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I 70 anni di Sylvester Stallone, 40 anni fa il primo Rocky

La mia vita è fatta per il 96% di fallimenti e per il 4% di successi, ma Rocky (LA SCHEDA CINEMA) è stato il mio successo piu’ grande, una delle poche cose che mi sono riuscite davvero bene”.

Sylvester Stallone, italo-americano, figlio di un parrucchiere emigrato siciliano divorziato e di un’astrologa, fratello dell’attore e cantante Frank Stallone, Sylvester ha avuto delle complicazioni al momento della nascita che gli hanno causato una paralisi del lato sinistro del volto. Cresciuto nella zona non proprio residenziale di Hell’s Kitchen di New York (fra la 10ma e la 49ma strada), soprannominato “Sly”, all’età di cinque anni, si è trasferito in Maryland (diventando amico d’infanzia di Goldie Hawn e Ben Stein) con i suoi genitori, ma con il divorzio di questi, segue sua madre e il suo nuovo marito, un pizzaiolo, a Philadelphia.

Negli anni Cinquanta, lui e suo fratello, frequentano la Notre Dame Academy (una scuola privata cattolica di stampo svizzero), cui seguirà la Lincoln High School (mai completata) e la Devereux Manor High School. Poi entrerà alla University of Miami grazie a una borsa di studio vinta per meriti sportivi. Abile nella scrittura di sceneggiature, ma disgraziatamente non apprezzato, debutta come attore, negli anni Settanta, ed è scelto per le sue doti fisiche come uno degli interpreti della pellicola porno The Italian Stallion.

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Seguono le comparsate d’autore in: Il dittatore dello Stato libero di Bananas (1971) di Woody Allen e Una squillo per l’ispettore Klute (1971) di Alan J. Pakula, e svariate e sfortunate audizioni (come quella per Il padrino di Coppola). Lavora come buttafuori, pulitore delle gabbie dei leoni nello zoo di Central Park e venditore di biglietti al Baronet Theatre per sbancare il lunario e con costanza continua comunque a persistere nella carriera di sceneggiatore: nasce dalla sua penna la pellicola di Martin Davidson e Stephen Verona Happy Days – La banda dei fiori di pesco (1974) che ha un modesto successo. Richard Fleischer lo inserirà nel cast di Mandingo (1975), ma poi taglierà la scena dove Stallone appare.

Il successo improvviso Nella scalata al successo, la sfortuna sembra perseguitarlo, ma lui non demorde. Scrive a lume di candela, su un divano, con la moglie Sasha Czack accanto, la sceneggiatura di Rocky (1976) e convince due produttori (Winkler e Chartoff) a produrla.

L’impresa riesce. Stallone sale sul ring e lui e il pugile più conosciuto della storia del cinema, simbolo del sogno americano, diventano un’unica persona. Alla regia John G. Avildsen, accanto a lui due coo-star di primaria grandezza Burgess Meredith e Talia Shire. La pellicola fa guadagnare a Stallone la nomination all’Oscar come miglior attore protagonista e quella per la miglior sceneggiatura diventando la terza persona al mondo (dopo Chaplin e Welles) ad avere queste due candidature nello stesso anno, e il David di Donatello come Miglior Attore Straniero.

Per Sylvester Stallone, a 40 anni dall’uscita del film che lo ha reso celebre, è tempo di bilanci. A gennaio in Italia è uscito, Creed – Nato per combattere (SCHEDA DEL FILM), settimo film della popolare saga, che vede Rocky Balboa appendere i guantoni al chiodo e allenare per la vittoria Adonis (Michael B. Jordan), figlio del suo primo rivale (e amico) Apollo Creed. Diretto da Ryan Coogler, il regista di Prossima fermata Fruitvale Station, il nuovo film ha  incassato molto bene al botteghino ed è stato osannato dalla critica americana.

La vita privata di Sylvester Stallone è stata abbastanza avventurosa.

Dopo aver intrapreso la carriera di attore, il 28 dicembre 1974 sposa l’attrice Sasha Czack. Da questo matrimonio la coppia ha due figli, Sage Stallone, in futuro attore e regista, ed il secondogenito Seargeoh “Seth”, nato con una forma di autismo, che compare in Rocky II nella parte del figlio appena nato di Rocky.

Stallone divorzia dalla Czack il 14 febbraio 1985. Durante il matrimonio con la Czack, nel 1980, Stallone ha una relazione con l’attrice e cantante Susan Anton. Nel giugno del 1985 conosce la modella ed attrice danese Brigitte Nielsen, in quel periodo a New York per promuovere il film Yado con Arnold Schwarzenegger. Dopo un breve fidanzamento, il 15 dicembre del 1985 Stallone e la Nielsen si sposano nell’abitazione del produttore Irwin Winkler: ma dopo molti scandali, presunti flirt ed un’infinità di gossip, arriva il divorzio il 13 luglio del 1987.

In seguito, dopo alcuni flirt con le modelle Naomi Campbell, Janice Dickinson, Tamara Beckwith, Mary Hart e Andrea Wieser, le attrici Angie Everhart, Jami Gertz e Joyce Ingalls, Stallone si risposa il 17 maggio 1997 con Jennifer Flavin, conosciuta anni prima sul set di Rocky V.

Il 13 luglio 2012 è stato trovato morto suo figlio Sage Stallone; aveva 36 anni ed era noto per aver recitato con il padre in Rocky V ed in Daylight – Trappola nel tunnel. 

Il 30 agosto 2012 i risultati dell’autopsia svolta sul corpo di Sage, svelano che il giovane è morto per arresto cardiaco naturale, completamente assenti tracce di droga o farmaci come si era ipotizzato subito dopo la morte

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