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[Il libro] Lungo tre continenti per capire l’amore e “dialogare con la vita”

L’amore può avere tante facce. Può essere molto terreno o assolutamente spirituale.

Riferirsi a un uomo o a una donna oppure a un figlio. Certamente è il sentimento più potente con cui confrontarsi.

Il tema viene affrontato  con vero pathos da Maurizio Monteverde, classe ’73, nel suo libro Dialoghi con la vita, (Edizioni La città degli dei). Una casa editrice fresca e innovativa descritta come “Comunità di Donne e Uomini liberi, ancora capaci di stupirsi davanti alla meraviglie del Mondo, e consapevoli di poter dare vita a una delle più straordinarie Rivoluzioni ideali e culturali nella Storia dell’Umanità: la definitiva affermazione dell’Essere Umano come Creatore di Bellezza, al posto di quel patetico simulacro di umanità che è l’automa-consumatore dei nostri giorni”.

Il libro risulta intrigante, poetico e, per certi versi, doloroso e dunque sincero. Dove quel sentimento, messo prepotentemente sulle righe dall’autore sempre, e non a caso, con la A maiuscola, viene sviscerato in tutte le sue connotazioni.

Per questo giovedì 16 maggio, alle ore 17, sarà l’occasione per immergersi nelle sue trascinanti atmosfere, durante la presentazione dell’opera nell’Auditorium Tiscali di Sa Illetta, a Cagliari.

“Si tratta di una raccolta di riflessioni, poesie e pensieri – spiega lo scrittore – In definitiva dei dialoghi tra me e il mio sé superiore.

Sogni ed emozioni, raccolti in un arco temporale cha va dal 1988 al 2018”.

L’autore

Nato in Italia,  nel capoluogo sardo, Monteverde ha trascorso l’infanzia e la giovinezza in Centro America e in Africa.

Dopo aver conseguito il diploma di programmatore in Tanzania, ha preso il baccalaureato in Guatemala. Alla fine degli anni ’80 ha studiato al “Teatro delle Immagini” di Gustavo Collini Sartor, partecipando all’inaugurazione della XLIII Biennale Internazionale di Venezia.

Il libro

Per comprendere in pieno l’essenza del suo lavoro letterario si potrebbe partire da una osservazione dello scrittore indiano Tarun Tejpal che dice: “Due cose ci salvano nella vita: amare e ridere. Se ne avete una va bene.

Se le avete tutte e due siete invincibili”. Il primo aspetto è tra i più trattati in assoluto.

“Il libro di Monteverde lo affronta però in maniera particolare – come nota nella bella prefazione Antonio Casini – individuando l’Amore come mezzo e non solo come fine. Uno sforzo per descriverlo nella sua interezza e complessità: da quello sensuale e terreno, così bestiale e tangibile ma anche concreto e necessario, a quello più alto e platonico dove uno sguardo, un gesto o un sorriso scatenano pensieri e passioni travolgenti.

Fatto di generose accoglienze ma anche di nostalgici addii. L’Amore per l’amicizia e per la famiglia.

Fino a trascendere in un Amore mistico e sacro con un dialogo con la divinità”.

Da questo punto di vista l’Amore diventa anche il mezzo per un viaggio interiore.

Una maniera per capire chi sia quella persona che si guarda allo specchio, quali le sue radici, il suo presente e quale potrà essere il suo futuro . Il libro si rivela così uno strumento per riflettere a trecentosessanta gradi “sulla vita, le sue gioie, le sue esaltazioni ma anche i suoi abissi, i suoi tormenti e i suoi misteri”.

Il testo racchiude una molteplicità di scritti dove, insieme alla poesia in rima, danzano pensieri, aforismi e versi sciolti, in una trascinante commistione che esalta il tutto. Fino a giungere alla divertente provocazione di una prosa completamente scevra di punteggiatura, con cui si sfida il lettore e lo si invita a posizionarla lui, quella punteggiatura, per dare un senso al tutto.

Pennellate geniali e ondate emozionali

Siamo di fronte, insomma, a geniali pennellate di sensazioni, a ondate emozionali, che svettano fino a un piano dove realtà e sogno si intrecciano divenendo un tutt’uno. Lasciando – in questo modo – una porta spalancata alla speranza.

In cui il paradigma per un futuro positivo e felice è rappresentato dall’essere un Padre migliore, imparando però, prima di tutto, a essere Figlio.

In definitiva l’Autore, mette a disposizione del lettore le sue esperienze personali, il suo vissuto e i suoi sentimenti, invitandolo a “recuperare le proprie ricchezze interiori  per far emergere una nuova visione di sé, del prossimo e del mondo circostante.

Per far sì, in definitiva – come ben si evidenzia nella prefazione – che tutti noi possiamo dialogare, nel modo migliore, con la vita”.

 

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