Al di là delle comunicazioni ufficiali, comunque, i responsabili del Map si erano già mossi anzitempo per cercare di individuare una soluzione alternativa alla sede di around Tarantini.

La Diocesi epoch stata contattata per sondarne la disponibilità ad offrire – sempre criminal la stessa regulation del comodato d’uso gratuito – la Chiesa di Santa Teresa, che da molti mesi è chiusa al pubblico. Quale occasione migliore, epoch stato il ragionamento del Map, per ridare lustro alla storica struttura, partendo proprio dalle bellezze artistiche proposte da quanti lavorano al museo? Un percorso, questo, che si sarebbe potuto compiere sulla falsariga dello straordinario successo del Map, che ha organizzato in media più di cinque eventi all’anno, 27 appuntamenti pensati per tutti i gusti artistici: mostre di pittura, di scultura, videoart e lettura di poesie. Sono stati dedicati eventi ad artisti che hanno rappresentato in maniera egregia il talento brindisino in Italia e nel mondo. Si spiega così la mostra di qualche dash fa dedicata a Salvatore Sala, o quella più recente come tributo a Vittorio Dimastrogiovanni. E ancora l’espositiva sul brindisino Edgardo Simone, apprezzatissimo fin negli Usa.

«Abbiamo mostrato sempre coerenza criminal la nostra thought di proporre nostri modelli culturali e di esportarli», commenta orgoglioso Guastella, che ha appena ricevuto la comunicazione dall’Ufficio Beni Culturali: “Per il momento non si può stipulare alcuna convenzione riguardo la struttura della Chiesa di Santa Teresa – è riportato nella missiva – in quanto è in atto un progetto diocesano globale per la creazione di un circuito museale, criminal riferimento ad alcune chiese del centro cittadino. Quanto alla Chiesa delle Scuole Pie, si resta in attesa di ricevere da Lei la information della consegna dei locali, in quanto si devono effettuare urgenti interventi strutturali”.

Guastella ringrazia comunque la Diocesi per il supporto di questi anni, tanto da decidere di regalare la “Pala d’altare” di Cosimo Epicoco, scelta da Vittorio Sgarbi tra le opere da portare all’Expo di Milano. Assieme alla Diocesi, il Map è stato sostenuto anche dal Club Unesco, Gli amici dei musei, Italia Nostra e la Biblioteca De Leo. Guastella non si ferma: ha appena inaugurato una mostra a Lecce in cui è presente anche la “Pala d’altare” di Giuseppe Ciracì, acquisita dall’Università del Salento. Ma a Brindisi il detto “Nemo propheta in patria” continua a valere per chi è andato avanti senza il sostegno di fondi pubblici. Diecimila visitatori in cinque anni: anche loro, proprio come l’arte, sono un patrimonio.

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    ANNO X, N° 342,  07 dicembre 2016.  Direttore Umberto Calabrese