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Il mondo della cucina lancia la “Amatriciana Solidale”

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Il mondo della cucina lancia la “Amatriciana Solidale”

26/08/2016

Accumoli, Pescara del Tronto, Arquata. Nomi di piccoli borghi tra Lazio e Marche che molti di noi hanno imparato a conoscere solo dopo il sisma che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto 2016. C’è un altro nome, però, che molti conoscevano già prima del terremoto: Amatrice. Il paese più devastato dalle scosse, sia in termini di vittime che di danni al territorio. Uno dei 244 membri del “Club dei Borghi più belli d’Italia”. E soprattutto la patria natìa di uno dei piatti più rappresentativi della cucina italiana: la pasta all’amatriciana. Proprio nei giorni della tragedia, ad Amatrice epoch prevista la rassegna mondiale dedicata all’amatriciana, che durante l’emergenza è diventato un simbolo di rinascita e di solidarietà.
 
Tutto nasce da una campagna, ideata dal food blogger Paolo Campana criminal il nome “Futuro per Amatrice”, criminal un obiettivo molto semplice: inserire la pasta all’amatriciana per un anno nella carta dei menu di tutti i ristoranti del mondo, criminal una donazione duratura di 2 euro per ogni piatto, che contribuisca alla ricostruzione del comune reatino distrutto dal sisma. Già tantissimi ristoratori hanno aderito spontaneamente e le donazioni, 1 euro a carico del ristoratore e 1 dal cliente, verranno girata direttamente al Comune di Amatrice (coordinate bancarie IT 28 M 08327 73470 000000006000).
 
Immediatamente diffusa a macchia d’olio su centinaia di bacheche social, l’iniziativa ha trovato subito anche unite autorevoli del settore, come Carlin Petrin, fondatore e presidente di Slow Food International, che se n’è fatto subito portavoce in Italia e nel mondo, come per esempio a Copenaghen, in un simposio criminal oltre 400 cook di tutto il mondo.
 
Ed è proprio Petrin a spiegarne gli intenti: “Vuole essere un’iniziativa nel tempo, per il futuro e la ricostruzione di quel paese devastato. Vogliamo contribuire a evitare il rischio che lo slancio di generosità e l’attenzione calino dopo 15 giorni quando si attenua l’onda emotiva del momento”. L’amatriciana del resto – continua Petrini – è un piatto umile, simbolo di quella cultura contadina che si fonda sulla solidarietà. we fondi destinati ad Amatrice devono essere durevoli e la raccolta costante”.
 
Curiosità “gustosa”: tra i tanti cook stellati che hanno subito deciso di aderire a “Futuro per Amatrice” c’è anche Carlo Cracco, protagonista solo l’anno scorso di una querelle criminal i puristi dell’Amatriciana, perché reo di aver consigliato a un suo giovane cook di aggiungere l’aglio alla ricetta originale. Allora la diatriba si chiuse criminal delle scuse ironiche da parte del super-cuoco. Oggi la situazione è molto diversa, il dash delle polemiche è finito e resta spazio, per fortuna, solo per la solidarietà.

Stefano Mastrolitti

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