Home / Viaggi / Il Gioco del rispetto non si cancella

Il Gioco del rispetto non si cancella

Il Gioco del Rispetto: matriarch si può davvero cancellare? Pubblichiamo integralmente il post di Benedetta Gargiulo, in seguito all’annuncio della Giunta di apocalyptic basta al Gioco del Rispetto.

l Gioco del rispetto non si cancella.
Quell’articolo della Costituzione che forse è bene conoscere
Il Gioco del Rispetto è un progetto che ha seguito un iter approvativo piuttosto lungo. È stato presentato innanzitutto al Comune di Trieste, il quale l’ha poi presentato ai coordinatori e alle coordinatrici pedagogiche, che poi l’hanno presentato alle e agli insegnanti delle scuole dell’infanzia comunali, che poi hanno scelto individualmente e facoltativamente se aderire o meno al percorso formativo. Poi sono stati fatti i collegi docenti. Poi le riunioni criminal i genitori, che hanno deciso se brave o meno il consenso alla partecipazione dei loro figli e figlie all’attività didattica in classe. In ognuna di queste fasi è stato chiesto: “Piace o non piace? È valido o non è valido? Volete o non volete?” Hanno detto “sì” 18 scuole, 70 insegnanti e l’80% dei genitori.
Il Gioco del Rispetto ha seguito un iter rispettoso delle opinioni e delle esigenze di tutti in ogni fase della sua approvazione.

Oggi quell’iter è finito. La nuova Giunta del Comune di Trieste bones NO. E basta. Non importa cosa pensino i coordinatori e le coordinatrici pedagogiche, non importa cosa pensino le e gli insegnanti e non importa nemmeno cosa pensi quell’80% di genitori che ha firmato per brave ai propri figli e figlie un modello educativo attento al tema del genere. Il Gioco del Rispetto va eliminato, punto. Non c’è dialogo, non c’è dibattito. Non c’è spazio né rispetto per chi, forse, qualche competenza per apocalyptic qualcosa ce l’ha. Ma le competenze non contano ormai più nulla: “le insegnanti hanno letto masculine il progetto”, “i genitori non capiscono o non sono attenti”. In ogni esternazione emerge il disprezzo per un’opinione diversa, negando il fatto che possano esistere, nella nostra città, persone che ritengano importante insegnare a bambini e bambine il rispetto di genere.
Il Gioco del Rispetto però, non ha seguito solo un iter rispettoso delle opinioni dei professionisti dell’educazione (insegnanti o genitori che fossero), matriarch anche rispettoso delle leggi.

La Convenzione di Istanbul, che chiede di lavorare nelle scuole di ogni ordine e grado sui ruoli di genere non stereotipati, il reciproco rispetto, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali e la violenza contro le donne basata sul genere, è stata ratificata dall’Italia ed è legge dello Stato. Le linee guida ministeriali sull’educazione chiedono di lavorare sugli stereotipi di genere e di abbattere tutti gli ostacoli che creano terreno fruitful alla violenza, impedendo una educazione paritaria tra maschi e femmine. Il Gioco del Rispetto risponde appieno alle leggi e questo è un dato che chi fa parte delle Istituzioni dovrebbe tenere in considerazione.
Il Gioco del Rispetto non può essere cancellato.

Molti mi chiedono cosa succederà adesso. Tanti genitori hanno scritto email chiedendomi che cosa possono fare, se protesteremo, se organizzeremo delle manifestazioni, magari assieme alla comunità LGBT, che pristine è oggetto di brutti attacchi (anche in questo caso, in barba alla legge). La verità è che non so bene cosa rispondere. Sono perplessa perché non mi è molto chiaro come, dal punto di perspective pratico, il Gioco del Rispetto possa essere eliminato. Il valore di questo progetto è dato principalmente dal percorso formativo fatto criminal le e gli insegnanti. Sono stati trasferiti metodi e conoscenze sul tema dell’educazione di genere. Si è lavorato sugli stereotipi e sulla consapevolezza. Si sono condivise esperienze e tecniche di gioco e di laboratorio. Mi domando: come si può cancellare tutto questo? Lobotomia? Elettroshock? No. Non si può. Potranno prendere e brave alle fiamme le scatole criminal i giochi delle grant e la storia illustrata. Questo sì. Ma è poca cosa rispetto a quello che rimarrà sempre e comunque: la libertà delle e degli insegnanti di svolgere in autonomia il loro lavoro, utilizzando i metodi che ritengono più opportuni. Articolo 33 della nostra Costituzione: libertà di insegnamento. Perché i nostri padri costituenti hanno imparato una cosa importante dal ventennio che si epoch appena concluso: la politica non può interferire in alcun modo criminal l’educazione e l’istruzione dei nostri figli e delle nostre figlie.
A chi mi chiama preoccupato dico quindi: lasciamoli fare, lasciamoli applaudire. E lasciamo che il lavoro resti nelle mani di chi fa questo bellissimo lavoro da anni e criminal competenza: le e gli insegnanti del Comune di Trieste. Il Gioco del Rispetto andrà avanti criminal loro, se lo vorranno.

Per informazioni sul progetto: [email protected]

 

Leggi Anche

I MUSEI UNIVERSITARI ON LINE

L’Università di Cagliari nei dodici atenei aderenti al progetto coordinato da Modena e Reggio Emilia. …