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Golino e Scamarcio, così è finito il nostro amore ma non il cinema

Insieme per 11 anni, Valeria Golino e Riccardo Scamarcio sono stati una coppia tra le più popolari del cinema italiano. Quando si sono lasciati, come sempre in questi casi, i gossip sul perchè della fine sono stati innumerevoli. Un film li ha riuniti seppure per lavoro, Euforia, il secondo film dell’attrice-regista napoletana – un’emozionante storia familiare del rapporto tra due fratelli (Scamarcio ossia Matteo, un uomo d’affari omosessuale, perennemente su di giri, che si fa carico della malattia di suo fratello Ettore, interpretato da Valerio Mastandrea), che dopo gli applausi di Cannes è in sala dal 25 ottobre. Entrambi, in occasione dell’uscita di Euforia, hanno rilasciato interviste sulla fine della loro relazione.

Sul femminile F, Valeria Golino, 53 anni il 22 ottobre, racconta “La delusione sentimentale è stata fortissima, la più grande della mia vita. D’altra parte più c’è amore e più si soffre. Tutti diamo il peggio di noi stessi in certe circostanze (…) Se vuoi bene a una persona, poi ti riconcili. Abbiamo passato anni bellissimi insieme e le rispettive famiglie fanno parte della nostra vita. Noi non solo non ci portiamo rancore, ma abbiamo addirittura fatto un film».

Non si soffre a rivedersi su un set quando una storia è finita? “In effetti ho anche temuto che fosse così ma il tempo aiuta. Poi, sul set, il lavoro artistico diventa la priorità, sentiamo tutti una grande responsabilità, e la vita privata si mette tra parentesi. Lui voleva aiutare me e io volevo aiutare lui: c’era una reciproca voglia di darsi una mano. Da donna, però, la ferita resta. E con quella il disincanto verso l’amore». La Golino parla del suo nuovo amore, “C’è una persona nella mia vita (l’avvocato Fabio Palombi, ndr) , ma non è una relazione come le precedenti, non abitiamo insieme, cosa che per me è una novità. Forse sono cambiata, forse ho solo molta paura di rimettermi in gioco”. 

Riccardo Scamarcio, 39 anni, racconta a Vanity Fair che non immaginava avrebbe avuto questa parte: “Quando Valeria ha scritto il film, era un momento complicato. Poi però mi ha dato il copione da vedere, per un parere, e da attore, animale, ho sentito un odore di personaggio pazzesco”. Intanto «lei faceva dei provini, ma questo protagonista non lo trovava. E a un certo punto mi ha chiesto: ma insomma, tu lo faresti?». Racconta che c’è stato un vero e proprio provino e che «l’idea mi faceva paura», ma alla fine «ci siamo divertiti un sacco».

Sulla fine della loro relazione decennale ammette che «è una sconfitta. È una cosa estremamente dolorosa dalla quale non sono ancora guarito». Aggiunge che «le persone smettono di vedersi, ma la storia continua anche senza di loro». Riconosce che questa armonia è fragile: «potremmo mandarci affanculo anche domani. Abbiamo fatto il film insieme, ok. Ma chissà cosa succederà. Lei è più intelligente di me, anche più sensibile. Io sono una testa di cazzo».

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