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Giornata mondiale del cervello: così l’inquinamento lo danneggia

L’INQUINAMENTO atmosferico ha effetti negativi sulla salute, è noto. Sono all’incirca 9 milioni le persone che muoiono annualmente per malattie associate alla contaminazione dell’aria. “Pulire l’aria che respiriamo aiuterebbe a prevenire varie patologie neurologiche gravi e comuni”. A sostenerlo è la Federazione Mondiale di Neurologia, che ha scelto di dedicare il World Brain Day 2018, all’impatto negativo dell’inquinamento atmosferico sulla salute del cervello

#WorldBrainDay is taking place this Sunday 22 July – what will you be doing?#CleanAir for #BrainHealth
Get involved – https://t.co/3627XAFWPP pic.twitter.com/t3akK2KsTf

— WFN (@wfneurology) 17 luglio 2018

•LA GIORNATA 
Ogni anno il 22 luglio la Federazione Mondiale di Neurologia celebra il World Brain Day (il giorno mondiale del cervello). Un’iniziativa per sensibilizzare le persone sulla salute del cervello a cui partecipano 120 organizzazioni. Quest’anno la giornata è dedicata all’inquinamento atmosferico: “Uno studio condotto dal Global Burden of Disease, che ha coinvolto un team internazionale di 188 paesi, ha scoperto che fino al 30% dei casi di ictus a livello globale sono causati dalla contaminazione atmosferica – ha spiegato Mohammad Wasay, responsabile della giornata – è per questo che abbiamo scelto di dedicare la giornata all’inquinamento”. 

Una vera minaccia alla salute in continua crescita, come dimostra il dato dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) pubblicato a maggio, che evidenzia come il 90% della popolazione mondiale respira aria inquinata.

•UN PROBLEMA RISOLVIBILE 
Ma non è ancora troppo tardi. Cambiamenti decisivi potrebbero ridurre significativamente i rischi che causano il deterioramento della salute del cervello. “Bisogna intraprendere un’azione a livello sociale per prevenire i disturbi neurologici causati dagli agenti inquinanti. Specialmente quando sono causati dall’uomo. Questi sono importanti fattori di rischio per le malattie che colpiscono i vasi sanguigni nel cervello e causano condizioni neurodegenerative – ha affermato Wolfgang Grisold, Segretario Generale della Federazione- questa minaccia alla salute pubblica richiede efficaci strategie di politica ambientale e sanitaria volte a ridurre l’inquinamento atmosferico. Non è solo una questione di salute polmonare, ma la salute dell’organo stesso che ci rende umani: il nostro cervello“. 

LEGGI: Inquinamento, uno studio rivela: “possibile causa del diabete”?

•GLI EFFETTI SULLA SALUTE 
Negli ultimi anni gli scienziati hanno condotto ricerche in cui hanno analizzato le ripercussioni neurologiche dell’inquinamento atmosferico. “Le sostanze inquinanti entrano nel corpo per via respiratoria e alimentare. In seguito causano risposte infiammatorie e raggiungono il cervello attraverso il flusso sanguigno o il tratto respiratorio. Ciò può anche danneggiare il microbiota intestinale e il cervello” – spiega Jacques Reis, a capo del team di ricerca applicata sulla neurologia ambientale della Federazione. Sono tante le possibili patologie che possono essere sviluppate: il diabete, l’aterosclerosi, problemi cardiovascolari, danni ai vasi sanguigni e alle cellule cerebrali. Inoltre studi preliminari indicano come gli agenti inquinanti potrebbero causare malattie degenerative come l’Alzheimer e il Parkinson. Questo però deve essere ancora confermato da ulteriori studi.  

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