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Il ministro si mette ai fornelli e cucina salmone

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di Michele Pizzillo

Riflettendo su come un ministro del governo norvegese ha voluto presentare a Milano i prodotti base dell’economia del suo Paese, potremmo dedurre che un certo tipo di gastronomia europea potrebbe essere racchiusa in due punte estreme del Continente europeo: polo Nord e Sicilia. 

Quasi scavalcando tutti gli altri Paesi attraversati da questa specie di linea dritta Nord-Sud. Infatti il ministro della pesca, Per Sandberg – brevilineo e abbastanza massiccio, quasi il contrario del nordico biondo, magro e slanciato -, oltretutto cuoco provetto visto il suo passato di concorrente al Master Chef del suo Paese, arrivato a Milano come testimonial di Norge, ente norvegese della pesca, confabulando con uno chef fra i più interessanti del capoluogo lombardo, Diego Rossi, insieme decidono di presentare due piatti a base di salmone e baccalà norvegese ma conditi con ingredienti italiani. 

“E’ meglio specificare – dice Rossi -: per la tartare ho consigliato il carosello pugliese per meglio esaltare il salmone; con il baccalà leggermente scaldato in acqua salata e proposto come insalata, il ministro ha molto apprezzato la cipolla di Tropea e il pomodorino siciliano”. Tutto condito dallo stesso Sandberg  – con lo slogan coniato da “Market Carrefour”: Un ministro ai fornelli. Il ministro di pesca norvegese e lo chef stellato Diego Rossi cucineranno per te, salmone e stoccafisso – fra gli applausi dei clienti che in quel momento si trovavano nel reparto “gastronomia ittica” del supermercato di viale Bezzi, zona semiperiferica della città, che minimamente immaginerebbero un ministro italiano o qualcuno di grado inferiore, che facesse una cosa del genere. Sandberg, invece, non ha avuto nessuna titubanza a mettere le mani in pasta, in questo caso nell’insalata siculo-calabro-norvegese e, provvedendo anche ad impiattare e servire ai clienti del supermercato. 

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“Siamo ambasciatori dei nostri prodotti e, quindi, dobbiamo fare tutto quello ritenuto utile per sostenere i consumi e il relativo successo commerciale del pesce norvegese nel mondo – ha dichiarato l’uomo politico scandinavo -. E in qualsiasi posto dove è possibile fare avvicinare sempre più gente. Oltretutto a noi norvegesi, e ai politici in particolare, piace stare fra la gente per  chiacchierare,  per conoscere meglio i loro bisogni e le aspirazioni dei singoli cittadini. Non ci arrocchiamo in torri irrangiungibili”.  

E, così, quando si è capito che era necessario rilanciare l’immagine di salmone e stoccafisso sul mercato italiano, il ministro della pesca non ha voluto delegare nessuno a rappresentare Norge in Italia, lo ha fatto personalmente; “oltretutto il mercato italiano  è importante per i nostri prodotti, visto che in molte regioni il baccalà è addirittura la base di piatti tipici”. I dati di vendita in Italia ce li passa Trym Eidem Gundersen, direttore per l’Italia di Norwegian Seafood Council, evidenziando le 45.000 tonnellate di salmone, per un valore di oltre un miliardo di euro, che sono arrivati da noi l’anno scorso: nel 1988 l’export verso l’Italia era di poco superiore alle mille tonnellate. D’allora c’è stata una crescita costante, che per il 2016 dovrebbe superare le 50.000 tonnellate di salmone. In crescita anche l’export di baccalà, dopo 7 anni di decrescita, attestandosi a 393.059 tonnellate: quantitativo importante, anche se lontano dalle 600.000 tonnellate del 1991, quando è iniziato la decrescita protrattasi sino al 2001 e poi continuando con alti e bassi tra crescita e stagnazione dei consumi. 

L’idea di un ministro ai fornelli è piaciuta ai consumatori   italiani, dicono dalle parti di Carrefour. Anche perché il ministro Sandberg è venuto in Italia pure per evidenziare la salubrità del pesce norvegese, “assicurare che il marchio Norge viene rilasciato solo a prodotti controllati dalle autorità pubbliche che si preoccupano di tutelare la salute dei consumatori del nostro salmone e del nostro stoccafisso”, aggiunge Gundersen che ha accompagnato il ministro negli incontri istituzionali programmati a Milano prima di dedicare un intero pomeriggio, nell’Acquario civico, al seminario “I prodotti ittici norvegesi e le opportunità nel mercato italiano” che ha permesso di affrontare anche  temi come sostenibilità e sicurezza alimentare dell’acquacoltura in Norvegia e l’importanza della corretta informazione e della verifica delle fonti per un acquisto consapevole.

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