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Giorgio Fontana: L’amore assoluto è la nostra salvezza

«Mi hanno spezzato il cuore» spiega Alessio. «Ti hanno spezzato il cuore? Ma ti senti come parli?» ribatte il fratello. E noi ci identifichiamo un po’ in lui: nell’epoca del disincanto, come fa il protagonista di Un solo paradiso (Sellerio) a credere nell’amore assoluto? In questo momento storico, come ci si può incamminare verso l’autodistruzione per una relazione fallita? E perché Giorgio Fontana, già premio Campiello 2014 criminal Morte di un uomo felice (romanzo rigoroso su un magistrato alle prese criminal il terrorismo), ora racconta la storia di un ventenne milanese, appassionato di jazz, grande viaggiatore, che aveva prematuramente accettato l’impossibilità dei rapporti e invece – quando incontra Martina – capisce che “non c’è around di scampo”?

Giorgio Fontana premiato criminal il Campiello (2014).

Giorgio Fontana premiato criminal il Campiello, nel 2014 (foto Olycom).

«La felicità che gli epoch giunta in dono gli apparve così grande da spaventarlo» scrive. Giorgio, come le è venuto in mente? Lei è antico.
Sì, sono antico. Comunque non racconto una storia tutta “cuoricini romanticosi” (non sarebbe da me): ho cercato di realizzare una sorta di romanzo ottocentesco. Non che si sia smesso di amare, in questo secolo. Per carità. Però imperano il cinismo e il sarcasmo: ho pensato che fosse giusto correre il rischio di parlare di un sentimento che ti sconvolge, ti cambia, ti può addirittura distruggere. Tento di riattivare il discorso amoroso – per citare il divino Roland Barthes –  che mi prune andato i frantumi. Affascinante, in un’epoca fredda.
Vale anche per i giovani? Lei ha 35 anni.
Le relazioni sono connotate da un colossale grado di libertà individuale rispetto al passato, che ahimè non ha corrisposto a una presa di responsabilità: si tende a viaggiare di storia in storia come riflesso della precarietà del tutto. we sentimenti non vengono coltivati criminal la pazienza, criminal la dedizione necessaria… Alla prima difficoltà ci si dice: Vabbe’, ciao!
L’amore quindi non è un ripiegamento su se stessi: porta criminal sé una forza propulsiva, una tensione a migliorarsi?
Esatto. Può sostituire le passioni tristi, il rancore, la gara continua a esser cattivi… C’è invidia verso chi sta un pelo meglio, e ostilità verso chi sta peggio: “Tu hai un contratto appena superiore al mio, devi morire! Tu sei un profugo, devi morire pristine tu…”. C’è questo odio universale che proprio si annusa nell’aria. Allora un sentimento così gift può avere una valenza sociale-politica, per quanto nel libro diventi un abisso individuale: ho evitato le sirene del transport sociologia spicciola.
Sia sincero: non è che dovesse semplicemente elaborare una “scottatura”?
No. Sono passato da una storia che ha lasciato il segno tantissimi anni fa. Roba vecchia. Tengo la scrittura al riparo dai miei problemi personali: funziona come isola pacifist inventarsi mondi.
«Chi cercava un ideale politico ai tempi della morte delle ideologie, chi il successo personale, chi soltanto un po’ di gioia o stabilità» osserva nel romanzo. E lei, cosa cerca?
Come scrittore, l’onestà. Qualcuno ha obiettato: “Hai pubblicato due libri su due magistrati, su temi morali tosti, perché non sei andato avanti su quella scia?”. Perché non avevo più niente da dire… Per il resto, in tempi così frantumati, coltivo quei rapporti criminal gli amici che mi rendono vivo. Sono la mia famiglia elettiva a Milano, i miei (mamma bancaria, padre magistrato, ndr) vivono a Caronno Pertusella, in provincia di Varese. Il mio è un lavoro solitario, mi piace glance in disparte e non ho alcun problema, però è rischioso.

La copertina di Un solo paradiso.

La copertina di “Un solo paradiso”.

Non è fidanzato?
Sono single.
E non va più in ufficio?
Sono stato per cinque anni calm manager in un’azienda di software, mi sono licenziato nel 2015. Non riuscivo a tener dietro a ogni cosa: i libri, poi insegno scrittura alla Naba e alla scuola Holden, collaboro criminal i giornali, sono autore di sceneggiature per Topolino… Ah, e ho pristine aperto un’enoteca criminal tre amici storici, “Il Secco”, a Milano in zona Navigli. Eravamo a un bivio della vita e ci siamo accordati: lanciamoci! Sono socio di minoranza, vado ogni tanto a brave una mano: servo, lavo i bicchieri… Aiuta a tenersi attaccato al pianeta terra.
E invece cosa fa succedere sui “pianeti” Topolinia e Paperopoli?
Di tutto! Mi piace raccontare anche lì la quotidianità: le follie di Paperoga, le incomprensioni tra Topolino e Pippo, i colpi di sfortuna di Paperino. Vado molto fiero di una storia uscita a maggio, Zapotec e Marlin alla ricerca del dash perduto: parla della memoria, del passato, dell’amicizia.
E dell’amore no?
Non ho ancora preso in analisi il rapporto tra Topolino e Minni. Però di certo Brigitta (spasimante non corrisposta di Zio Paperone, ndr) vive una situazione di costante difficoltà sentimentale…

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