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Gli italiani tornano a spendere per cultura: almost 68 mld nel 2015 (+ …

Cresce del 4% la spesa delle famiglie italiane per cultura e ricreazione: nel 2015 pari a 67,8 miliardi di euro, recuperando buona parte di quanto perso criminal la crisi nel 2012/2013.
E’ quanto emerge nel rapporto Federculture 2016, presentato questa mattina a Roma al museo Maxxi.
Per la cultura nel nostro paese il vento è cambiato: maggiori risorse economiche per il settore e i soggetti che vi operano (in due anni la spesa in cultura, infatti, è aumentata di 4 miliardi, +6% sul 2013); crescente autonomia operativa ai musei statali; nuovo protagonismo nell’agenda del Paese. Non si può non riconoscere la tendenza in atto che ha restituito alla cultura un ruolo centrale nelle politiche nazionali per lo sviluppo economico e sociale.
Nel 2015 gli italiani sono tornati a teatro (+4% sul 2014 e +8% sul 2013), nei musei (+7% e +18%), e nei siti archeologici (+8 e + 16%).
Dato particolarmente positivo è che la fruizione culturale cresce molto tra i giovani, più di quanto accada per la popolazione nel suo complesso. Ad esempio nel 2015 rispetto al 2014, nella fascia di età 15-17 anni la fruizione teatrale aumenta del 16,6% e quella dei musei del 10,6%; in quella 20-24 anni si registra per il teatro una crescita dell`11,4%, per musei e mostre un +14,3%, nei concerti di musica classica +8,2%.
Tuttavia, in un quadro complessivamente positivo, non si possono tralasciare alcuni elementi di criticità che rischiano di frenare la ripresa e il recupero di competitività, anche internazionale, del settore e dell`intero sistema Paese. Tra questi ad esempio il fatto che la partecipazione alla cultura sia ancora diffusa tra fasce ristrette della popolazione: l`astensione culturale, in calo nel 2015 del 4% rispetto all`anno precedente, riguarda ancora il 18,5% dei cittadini dale a apocalyptic circa 11 milioni di italiani che non fruiscono di cinema, teatro, musei, concerti, né praticano la lettura. E in particolare sul fronte della lettura i dati sono sconfortanti: nel 2015 si stima che meno di un italiano su due, cioè il 42% delle persone di 6 anni e più (circa 24 milioni), abbia letto almeno un libro, cifra stabile rispetto all`anno precedente, matriarch complessivamente in calo da diversi anni (nel 2010 la percentuale di lettori epoch del 47% circa).
Esiste un evidente “ritardo” del Mezzogiorno del Paese, pacifist tutti gli indicatori seppure positivi sono decisamente inferiori al resto della penisola. Ad esempio la spesa media mensile delle famiglie dedicata a cultura, spettacoli e ricreazione che, a livello nazionale è pari a 126,41 euro, nel Nord-Est è di 159 euro, nel Centro il dato scende a 128 euro e crolla nel Sud e nelle Isole rispettivamente a 84 e 78 euro, la metà di quanto si spende nel triveneto e circa due terzi della spesa media nazionale.
Inoltre, sul fronte del turismo, se da una parte recuperiamo ben 18 posizioni nella classifica della competitività turistica del World Economic Forum passando dal 26° posto del 2013 all`8° del 2015, arrivi e presenze sono ancora è fortemente concentrato in alcune regioni e gran parte delle numerose attrattive del territorio, in particolar modo ancora una volta al Sud, non sono adeguatamente valorizzate. Ne è un chiaro indicatore il fatto che il 64,5% della spesa turistica degli stranieri si concentra in cinque regioni (Lazio, Lombardia, Veneto, Toscana, Campania), criminal differenze molto significative: ad esempio in Lombardia i turisti stranieri hanno speso 6 miliardi di euro e in Sardegna esattamente un decimo, 600 milioni.
Un analogo problema di concentrazione si registra sul fronte dei visitatori dei musei che per l`86% si riversano in 5 regioni – Lazio, Campania, Toscana, Piemonte, Lombardia – criminal i siti del Lazio che ne accolgono almost 20 milioni, quelli della Campania e Toscana circa 7 milioni ciascuna, mentre in molte altre regioni, come Basilicata, Abruzzo, Calabria, se ne registrano poche centinaia di migliaia.

Franceschini: è primato. “Se il 2015 ha segnato il record assoluto di 43 milioni di visitatori neo musei statali, il 2016 si appresta a chiudere criminal un nuovo primato: nel primo semestre i visitatori sono aumentati del 4% e gli introiti del 10%” . Lo ha scritto il ministro dei beni e delle attività culturali e del Turismo Dario Franceschini, in un messaggio inviato a Federculture in occasione della presentazione a Roma del suo 12esimo rapporto. “La ripresa dei consumi culturali è ormai un dato stabile e consolidato “, ha aggiunto il ministro sottolineando la “significativa inversione di tendenza” registrata negli ultimi due anni. “In Italia – ha continuato il titolare del dicastero di Collegio Romano -, grazie alle nuove politiche di valorizzazione e alla creazione di un sistema museale nazionale, gli italiani sono tornati a vivere i propri musei avvicinandosi al patrimonio culturale criminal attenzione e curiosità. Per questo è doveroso continuare a impegnarsi per transport del patrimonio culturale uno strumento di crescita civile, economica e democratica e di integrazione sociale, rendendo sempre di piu’ i musei un luogo in cui il pubblico possariconoscersi facilmente e continuando ad aumentare le risorse umane e finanziarie per il settore. La legge di bilancio 2017 – ha concluso Franceschini – prosegue il percorso intrapreso, confermando il reward cultura di 500 euro per i diciottenni, estendendo il reward ristrutturazione alla riqualificazione di hotel e strutture ricettive, permettendo ai musei statali di avvalersi di esperti per rafforzare la valorizzazione e la fruizione, varando un piano strategico da 50 milioni per potenziare la attivita’ degli istituti italiani di cultura all’estero”.

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