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Il libro «Mangiare da cristiani» trionfa al ‘Bancarella Cucina’

Massa, 26 novembre 2016 – L’UNDICESIMA edizione del Premio Bancarella della Cucina è stato vinto dal libro «Mangiare da cristiani« di Massimo Montanari (Rizzoli), che ha ottenuto 30 voti dalla giuria formata da 80 tra giornalisti specializzati in enogastronomia e librai. Al secondo posto si è classificato « Gli sbafatori« di Camilla Baresani (Mondadori) con 28 preferenze. Di seguito gli altri libri finalisti: «Partigiani a tavola, storie di cibo resistente e ricette di libertà«, di Lorena Carrara e Elisabetta Salvini, (Fausto Lupetti editore) 27, ex aequo con «Il cuoco universale« di Andrea Grignaffini (Marsilio editore), «La mia vita al burro« di Philippe Lèveillé (Giunti editore) 26, e « La cucina piacentina« di Andrea Sinigaglia e Marino Marini (Tarka editore) 15.

IL CIBO È  linguaggio ed emozione, ma secondo la tradizione cristiana, indagata dal professor Montanari che ha prevalso sugli altri concorrenti al termine di un lungo testa a testa, non conta che cosa si mangia, ma come. Sono importanti il gesto e i rituali per dare corpo alla frugalità. Numerosi i modelli alimentari apostolici per sottolineare che «l’uomo è ciò che mangia« come diceva il filosofo ottocentesco Ludwig Feuerbach. Con grande puntualità Montanari, seguendo la lezione della storico March Bloch e la « Scuola delle Annales«, parte dal bisogno dell’alimentazione per arrivare alla storia dell’uomo. Così l’autore descrive il rapporto dei cristiani con il cibo partendo dalle indicazioni evangeliche fino all’età moderna.

Al posto d’onore il libro di Camilla Baresani, un ritratto beffardo del mondo del cibo sulle tracce di una foodblogger e di un critico gastronomico maldestro, raccontati nei retroscena di personaggi che vivono al di sopra delle loro possibilità. Il folto pubblico riunitosi nel salone di rappresentanza di Palazzo Dosi Magnavacca ha ascoltato con interesse anche il contenuto del libro «Partigiani a tavola« dove si scopre che la parola «compagno» deriva più semplicemente dal condividere il pane. Grande attenzione anche per tutti gli altri volumi finalisti: dal racconto dell’avventuroso cuoco bretone Lèveillé, che dopo aver frequentato una prestigiosa scuola alberghiera è andato girovago per il mondo a cucinare i suoi piatti prelibati, all’affresco sulla cucina contemporanea del noto grastronomo Grignaffini, alla curiosità della cucina piacentina come quel «tortello del Petrarca« offerto al grande poeta nel 1351. La cerimonia di proclamazione del Premio è stata presentata dal professor Giuseppe Benelli.

 

 

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