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Francesco ha chiesto perdono alle ragazze rapite, violentate e …

“Oggi a tutte voi io vi chiedo perdono per tutti i cristiani, i cattolici che hanno abusato di voi e anche perdono da parte mia di non aver pregato tanto per voi e per questa schiavitù”. Sono queste le parole che Francesco ha rivolto alle ragazze salvate dalla schiavitù, fall’abominio e dai perrcoli del marciapiede. “Il Papa ha usato parole molto belle, ma anche molto forti: ha chiesto perdono a nome di tutti i cristiani per le violenze e tutto il male che queste ragazze hanno dovuto subire. Le sue parole sono state veramente parole molto commoventi”, ha commentato Don Aldo Bonaiuto, sacerdote della casa famiglia fondata a Pietralata da don Oreste Benzi. E poi ha descritto i gesti compiuti dal capo della Chiesa Cattolica nell’occasione: “Il Santo Padre ha ascoltato a lungo le storie di queste ragazze, si è commosso, le ha abbracciate ed ha parlato con ognuna di loro, anche con una ragazza arrivata ieri sera che, purtroppo, si è ritrovata a partorire sulla strada, da sola, e a vedere il suo bambino morire tra le sue braccia. Quindi storie veramente drammatiche di cui il Santo Padre ha visto, proprio con i suoi occhi, le ferite, perché le ragazze, davanti al Papa, hanno anche mostrato le ferite che hanno subito. Quindi: le botte, ragazze storpiate, ragazze con le orecchie tagliate…”.

Da parte loro le ragazze, ha spiegato il sacerdote a Radio Vaticana, “sono rimaste meravigliate, perché non si aspettavano di incontrare il Papa. Anzi, noi avevamo proprio detto che sarebbe arrivata una persona famosa, ma avevamo cercato di ‘depistare’, insomma…Si capiva che ci sarebbe stato qualcosa, ma non potevano mai immaginare che arrivasse il Santo Padre. Quindi, per loro è stata davvero una grandissima sorpresa. Sono rimaste proprio scioccate, felicemente scioccate!”.

“Si portano dietro – ha affermato il sacerdote – storie, purtroppo, di violenze, di abusi, di inganni. Ci sono ragazze con problemi psichiatrici gravissimi. E quindi sono tutte donne, purtroppo, a cui nessuno restituirà più soprattutto la salute psichica, fisica. E questa salute è stata tolta loro proprio dai clienti (due milioni e mezzo circa di italiani ndr), da coloro che pensano di avere il diritto di andare a comprare il corpo di una donna per motivi sessuali. Sulle strade, oltre centomila sono le donne che si prostituiscono. Una piaga, come anche noi sottolineiamo  nella campagna ‘Questo è il mio corpo’. L’abbiamo voluta denominare proprio così. Una campagna proprio per dire che è ora di fermare la domanda, rifacendoci a quel modello nordico, che funziona, di disincentivare questa grande domanda che offre questo mercato spaventoso. È l’unico modo per cambiare anche questa mentalità orribile, maschilista, secondo la quale si pensa che una persona si possa acquistare”.

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