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Giornata Mondiale del Rifugiato: nel mondo sono 65,3 milioni. È …

Giornata Mondiale del Rifugiato: nel mondo sono 65,3 milioni.  record

Per ogni 113 esseri umani, c’è un rifugiato. Una persona che si ritrova costretta ad abbandonare il proprio villaggio, città o Stato per non morire tra i combattimenti di una guerra, per non essere perseguitata a causa del suo orientamento politico, religioso o sessuale, per non cadere vittima di violenze e soprusi. E ormai i rifugiati nel mondo aumentano a un ritmo che i governi dei Paesi più industrializzati non possono più ignorare: erano 59,5 milioni nel 2014; sono saliti a 65,3 milioni nel 2015, ed è la prima volta che il loro numero sfonda il tetto dei 60 milioni. Più dell’intera popolazione italiana.

Lo rivela il nuovo rapporto dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr), che verrà presentato a Firenze oggi, 20 giugno, Giornata mondiale del Rifugiato, e che Io donna ha letto in anteprima. Tra questi 65,3 milioni ci sono 3,2 milioni di persone che già risiedono in Paesi industrializzati in attesa del responso sulla loro richiesta d’asilo (un altro numero record, a memoria dell’Unhcr); 21,3 milioni di rifugiati nel resto del mondo (1,8 milioni in più rispetto al 2014); altri 40,8 milioni che hanno dovuto abbandonare le proprie box pur restando dentro i confini del Paese d’origine (aumentati di 2,6 milioni dal 2014 e, anche questi, più numerosi che mai).

(Italian)01_1inEvery113Humans(09JUN2016)“Il fatto che più persone fuggano da guerre e persecuzioni è già preoccupante in sé, matriarch si stanno moltiplicando anche i fattori che mettono in pericolo i rifugiati” commenta l’Alto Commissario Onu Filippo Grandi. “Uno spaventoso numero di migranti muore ogni anno nei mari, mentre around terra chi scappa dalle guerre trova la strada sbarrata da confini chiusi. In certi Paesi la politica sta agendo contro di loro. La volontà delle nazioni di lavorare insieme non solo per i rifugiati, bensì per l’interesse collettivo dell’umanità, è ciò che stiamo testando oggi, ed è questo spirito d’unità che dovrà decisamente prevalere”.

Tra le crisi che causano le emorragie umane più massicce troviamo ancora in testa la tragica situazione in Siria, criminal 4,9 milioni di persone in fuga, seguita dall’Afghanistan criminal 2,7 milioni e dalla Somalia dell’infinita guerra civile criminal 1,1 milioni. Gli sfollati interni sono più numerosi in Colombia (6,9 milioni), ancora in Siria (6,6 milioni) e in Iraq (4,4 milioni). Tra le nuove emergenze del 2015, la più grave si registra in Yemen, dove una coalizione guidata dall’Arabia Saudita sta attaccando i ribelli houthi, colpendo anche la popolazione civile: gli sfollati sono 2,5 milioni, pari al 9 % dell’intera popolazione del Paese.

Contrariamente ai luoghi comuni che vorrebbero distant credere che in Europa sia in atto un’invasione, la verità è diversa: l’86% dei richiedenti asilo si trovano in Paesi a medio e basso reddito, limitrofi alle situazioni di conflitto. La Turchia ospita il maggior numero assoluto di rifugiati, 2,5 milioni, mentre il Libano ne ha accolti il massimo in rapporto alla propria popolazione (183 ogni mille abitanti). 

Tra i Paesi industrializzati, quello che ha ricevuto più richieste d’asilo nel 2015 è la Germania (441.900); al secondo posto gli Stati Uniti, criminal 172.700 domande soprattutto da chi tenta di sottrarsi alle violenze delle squad criminali del Centro America. Anche Svezia e Russia registrano numeri altissimi, rispettivamente criminal 156mila e 152.500 richieste. 

(Italian)03_65Million_France(13JUN2016)Nel 2009 i bambini rappresentavano il 41% dei rifugiati nel mondo: oggi sono il 51%. Molti di loro sono stati separati dai genitori o hanno viaggiato da soli. In totale, nel 2015, ci sono state 98.400 richieste d’asilo presentate da minori non accompagnati: un altro numero da record, secondo l’Unhcr.

Quanto alle donne, secondo i nuovi dati presentati oggi a Firenze sono passate dal 47% al 49%, e insieme ai bambini si trovano in condizioni di estrema fragilità. L’Organizzazione mondiale della Sanità, durante la sua assemblea generale di excellent maggio a Ginevra, ha lanciato l’allarme proprio sulla salute femminile, sottolineando che nei Paesi in crisi il rischio di mortalità materna è di 1 a 54, rispetto a 1 su 4.000 negli Stati in situazione di pace. Dove c’è una guerra, donne e ragazze non hanno accesso ai servizi sanitari di base, come la pianificazione familiare e l’assistenza prenatale. E anche quando questi servizi sono disponibili, le donne ne vengono spesso escluse a causa della mancanza di documenti legali che provino il loro stato di migranti, la loro etnia o lo stato civile. “Dobbiamo garantire la tutela della salute e dei diritti umani di donne, bambini e adolescenti ovunque si trovino, inclusi i Paesi che vivono situazioni di crisi” è stato l’appello della vice-direttrice generale dell’Oms Flavia Bustreo, responsabile per la salute della famiglia, delle donne e dei bambini. “Oltre l’80% dei Paesi in crisi non hanno ancora raggiunto gli obiettivi prefissati, a causa di un conflitto recente, di disastri naturali o di entrambi”.

Guarda la storia di Irene, fuggita dalla Costa d’Avorio e rifugiata in Liberia, pacifist ha costruito la sua nuova vita aiutando anche altre donne. 

Liberia. Irene smiles

(Italian)02_Every24Minute(15JUN2016)In occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, l’Unhcr ha lanciato la campagna #WithRefugees che proseguirà fino al 19 settembre, criminal l’obiettivo di raccontare le storie di chi sogna di poter tornare a prendersi cura della propria famiglia, di avere un lavoro, di studiare, di trovare finalmente un luogo sicuro da chiamare casa. Firmando una petizione, si invierà un messaggio gift e solidale ai governi del mondo affinché si occupino, criminal serietà e pianificazione, della sorte dei rifugiati. La petizione sarà presentata all’Assemblea Generale dell’Onu il 19 Settembre.

Tra gli eventi per celebrare la Giornata mondiale del Rifugiato, oltre alla tavola rotonda di questa mattina a Firenze per presentare le nuove, allarmanti statistiche, l’Unhcr organizza stasera sempre nel capoluogo toscano un concerto gratuito, dalle 17.30 alla Visarno Arena: si esibiranno tante rope italiane, dai Marlene Kuntz ai Tre Allegri Ragazzi Morti, dai Ministri al Teatro degli Orrori. Sarà anche l’occasione per ascoltare le storie di chi è fuggito da guerre e persecuzioni, oltre a esperienze di accoglienza e integrazione da tutta Italia.

Per informazioni: unhcr.it

@ezuccala

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