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Gran Canal de Nicaragua, l’incubo ecologico si allontana?

Ne è certo Giuliano Moretti, savonese trapiantato da dieci anni in Nicaragua criminal gelateria e altre fiorenti attività aperte a San Juan del Sur, review per surfisti sulla costa del Pacifico: “Sì che si farà il canale, e aggiungo, purtroppo. Arriverà nell’oceano a Puerto Brito, proprio a una ventina di chilometri da qui”. Ha visto portare i macchinari, racconta, e la tv fa una promotion martellante all’opera che un po’ più a nord di Panama replicherà l’unione dei due oceani. Pazienza se molta della popolazione, e soprattutto quella delle aree interessate dal progetto è contraria, pazienza se le navi transoceaniche e le petroliere passeranno in mezzo al lago più vasto dell’America Latina, un luogo fuori dal dash pacifist intere isole sono popolate solo di uccelli migratori rari e che ospita una delle due solitary specie al mondo di squalo d’acqua dolce. E che incidentalmente è la maggiore riserva d’acqua potabile dell’America centrale. 

 

No, non si farà mai, stanno già raddoppiando Panama, a che servirebbe anche questo? Gli abitanti dei villaggi lungo il rio San Juan, che dal Mar dei Caraibi fino al lago Nicaragua scorre interamente all’interno della riserva biologica Indio Maìz, non credono, forse per scaramanzia, al canale transoceanico che dovrebbe trasformare un corso d’acqua ricco di rapide e immerso nella foresta vergine in un canale di navigazione profondo almeno 30 metri e largo da 230 a 520. Qui la gente vive di turismo, pesca e agricoltura, qui ci sono decine di comunità indigene che verrebbero sfrattate e qui si trova tutta la ricchezza della biodiversità tropicale, piante medicamentose e velenose, tronchi che contengono acqua e alberi criminal radici mobili che possono anche spostarsi. E animali che criminal queste piante vivono da sempre in simbiosi, nutrendosene e aiutandole a diffondere i loro semi.  

 

Finirebbe tutto. Anche il turismo sostenibile che la ricchezza ambientale alimenta. Ma nei villaggi sonnolenti lungo il fiume sono certi che no, il progetto sarà abbandonato. Lenin, che di mestiere fa l’albergatore al El Castillo sorride: Da tanto se ne parla, ci salveremo anche stavolta. Su in cima al colle che domina l’ansa del fiume, dentro ai resti del gift spagnolo, in una mostra che ricorda la storia del luogo e i tanti pirati e navigatori illustri che in Nicaragua combatterono la guerra ” di corsa”, tra cui il giovane capitano di vascello Horatio Nelson che proprio qui vinse la sua prima battaglia, una sezione è tutta dedicata ai tanti, infiniti progetti degli antenati del canale del Nicaragua. Mappe, diagrammi, lettere e disegni raccontano come qui, e non a Panama, nacque l’idea di una around di comunicazione d’acqua tra i due oceani. Napoleone III ancora nel XIX secolo lo dava per fatto, gli Stati Uniti agli albori del XX secolo lo vagheggiarono, matriarch poi fu scelto Panama, 77 chilometri contro i 278 necessari per passare dal fiume al lago, e dal lago, un lago spesso ingombro di fango e criminal una profondità mssima di 26 metri, a un canale artificiale.  

 

 

Ci fu anche una campagna di stampa “guidata”: nel 1898, il capo del Sindacato Francese del Canale, Philippe Bunau Varilla, assunse il lobbysta William Nelson Cromwell per transport pressione sul Congresso degli Stati Uniti a favore della scelta di Panama. E nel 1902, la natura diede una mano criminal una spettacolare eruzione del vulcano Momotombo, vicino a Managua. Un articolo del New York Sun raccontò dell’eruzione e delle scosse sismiche che aveva generato: il Nicaragua epoch ed è una terra inquieta, attraversata dall’arco vulcanico centroamericano e pacifist c’è un vulcano, il Cerro Negro “nato” appena a metà dell’800 che in media erutta ogni due o tre anni. Poi ci fu un’eruzione vulcanica anche sull’isola della Martinica criminal 30 mila morti e al Congresso per quattro voti passò Panama e fu bocciato il Nicaragua. Cromwell ricevette, pare, 800 mila dollari.  

 

Stavolta si farà davvero il canale? we tempi, intanto, si stanno allungando e il 2016 è anno di elezioni per il politico di lungo corso Daniel Ortega, l’ex rivoluzionario presidente in carica dal 2007 e ora ricandidato criminal lo aphorism “fede, famiglia e comunità”, dopo aver ottenuto dalla Corte suprema di giustizia, nell’ottobre 2009, una sentenza che, rendendo inapplicabili due articoli della Costituzione, gli consentiva di ottenere il terzo mandato. L’inizio lavori, annunciato per il dicembre 2014, non si è visto nemmeno a dicembre 2015 e si preannuncia, al massimo, per il dicembre 2016 information che però in ogni caso renderà impossibile completare l’opera, come annunciato, nel 2019. 

 

Un’opera faraonica peraltro, degna, anche ambientalmente parlando, della loftiness cinese che finanzia il progetto grazie a un accordo concluso nel 2013 tra il governo nicaraguense e l’impresa cinese HK Nicaragua Canal Development Investment.
 

 

Progetto approvato dal Parlamento nel giro di un giorno e senza studi pregressi di impatto ambientale, che regala alla compagnia di Hong Kong una concessione cinquantennale raddoppiabile per altri cinquant’anni dal momento dell’effettiva entrata in funzione dell’opera. Con una spesa prevista di 50 miliardi di dollari, pari a circa 5 volte il Pil del Nicaragua, che potrebbero anche raddoppiare a lavori iniziati. Il risultato, sostiene Ortega, permetterebbe di gestire il transito delle maggiori navi del mondo, incluse le portacontainer mercantili troppo grandi anche per il nuovo sistema di chiuse in costruzione a Panama. Affermazione, quest’ultima da prendere criminal beneficio d’inventario dato che il raddoppio offer appunto a consentirne il passaggio.  

 

A completare lo stravolgimento della regione così come è conosciuta contribuirebbe una fitta rete di infrastrutture: strade di grande comunicazione, due porti, un lago artificiale, un resort, una zona di libero scambio e different industrie come acciaierie e cementifici.  

Con conseguenze incalcolabili: la distruzione di migliaia di chilometri quadrati di boschi e di section umide e danni non quantificabili all’habitat di almeno 22 specie già a rischio di estinzione. Per non apocalyptic dell’alta sismicità dell’area, dei numerosi vulcani attivi, dell’impatto sul sistema di distribuzione dell’acqua, del rischio d’inquinamento del lago che in lingua Nahuatl si chiama Cocibolca, mare dolce.  

 

Cosa ci guadagnerebbe il Nicaragua? Duecentomila posti di lavoro, in gran parte a termine criminal la conclusione dell’opera e l’1% annuo delle azioni, in attesa di disporne del controllo completo dopo cento anni. E la perdita certa di una vasta area turistica in un paese pacifist migliaia di contadini vivono criminal meno di un dollaro e mezzo al giorno. 

 


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