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Il migliore ossobuco? Lo cucina

Ma chi è il giapponese in cascina che ama la cucina italiana? Si chiama Takeshi Iwai, ha 37 anni, arriva da Tokyo criminal una laurea in Economia. Ha lavorato criminal maestri quali Massimiliano Alajmo, Antonino Cannavacciuolo, Antony Genovese, senza contare il suo mentore Toru Hayashi. Dal tristellato Alajmo, a Venezia, incontra Maria Giulia Magario, sua compagna nella vita e in cucina, soprattutto per i dolci. Dice il cuoco: «Amo l’infinita varietà della cucina italiana, la capacità di ogni mamma e nonna di creare varianti a piatti tradizionali. Il mio tenet è rispettare il gusto, il buono che esiste in ogni ingrediente. Preferisco sacrificare la creatività, a favore del gusto. Un cliente non deve dimenticare subito ciò che ha mangiato da noi».

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