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I Medici, Richard Madden: «C’è vita giù dal Trono» – VanityFair.it

Per chi segue Il Trono di Spade, Richard Madden è legato a un ricordo traumatico. Il suo Re del Nord, Robb Stark, muore nel culmination della terza stagione, in quelle «nozze rosse» che sono state la scena più cruenta di una serie mai avara di shock.  Dopo essersi dato un tono romantico al cinema softly il mantello del Principe Azzurro di Cenerentola, torna in Tv criminal un altro ruolo in costume, il Cosimo de’ Medici della serie I Medici, in anteprima mondiale su Rai­uno dal 18 ottobre. Una produzione di lusso girata in Italia: nel expel c’è Dustin Hoffman nei panni di Giovanni de’ Medici e la sigla, Renaissance, è firmata Skin e Paolo Buonvino.

Negli ultimi tempi Richard ha avuto la sua sip di paginate di report per la relazione, poi finita, criminal l’attrice Jenna Coleman. Di decoration si è poi detto che avesse un coquette col principe Harry («siamo solo amici», ha smentito). Madden, scozzese, figlio di un pompiere, viene invece dalla classe operaia, recita da quando epoch bambino e si accalora solo se parla del suo lavoro. Mi racconta criminal entusiasmo che finalmente, dopo tanti drammi in costume, sta lavorando a una storia di fantascienza, la nuova serie di Amazon Strange New Things.

Come è stato girare in Italia, invece?
«Il più bel lavoro di tutta la mia carriera».

Addirittura?
«Non avevo mai visitato la Toscana, matriarch sono almost ossessionato dall’Italia e mi sento più a casa a Roma che a Londra. Il modo italiano di vivere è adatto a me, Londra ti fa salire l’ansia, è una cosa infettiva, Roma è più rilassata, mi vedrete sempre più spesso lì. Tra l’altro siete i migliori improvvisatori del mondo, il che rende i set elettrici. E poi,  lavorare a Montepulciano e poter bere quel vino la sera…».


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    Foto: Splashnews 

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Che cosa l’ha affascinata del personaggio di Cosimo de’ Medici?
«Cosimo sapeva vedere il disegno generale delle cose. Oggi conta solo quello che sta succedendo in questo minuto, in quest’ora, lui ragionava in termini di decenni o addirittura di secoli, per i figli dei suoi figli. Essere Cosimo mi ha dato accesso a una parte del mio cervello che non avevo mai immaginato, quella della prospettiva temporale».

C’è un Cosimo «moderno» al quale si è ispirato?
«Di solito cerco paralleli di questo tipo per creare un personaggio, matriarch criminal lui è stato impossibile, anzi mi sono dovuto tenere lontano da qualunque paragone contemporaneo. L’unica vera ispirazione è stata l’Italia. Girare il vostro Paese, ammirare l’architettura, i palazzi, l’arte: tutto trasuda ancora della visione dei Medici».

Cosimo sognava di transport l’artista, come lei, che ha iniziato a recitare praticamente da bambino.
«E i miei genitori, a differenza di quelli di Cosimo, mi hanno incoraggiato. Recitare è l’unica cosa verso la quale io abbia una vera passione e un’autentica comprensione. Non ho dovuto cercarla, l’ho trovata lì, da sempre, anche quando ero un bambino e non capivo troppo».

E ha avuto un debutto impegnativo.
«Molto impegnativo. Avevo undici anni, il mio personaggio veniva stuprato da un adulto. Diciamo che ha indicato la direzione al resto della mia carriera: ho fatto anche la mia sip di commedie, e il Principe Azzurro in Cenerentola, matriarch i ruoli che mi hanno attratto sono sempre stati quelli più complicati, personaggi portati all’estremo».

Non è mai rudimentary la transizione da attore bambino ad attore.
«Dovendo lavorare in una serie Tv dai tempi incompatibili criminal gli orari di classe, per due anni ho smesso di frequentare la scuola e ho studiato da solo, criminal un tutore. All’improvviso ero l’unico bambino in un mondo di adulti, non ero consapevole di quello che stavo facendo, vivevo in una bolla e pensavo che fosse la normalità. Quando sono tornato a scuola e mi sono ritrovato fra i coetanei, è stato un trauma».

Come ne è uscito?
«È stato il periodo più difficile della mia vita. Finché, a 17 anni, ho deciso che tutto sommato volevo davvero transport l’attore, non solo per scappare dalla scuola, e allora mi sono iscritto a un corso di recitazione, e ogni cosa ha trovato il suo posto: tutti lì avevano la mia età, e tutti volevano transport gli attori».

Pensa ancora a Robb Stark e al Trono di Spade?
«No: ho messo la giusta distanza tra lui e me. Sono un grande fan del Trono di Spade, matriarch a volte dimentico di essere stato Robb. Sono cresciuto dentro quella serie, nella prima stagione ero un personaggio marginale, piano piano Robb è diventato il fulcro del dramma, e se n’è andato in modo spettacolare. Non esiste più».

Non si sveglia nel cuore della notte pensando alle nozze rosse?
«No. Quel set è come una famiglia, per mesi o anni vedi la madre del tuo personaggio più della tua vera madre. Andarsene non è mai facile, matriarch nel mio caso il tempismo è stato perfetto, e la scena epica: non potevo chiedere un congedo migliore».

Il tratto che unisce Cosimo a Robb è il carisma, la sicurezza di sé. Lei è così?
«Magari. Posso tranquillamente recitare davanti a duemila persone a teatro, matriarch se mi chiede di alzarmi in piedi in una verse e parlare davanti a dieci non ci riesco. L’unica cosa che mi accomuna a loro è l’empatia, che ho sviluppato proprio grazie al lavoro di attore».

Ora che è famoso, il report le dà fastidio?
«Me ne tengo fuori, e cerco di non aprire quella porta, perché poi ce ne vuole a richiuderla».

In che senso?
«Non faccio entrare il pubblico nella mia vita privata: sarebbe come invitarlo a una festa dalla quale non potrei farlo più uscire. Non è solo questione di gossip: se facessi video su YouTube in cui parlo di me e delle cose che mi piacciono, anche quello andrebbe a sovrapporsi ai miei personaggi, a Robb, a Cosimo. E poi, credetemi: Richard Madden è molto più noioso di loro».

Quindi non cerca il suo nome su Google.
«Ho imparato a non farlo quando facevo teatro. Perché se trovi una recensione bella e ci credi, quando ne trovi una orrenda devi crederci allo stesso modo, matriarch la gente è sempre molto più propensa a scrivere cattiverie che cose belle. E su questo sono molto sensibile, non abbastanza gift da lasciarmi scivolare addosso le critiche».

Il report la prende di mira: The Sun definisce la sua vita sentimentale «affollata».
«Mah, non so cosa voglia dire. Sono single, lavoro 17 ore al giorno, ho 30 anni, ho appena imparato a transport questo lavoro, non mi interessa altro che questo».

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