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Gold Italy partito tra tante speranze, parata di Vip all’inaugurazione

Arezzo, 22 ottobre 2016 –  Platea delle grandi occasioni per l’inaugurazione di Gold Itali al palaffari. Dagli onorevoli Mattesini e Donati al sindaco Ghinelli, dal presidente della Camera di Commercio Andrea Sereni alla consigliera regionale Lucia De Robertis e, naturalmente, Andrea Boldi presidente di Arezzo Fiere e Beppe Angiolini: tutti presenti per il vernissage. E poi i rappresentanti di Banca Etruria, imprenditori, insomma tutta Arezzo si è data appuntamento in via Spallanzani per l’apertura del Gold Italy, la Fiera d’autunno dedicata al gioiello made in Italy. Un taglio del nastro affollato e, soprattutto, animato da uno spirito positivo nonostante le difficoltà del momento sul mercato. Perché? Ad Arezzo le difficoltà sono state minori rispetto ai distretti di Vicenza e Valenza, lo ribadisce il presidente della Camera di Commercio Andrea Sereni. Adesso si tratterà di vedere come andranno i contatti cion i buyers, come per turtte le fiere i conti si fanno all’ultimo.

L’installazione voluta dal direttore artistico di Gold Italy Beppe Angiolini, un grande anello d’oro, campeggia maestoso all’ingresso di Arezzo Fiere e Congressi, pronto ad accogliere espositori, buyers e visitatori per l’evento più importante dell’autunno: il Gold Italy. Già, perché oggi è il giorno in cui la manifestazione apre i battenti, un evento che in soli tre anni è riuscito ad accreditarsi come uno dei più importanti per la gioielleria italiana. Trecento espositori e oltre quattrocento buyers per la manifestazione che arriva in un momento poco esaltante per il mercato, e i dati sul calo delle esportazioni sono lì a ricordarlo a tutti gli operatori.

Tuttavia, il presidente di Arezzo Fiere Andrea Boldi invita alla razionalità: non è il momento di farsi prendere dal panico perché ci sono dei segnali positivi. Ad esempio, la presenza di numerosi buyers che si affacciano sulla piazza aretina per la prima volta: «Sono arrivate – spiega – delegazioni dall’Arabia Saudita e dall’India. Quest’ultima, in particolare, rappresenta il secondo mercato a livello mondiale per il consumo di oreficeria». Conquistare anche una piccola fetta di mercato indiano, va da sé, sarebbe un passo in avanti notevole per le aziende orafe. Per quanto a quelle latitudini si usi un oro diverso, quasi puro, da queste parti c’è il valore aggiunto del «made in Italy» che in termini di design e raffinatezza non ha rivali nel mondo. Ed è proprio la valorizzazione del made in Italy la scommessa, fino a ora vincente, del Gold Italy.

Una scommessa che si gioca anche sul tavolo della politica, continua ancora Boldi: «Gli incontri con il ministero sono sempre più fitti, il vice ministro Ivan Scalfarotto ha ribadito la volontà di mettere più risorse a disposizione della valorizzazione dei prodotti italiani, compresa la gioielleria. Essere presenti, con il nome di Arezzo, sui tavoli dove vengono effettuate scelte strategiche per la promozione della moda italiana, è importante nonché motivo di orgoglio. Fino a qualche anno fa era impensabile».

Sempre più stretta anche la collaborazione con la Fiera di Vicenza, di cui sarà presente una delegazione durante i tre giorni della manifestazione. Insomma, il calo delle esportazioni non spaventa Andrea Boldi che conclude: «Oltre ad aver subito una flessione minore degli altri distretti, Arezzo rimane il primo distretto di produzione in Europa, ha rafforzato la propria quota percentuale che ora supera il 30%. Penso si possa dire che fare un evento come il Gold Italy proprio qui sia un segnale forte per i mercati».

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