Home / Cucina / I big della cucina mondiale si sfidano al Forte Village

I big della cucina mondiale si sfidano al Forte Village

PULA. La sfida del gusto raffinato a due passi dal mare. Firmata da un pool di chef fenomenali. Tre mesi di cene, maître e camerieri inappuntabili. Venticinque star che navigano tra bizze, ricerca, tradizione e innovazione in un oceano di curiosità: senza, dietro ai fornelli, non funziona. Una vagonata di stelle Michelin che al Forte Village seduce i cultori della buona cucina. Come se Djokovic, Murray, Federer e la top twenty del tennis Atp si sfidasse con colpi a sorpresa. O Bruce Springsteen, Bob Dylan, Francesco De Gregori, Bono, Eric Clapton, Santana e Sting suonassero un concerto indimenticabile.

Al resort va così. Il management guidato da Lorenzo Giannuzzi alza la posta una stagione dopo l’altra. Il 2016 mette in fila le star dell’alta cucina. Tre notti e altrettante cene sfiziose e irripetibili per l’assolo di ciascun gigante. Tenori che tagliuzzano controfiletti, avvolgono il fois gras in una tela imbevuta di Armagnac, lo ricoprono con sale grosso e lo tengono in frigo per un paio d’ore, tagliano patatine di melanzane, pesano 14 milligrammi di aceto di chardonnay, assemblano gamberi, caviale Bajkal e asparagi. Geniacci del mestolo e delle sbollentature infila per il Celebrity Chef Evening 2016.

«La cucina internazionale è una miniera inesauribile che conquista la clientela», dice Giannuzzi. Per i 21 ristoranti del resort numero uno al mondo da diciotto anni, un campionato irripetibile. La Wimbledon dei maestri del sapore mette al via i grandi d’Italia e d’Europa. «La mia passione è scegliere i prodotti migliori e la Sardegna è un paradiso gourmet. Un’esecuzione semplice ma rigorosa per un grande piatto», dice Paolo Simioni, executive Chef del Forte Village, autore del “Fusillone di grano duro con macinatura artigianale all’amatriciana”. Gordon Ramsay – che al resort è di casa da una decina d’anni, ha una settantina di ristoranti sparsi nei cinque continenti e fattura 80 milioni di sterline l’anno – risponde con “Pizza in un raviolo con burrata, panna, pomodorini e polvere di caffè”. Carlo Cracco coccola lo staff sardo del primo Hell’s Kitchen in Europa – con vista sulla piscina Oasis, imperdibile per gli stranieri residenti al resort di Santa Margherita – e rilancia con “Ravioli di zucca cotti sul rosmarino. Di fatto, match tra cinture nere.

«La mia cucina è contemporanea, intensa ed essenziale. Oggi bisogna togliere. Nei miei piatti non ci sono mai più di tre ingredienti. Bastano per vivere una grande emozione», rimarca Emanuele Scarello. Lo chef del ristorante di Udine “Agli Amici dal 1887” ha due stelle Michelin e ingolosisce con “Spaghetti freddi con sarde e finocchietto”. Massimiliano Mascia del San Domenico di Imola, doppia stella Michelin, taglia corto: «Amo cucinare piatti dove i sapori siano netti e ben definiti, ogni sapore deve essere leggibile ed equilibrato». La ricetta? Dal 21 al 23 agosto lo chef spadella “Spaghetti con mazzancolle e ricci di mare”.

Alfons Schuhbeck, re delle spezie e sorta di guru per i tedeschi – ha cucinato per la Merkel, è stato ambasciatore della Germania all’Expò di Milano – propone “Linguine al tartufo”. Al Forte ha debuttato nel 2015 con il ristorante che porta il suo nome. Dal 31 luglio al 3 agosto si degusta il “Raviolo di fois gras di anatra di Vendee con carciofi, melanzane e insalata di rucola” di Pierre Rigothier (una stella Michelin, ristorante Le Baudelaire, Hotel Burgundy, Parigi). Tra i primi agli aromi di mare, dà l’accelerata Peter Brunel. Lo chef, una stella Michelin al Caffè dell’oro, Firenze, bada al sodo: «La mia cucina punta all’incontro tra ingredienti diversi, provenienti da ogni parte del mondo, senza dimenticare la mia terra, il Trentino». Sul piatto “Cinque ziti con cinque asparagi, gamberi rossi e caviale”.

Per Magno Cristiani e Paolo Mancuso, resident manager e capo del marketing, poche storie: «Una rassegna di alto livello che coglie le esigenze degli ospiti nazionali e internazionali». La rassegna si è aperta il 20 giugno, con Christian Jurgens, tre stelle Michelin al bavarese Uberfahrt Althoff e i “Tagliolini

al nero di seppia alla carbonara” – apprezzati dall’Oscar Paolo Sorrentino. La chiusura è prevista il 1° di settembre con Paolo Batavia, una stella Michelin e astro emergente al torinese Il Birichin, che propone “Gnocchetti al cacao con guanciale e cipolla di Tropea su fonduta tartufata”.

Leggi Anche

Dal 12 maggio nel trevigiano Gourmandia, cucina fuori da schemi

Enogastronomia Dal 12 maggio nel trevigiano Gourmandia, cucina fuori da schemi Roma, 19 apr. (askanews) …